certe notti…

La notte ha questa sua maniera antica di mettere ordine fingendo disordine.Arriva piano, senza bussare, con la discrezione dei ladri buoni, e dispone sul tavolo dell’anima tutto ciò che il giorno aveva lasciato in piedi per stanchezza, per decenza, per paura. I pensieri allora si allineano. Non subito, non obbedienti, non limpidi. Si mettono in…

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L’autorità è fragile. Voi no.

Verranno tempi, ragazzi miei, in cui vi sembrerà che il mondo sia stato costruito apposta per scoraggiare chi ha ancora un cuore funzionante.Tempi in cui la misura sembrerà stare sempre dalla parte di chi urla.La ragione dalla parte di chi comanda.Il futuro dalla parte di chi lo compra prima che voi possiate anche solo nominarlo.E…

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La moneta dei ricordi…

Sfilo, ogni tanto, un album che non possiedo da nessuna mensola visibile. Non ha copertina, non ha pagine, non pesa niente e tuttavia certe sere mi cade addosso con la gravità piena delle cose che furono. Lo apro senza volerlo — o forse lo apro proprio perché una parte di me, la più vigliacca e…

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I laghi piccoli dove cade la notte…

«La verità è nel fondo di un pozzo: lei guarda in un pozzo e vede il sole o la luna; ma se si butta giù non c’è più né sole né luna, c’è la verità» – Leonardo Sciascia Ti accorgi tardi, sempre tardi, che alcune creature non ascoltano davvero il nostro dolore: lo attraversano. Lo…

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La città che si affida agli amici…

Napoli non cambia quando la si attraversa con altri. Cambia quello che di Napoli si lascia attraversare.I vicoli dei Quartieri Spagnoli li conosco, o almeno credo di conoscerli. Ci passo spesso, ci sono passato molte volte, con quella confidenza un po’ presuntuosa che si prende con i luoghi quando smettono di stupirci a ogni passo…

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Il canto che resta…

Non tutto ciò che finisce scompare.Alcune cose, anzi, cominciano davvero solo dopo essere finite.Restano ferme in un punto della memoria, non come oggetti salvati dalla rovina, ma come luci rimaste accese in una casa ormai vuota. Non tornano, non rispondono, non si lasciano più toccare; eppure continuano a chiamarci. Hanno la voce delle cose perdute,…

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La grazia storta della luce…

C’è una forma di sincerità che la fotografia stenopeica conosce meglio di qualunque altra: quella che non pretende di dominare il mondo, ma si limita ad aspettarlo. Niente lenti, niente correzioni, niente vetri incaricati di rimettere in ordine il caos. Solo un foro minuscolo, una pazienza antica e la luce che passa dove può, come…

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…un nome comodo per ciò che non controlliamo

Li chiamiamo errori perché abbiamo bisogno di una parola che li tenga a distanza, come si fa con ciò che ci mette a disagio: lo si nomina, lo si delimita, lo si archivia. “Errore” è una forma di ordine, una piccola architettura linguistica che ci protegge dall’idea più inquietante: che ciò che è accaduto non…

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