mi piacciono gli abbracci

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A me piace vedere le persone riunite, forse è sciocco, ma che dire, mi piace vedere la gente che si corre incontro, mi piacciono i baci e i pianti, amo l’impazienza, le storie che la bocca non riesce a raccontare abbastanza in fretta, le orecchie che non sono abbastanza grandi, gli occhi che non abbracciano tutto il cambiamento, mi piacciono gli abbracci, la ricomposizione, la fine della mancanza di qualcuno.

[Jonathan Safran Foer, Molto forte, incredibilmente vicino, traduzione di Massimo Bocchiola, Parma, Guanda 2005]

come può essere ignorante la gente

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Uno dei brani che preferisco è l’inizio del primo capitolo, dove Stephen Hawking racconta di un famoso scienziato che stava tenendo una conferenza sul modo in cui la Terra ruota intorno al Sole, e il Sole ruota intorno al sistema solare, eccetera eccetera. Allora una donna in fondo alla sala alza la mano e fa: «Ci sta dicendo un mucchio di sciocchezze. La Terra in realtà è un disco piatto che poggia sul dorso di una tartaruga gigante». E a quel punto lo scienziato le domanda a cos’è appoggiata la tartaruga. E lei gli risponde: «A una serie infinita di tartarughe!» È una storia che mi piace da matti, perché dimostra come può essere ignorante la gente. E anche perché adoro le tartarughe.

[Jonathan Safran Foer, Molto forte, incredibilmente vicino, traduzione di Massimo Bocchiola, Parma, Guanda 2005]

Comunque…

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Comunque, la cosa affascinante è che su «National Geographic» ho letto che ci sono più persone vive oggi di quante ne sono morte in tutta la storia dell’uomo. Per dire, se tutti tutti volessero recitare Amleto contemporaneamente, non ci sarebbero abbastanza teschi.

[Jonathan Safran Foer, Molto forte, incredibilmente vicino, traduzione di Massimo Bocchiola, Parma, Guanda 2005, p. 15]