Sciascia, Porfirij, Colombo e la cortesia della ragione…

Ci sono libri-teorema. Funzionano come quelle formule che, una volta scoperte, non si esauriscono nella loro eleganza: generano corollari, metodi, prassi. Sciascia, riscrivendo il Candido di Voltaire, lo sapeva: un’opera originale non finisce, prolifera — come in geometria una relazione elementare diventa strumento di lavoro. Delitto e castigo è uno di questi libri-teorema: il Pitagora…

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…tra il reale e l’immaginario.

Ferdinando Scianna, radici in terra di Sicilia, nato nel ’43 a Bagheria, si è tessuto un nome nella trama dei fotografi italiani più stimati. Dal giornalismo, si è piegato alla fotografia, primo italiano a calcare il palco della Magnum Photos nel ’82. Scianna, con l’obiettivo, abbraccia le facce del mondo: la guerra raccontata, il volto…

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Il preside…

Il preside quasi sempre appariva in cima alla scala nel momento in cui la nostra vociante orda si avventava a salirla: e la sua apparizione bastava a spegnere le voci e la corsa. Si chiamava Luigi Monaco. Ne ho un ricordo talmente vivo e profondo che sempre mi capita di confrontare a lui ogni persona…

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Ma forse è anche un buon racconto…

Una associazione a delinquere, con fini di illecito arricchimento per i propri associati, e che si pone come elemento di mediazione tra la proprietà e il lavoro; mediazione, si capisce, parassitaria e imposta con mezzi di violenza.

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Sono come cani e gatti, si dice.

Sono come cani e gatti, si dice. Ma da un mio vicino, qui in campagna, ci sono quattro cani e un gatto che non la fanno da cani e gatti; e non solo pacificamente convivono, ma fanno di tutto, i cani, per non guastare al gatto l’illusione, che drammaticamente coltiva, di essere un cane. Ma…

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Una storia semplice…

Tra Il giorno della civetta e Una storia semplice passano ventotto anni; gran parte degli anni creativi della vita di Sciascia. Vita troppo breve, soprattutto per chi, avendolo amato, a meno di trent’anni dalla sua scomparsa, non si rassegna alla sua assenza. Una storia semplice è l’ultimo testo narrativo di Sciascia: esce in libreria il…

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…non credeva negli italiani

C’era qualcosa fuori luogo, un dettaglio che mi sfuggiva. Insignificante, forse. Ma sapevo che c’era qualcosa che mancava: “come quando una cosa viene improvvisamente a mancare alle nostre abitudini, una cosa che per uso o consuetudine si ferma ai nostri sensi e più non arriva alla mente, ma la sua assenza genera un piccolo vuoto…

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La pena mia…

«La pena mia non è che si rubi; è che io non mi ci trovo in mezzo». Questa frase, che ho sentito pronunciare qualche anno fa con tono di scherzo, a velarne la viscerale sincerità, è ormai sulle segrete bandiere di molti. Leonardo Sciascia, nero su nero

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