La misura delle scelte…

Ci sono giorni che non chiedono celebrazione, ma misura.Arrivano senza rumore, si appoggiano sul calendario come una mano sulla spalla, e chiedono soltanto una cosa: essere capiti. Non spiegati, non difesi, non semplificati. Capiti.La morte, sì, merita rispetto. Sempre. Non esiste morte che possa essere derisa senza che qualcosa, in chi deride, si rompa. Non…

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La soglia che non vogliamo più attraversare…

La morte, una volta, aveva un suono secco. Come una porta che si chiude senza eco, senza appello. Non restava che il silenzio — e dentro quel silenzio, lentamente, imparavamo a stare.Oggi quel suono si è fatto più incerto. Non perché la morte sia cambiata, ma perché abbiamo cominciato a riempire lo spazio che lascia.…

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Non sei l’idea che gli altri hanno di te

C’è una paura che non fa rumore, eppure ti sveglia prima della sveglia. È quella che nasce quando senti addosso gli sguardi degli altri, anche se non ti stanno guardando davvero. Quando ti viene l’idea che, se sbagli una virgola, se perdi un passaggio, se per un attimo non sei lucido, qualcuno penserà: “Ecco. Non…

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Il morso e la timidezza…

C’è stato un tempo in cui la matematica si è messa in ghingheri. Si è guardata allo specchio e ha pensato: adesso faccio ordine. Non “capisco”, proprio “ordino”. Metto ogni verità al suo posto, scrivo un regolamento condominiale dell’universo, dimostro tutto e, già che ci sono, dimostro anche che non mi sono dimenticata niente. È…

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I puntini non hanno fretta…

C’è un momento, di solito intorno ai vent’anni (ma vale anche a quarantasette, tranquilli), in cui ti accorgi che il mondo ti chiede una cosa molto precisa: una storia lineare. Una di quelle con l’introduzione, lo sviluppo e il lieto fine. Tipo: scegli, investi, scala, vinci. E possibilmente senza capitoli strani. Senza calligrafia. Senza deviazioni.…

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Ti ho guardata e per il momento…

Ci sono canzoni che non sembrano neanche canzoni. Sembrano quelle confessioni che non hai mai avuto il coraggio di fare davvero a qualcuno, e che ti immagini di sussurrare in una sera qualsiasi, quando la città è finalmente distratta e tu puoi permetterti il lusso di essere sincero. Questa di Dalla e Ron è una…

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Il male che non pensa: quando l’assenza di radici cancella ogni limite

C’è un paradosso sottile in quella frase di Arendt. Noi siamo abituati a pensare che il “peggior male” sia quello radicale: dichiarato, ideologico, urlato, con una bandiera in mano e un nemico da odiare. Il male “vero”, nella nostra immaginazione, ha un volto riconoscibile, parole estreme, una dottrina feroce alle spalle. Arendt invece ti sposta…

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Pasolini, il corpo del reato siamo noi…

Ogni volta che il nome di Pasolini torna in un’aula di giustizia, succede una cosa strana: abbiamo l’impressione di parlare di un delitto, e invece stiamo parlando di noi. Di come questo Paese gestisce la memoria, il dissenso, la scomodità. Sono passati cinquant’anni abbondanti da quella notte all’Idroscalo, e ancora oggi qualcuno bussa alla porta…

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Padrenostro e le ombre che un bambino non dovrebbe vedere…

A volte un film arriva di traverso, come una porta lasciata socchiusa in un corridoio buio. Non entra con garbo, non chiede permesso: ti costringe semplicemente a guardare da dentro gli occhi di qualcun altro. Padrenostro fa esattamente questo. Non offre un racconto lineare, non concede appigli: ti trascina nella memoria tremante di un bambino…

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