Quelli che si occupavano…

Sono stato radicale prima ancora di sapere bene cosa volesse dire esserlo. E forse continuo a esserlo proprio perché, dopo tanti anni, non sono ancora sicuro di averlo capito fino in fondo.So però riconoscerne il suono. Per molto tempo quel suono arrivava da una radio. Radio Radicale aveva qualcosa che oggi apparirebbe quasi inconcepibile: non…

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Il peso delle parole leggere…

C’è una forma di indignazione che non aggiunge nulla all’indignazione. È quella che, davanti all’ennesima ingiustizia, si accalca nei commenti con una sola parola: «Bastardi!». È quasi sempre il commento più applaudito. Quello che raccoglie più consensi perché non pretende nessuno sforzo: non di pensiero, non di linguaggio, non di coscienza.Eppure mi lascia ogni volta…

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La schiena dell’Occidente…

Il servilismo ha sempre un buon vocabolario. Non dice mai: obbedisco. Dice: equilibrio. Dice: responsabilità. Dice: rapporto storico. Dice: prudenza.È il suo modo di profumarsi prima di entrare in salotto.Da mesi assistiamo a questa liturgia un po’ stanca e un po’ oscena: uomini e donne di governo che chiamano alleanza ciò che spesso somiglia alla…

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Sul giorno dopo…

C’è una cosa che i calendari non dicono mai. Segnano gli anniversari, le ricorrenze, le date che la storia ha deciso di rendere permanenti. Ma tacciono su quello che avviene quando la pagina viene girata. Sul giorno dopo, che è sempre il vero banco di prova di ogni dichiarazione solenne.L’otto marzo funziona così da molto…

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Il barile e la bandiera…

Nella notte, Caracas è diventata un’idea prima ancora che una città: un nome pronunciato da lontano, con la sicurezza di chi scambia le coordinate per un possesso. Il presidente venezuelano e sua moglie prelevati, trasferiti negli Stati Uniti; un’operazione militare lampo; la promessa, detta come si dice “adesso ci penso io”, di amministrare un Paese…

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Pasolini, il corpo del reato siamo noi…

Ogni volta che il nome di Pasolini torna in un’aula di giustizia, succede una cosa strana: abbiamo l’impressione di parlare di un delitto, e invece stiamo parlando di noi. Di come questo Paese gestisce la memoria, il dissenso, la scomodità. Sono passati cinquant’anni abbondanti da quella notte all’Idroscalo, e ancora oggi qualcuno bussa alla porta…

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Lo shutdown non è una crisi, ma una confessione.

Negli Stati Uniti, quando si parla di shutdown, si alza subito il tono drammatico. Le testate aprono con titoli apocalittici, le immagini mostrano cancelli chiusi e turisti smarriti davanti alla Statua della Libertà, e i commentatori parlano di “crisi senza precedenti”. Ma a ben guardare, lo shutdown americano è più una forma di teatro politico…

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Era Napoli che diventava musica nera…

È morto James Senese. E sembra impossibile anche solo scriverlo. Perché ci sono artisti che non “appartengono” alla musica, ma alla terra. Alla voce di un popolo. Alla memoria di una città che sa piangere e ridere nello stesso respiro. James era così: una tromba d’aria che partiva dal ventre di Napoli e finiva dritta…

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Essere umani…

Ci sono i disperati. Li riconosci dal passo, da come abbassano gli occhi senza abbassarli davvero. Hanno imparato a non chiedere, a non disturbare, a fare spazio anche quando non ce n’è. Vivono nel mezzo: tra un dovere e una rinuncia, tra la fatica e un sorriso di cortesia.Sono quelli che non dormono, non perché…

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Ma che amore è quello che uccide?

Ma che amore è quello che uccide? Che amore è quello che stringe fino a soffocare, che non lascia andare, che pretende, che minaccia, che colpisce? Non è amore. È fame. È vuoto. È l’eco di qualcosa che manca dentro, da sempre. L’amore non possiede, l’amore accoglie. Non urla, non schiaccia, non trattiene con la…

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