Pasolini, il corpo del reato siamo noi…

Ogni volta che il nome di Pasolini torna in un’aula di giustizia, succede una cosa strana: abbiamo l’impressione di parlare di un delitto, e invece stiamo parlando di noi. Di come questo Paese gestisce la memoria, il dissenso, la scomodità. Sono passati cinquant’anni abbondanti da quella notte all’Idroscalo, e ancora oggi qualcuno bussa alla porta…

Continua a leggere →

PPP…

Pasolini non si spiegava, si esponeva. Ogni parola che pronunciava era un rischio, una ferita aperta, un modo per costringere chi ascoltava a smettere di essere spettatore. Non chiedeva di essere capito, ma di essere messo in discussione. È per questo che a distanza di cinquant’anni non riusciamo ancora a collocarlo da nessuna parte: né…

Continua a leggere →

il momento giusto per usare la forza…

Le idee di Pasolini vengono rievocate: gli esecutori dell’ordine, polizia e carabinieri, traggono le loro radici dal medesimo humus popolare, un humus che molti, avvolgendo sé stessi nel manto del benessere, guardano da lontano. Essendo gemme dello stesso albero popolare, diventa agghiacciante constatare l’emergere continuo di filmati (gli ultimi due provenienti da Milano e Livorno)…

Continua a leggere →