Aspettando i Tartari…

La fortezza non è un luogo. È una scusa costruita abbastanza bene da poterci abitare dentro senza vergogna.Ha mura solide, regolamenti, turni di guardia, piccoli avanzamenti di carriera. Offre un letto, una divisa, un compito da svolgere. Soprattutto, concede una ragione credibile per rimandare la vita: non posso andarmene adesso, qualcosa potrebbe finalmente accadere.È questa…

Continua a leggere →

La schiena dell’Occidente…

Il servilismo ha sempre un buon vocabolario. Non dice mai: obbedisco. Dice: equilibrio. Dice: responsabilità. Dice: rapporto storico. Dice: prudenza.È il suo modo di profumarsi prima di entrare in salotto.Da mesi assistiamo a questa liturgia un po’ stanca e un po’ oscena: uomini e donne di governo che chiamano alleanza ciò che spesso somiglia alla…

Continua a leggere →

L’ultima forma della presenza…

Quattro anni. Fa quasi impressione dirlo così, con questa misura netta, contabile, come se il tempo sapesse davvero fare il suo mestiere: mettere distanza, ordinare gli eventi, riporre il dolore in un cassetto meno esposto della memoria.E invece no.Il tempo passa, certamente. Cambia la luce sulle cose. Cambiano le stanze, le abitudini, le parole che…

Continua a leggere →

Taccuini in tasca…

Porto sempre con me un taccuino. Non per disciplina, che è parola troppo militare per una cosa così fragile. Non per posa, che è il modo più triste di tradire un’abitudine vera. Lo porto perché certi pensieri, quando passano, non fanno rumore. Attraversano la giornata come animali piccoli nel sottobosco: basta un gesto di troppo,…

Continua a leggere →

La forma della goccia…

La forma più intelligente, in natura, non è quella che sfida il mondo a muso duro. Non è la sfera compatta, orgogliosa della propria chiusura. Non è nemmeno la punta aggressiva, convinta che basti ferire l’aria per attraversarla. È, piuttosto, una figura più umile e più sapiente: una testa arrotondata, un corpo che si concede…

Continua a leggere →

Il veleno delle scorciatoie…

Le fallacie logiche hanno un difetto di eleganza: sembrano pensieri e invece sono scorciatoie. Hanno la forma composta del ragionamento, l’andatura educata della deduzione, persino un certo profumo di latino che le fa sembrare nobili. Poi, a guardarle meglio, si scopre che non stavano pensando: stavano solo correndo.Una delle più insidiose è quella che scambia…

Continua a leggere →

La forma del ritorno…

Tornerai. Non perché le cose tornino davvero, non perché il tempo sappia ripercorrere la propria strada come un animale ammaestrato, non perché ciò che è stato abbia il dovere di risarcirci. Tornerai perché alcune presenze, quando sono state vere, non obbediscono più alla legge dei corpi: continuano a muoversi anche da ferme, a parlare anche…

Continua a leggere →

Il primo giorno di mare…

Il primo giorno di mare è il rito mite con cui l’acqua scioglie le fatiche dell’anno e il sole custodisce ciò che è rimasto buono: il lavoro fatto con dignità, i volti felici degli alunni, l’abbraccio dei figli, il sorriso di chi ami. E per un istante tutto respira.

Continua a leggere →

La verità contro di noi…

La verità non coincide quasi mai con ciò che speravamo di trovare.È questa la sua durezza, la sua nobiltà, il suo scandalo. Noi vorremmo che il mondo confermasse le nostre attese, desse ragione ai nostri desideri, completasse la figura che abbiamo già disegnato nella mente. Vorremmo che le prove arrivassero come docili messaggeri, incaricati di…

Continua a leggere →

La destinataria errata…

Ci spaventano sempre gli errori che sembrano casuali, soprattutto quando toccano l’amore. Ma certi sbagli fanno paura per un altro motivo: perché forse non inventano niente, rivelano soltanto ciò che avevamo già dentro. E allora un messaggio inviato alla persona “sbagliata” diventa il momento esatto in cui la vita smette di mentirci.

Continua a leggere →