Chissà…

Mattarella

Mi auguro che la domanda non sia irriverente o blasfema al punto da non poter essere accolta, o che non sia troppo ingenua da farmi passare per uno sciocco sprovveduto, meno che mai puzzasse di anticlericalismo di stampo ottocentesco: perché mai – laddove, ben intéso, non manca il servizio pubblico – bisognerebbe sovvenzionare, a suon di sgravi o contributi fiscali, le scuole private? quelle stesse scuole che, in buona parte, sono gestite più o meno direttamente dal Vaticano? In una sola parola: è costituzionale?
Da Presidente della Repubblica è facile intascare il plauso per una nobile dichiarazione di massima ogni tanto, che faccia salda l’ormai derisa e mortificata indipendenza tra Stato e Chiesa, la sbeffeggiata e spernacchiata laicità dello Stato. Chissà se il tanto accorto Mattarella vorrà essere tanto coraggioso, non dico da mandare a fare in culo Renzi e tutto il suo Esecutivo, ma almeno a non firmare e rispedire al mittente un eventuale provvedimento di tal genere. Chissà…

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Maradonna

Maradona
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Cutolo

“Barra ha avuto un’infanzia difficile. Ma ha rovinato il povero Tortora. Che Enzo Tortora era innocente lo dissi subito. Chiesi ai magistrati di essere interrogato. Non mi vollero nemmeno sentire”. Così, in chiusura, l’intervista rilasciata ieri a la Repubblica da don Raffaé. Barra, morto pochi giorni fa, l’arma crudele e fidata di Cutolo, viene ricordato, tra le altre nefandezze, come accusatore di Enzo Tortora. Fu – come ricordano le cronache – il primo camorrista a pentirsi ma non il primo a tirare in ballo il famoso presentatore televisivo. Fu Pandico, altro fedelissimo cutoliano, a fare per primo il nome di Tortora. E solo quando gli si disse che Pandico aveva parlato di Tortora, anche Barra ne parlò. “Barra, perché non ci hai parlato di Tortora?”, chiesero i due pm. “Tortora chi?”. “Come chi? ‘O presentatore. Pandico ci ha detto che è affiliato”. “Ah, sì? E certo. Sta pure Tortora. Ve lo stavo per dire oggi”. Il seguito della storia, purtroppo, è noto. Meno nota è la storia professionale dei due pm: il dottor Felice Persia e il di lui collega dottor Lucio Di Pietro. Uno fu eletto al Csm, l’atro ha finito la carriera come procuratore generale di Salerno.

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…su quale ne contenesse di più.

Gasp4
La faccenda – quella del tweet di Gasparri, dico – è nota e, visto l’argomento, non vale neanche la pena star qui a tediare il mio lettore a delinearne i contorni. Resta, a margine, per stretto che sia, la necessità di appuntare una nota sul fatto accaduto, sul modo in cui, via via nei secoli, è venuta a impoverirsi l’azione dello scontrarsi: un tempo, offese di tal fattura prevedevano un singolar tenzone: l’onta pubblica andava lavata via a suon di sciabolate. E la cosa, per cruenta che fosse, aveva il vantaggio di farci veder schizzare merda dai crani spaccati, sì che non rimanevamo nel dubbio su quale ne contenesse di più.

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…la vision è quella.

(null)

Metti che tuo padre, la sera, tornando a casa, affligge te, i tuoi fratelli e sua moglie coi mugugni lamentosi per le rotture di cazzo che gli procurano i dipendenti. Metti poi che per via di quegli stessi dipendenti, per quel fastidioso vezzo che questi hanno di pretendere il dovuto, tuo padre — che per scassacazzo che sia, resta pur sempre tuo padre — viene condannato sette volte tra cause civili e del lavoro per contributi non versati, licenziamenti illegittimi, lavoro irregolare e roba simile. Dico, metti tutto questo in conto e poi prova ad immaginare che, da grande, ti viene data la possibilità di fare il Presidente del Consiglio di questo Paese…
Ecco, tutto questo sforzo d’immaginazione era per dire che abbiamo fatto un grosso torto a Matteo Renzi nel ritenerlo un cazzaro privo di una qualsiasi vision: c’eravamo tutti impuntati nel voler provare che il nostro fosse il figlio di Silvio Berlusconi; mesi e mesi a cercare di evidenziare i punti di continuità con la politica del vecchio satrapo ci hanno fatto sfuggire la più ovvia delle interpretazioni, cioè che il nostro Presidente del Consiglio altro non è che il figlio di un furbastrello di provincia. Punto. I decreti attuativi del suo Job Act stanno lì a evidenziare proprio questo fatto: è il figlio legittimo di Tiziano Renzi quello che ci governa, la vision è quella.

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…potrebbe fare confusione

Papa francesco

La notizia, volendola liquidare in poche battute, è che a un bimbo autistico di Valmontone, a maggio prossimo, verrà impedito di seguire il resto della scolaresca in visita al Vaticano. Il motivo del divieto? «È meglio se resta a casa perché potrebbe fare confusione». Come se Bergoglio non desse alla Curia la stessa preoccupazione.

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…non ha prezzo

Mussolini

Scrive Luciano Canfora: «il tiranno è […] una creazione politico-letteraria», e «quando il suo potere si rivela durevole, si deve realisticamente riconoscere che ha dalla sua un pezzo più o meno grande, talvolta molto grande, della società»; «dunque il problema è di sconfiggerlo politicamente, non di abbattere quella singola persona», perché «il tirannicidio è, a ben vedere, un sottoprodotto del culto della personalità, della spropositata ipervalutazione di un’unica persona, dalla quale verrebbe o tutto il bene o tutto il male» (Il presente come storia, Rizzoli 2014 – pagg. 47-48). Beh, è vero: non gli si può dar torto. Ma credo che il professore sottovaluti l’aspetto etico-estetico di ficcare sottosopra il prepotente, come porco appeso ai ganci: c’è chi prenderà il suo posto, se è della tirannia che la società non può proprio farne a meno, questo è innegabilmente vero, ma spegnere su quella faccia, che quasi sempre è un’immensa faccia di cazzo, la mimica della sprezzante alterigia, dell’assurda strafottenza e della ferocia arroganza – come usa dire – non ha prezzo.

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si oppone merda a merda…

Giordano Bruno

È accaduto qualche giorno fa, a Raqqa, in Siria: un uomo, per interessamento dell’Isis, è stato decapitato perché accusato di stregoneria. Capo d’accusa, questo, che tra il 1077 e il 1737 ha fruttato in Italia 661 delitti per interessamento, questa volta, della Chiesa Cattolica. Solo ignoranza o malafede possono farci perder tempo a discutere se a Raqqa sia stato correttamente interpretato il Corano, e dunque, in ultima analisi, se l’Isis sia la vera faccia dell’Islam o una sua schifosa degenerazione. È che le religioni – tutte, ma, in special modo, i monoteismi – si offrono con grande plasticità, caso per caso, momento per momento, alle necessità contingenti degli affiliati. Niente di più stupido dunque che cercare di spiegarsi l’Isis come fonomeno religioso: le religioni sono sovrastrutture, sotto ci sono incarnati i bisogni materiali; bisogni tanto più schifosi e luridi quanto più la religione è dichiarata fine ultimo.
Così, nell’opporre una lettura a ciò che accade in Medioriente per giustificare una chiamata alle armi per la difesa dell’Occidente cristiano, si oppone, semplicemente, merda a merda.

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…il primo a pentirsi

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È in sonno da anni, questo è innegabile, ma c’è indizio che faccia credere sia diverso da quello che è sempre stato? È un moroteo, tutt’altra cosa che un fanfaniano. Ed è un professorone. Uno che ama il grigio, evita le telecamere, parla a bassa voce e coltiva le virtù della pacatezza, dell’equilibrio e della prudenza: roba che al confronto uno come Forlani lo definiresti un movimentalista. Da quel che m’è parso di capire, poi, ha un’idea della politica che è l’antitesi di quella fin qui mostrata da chi lo ha fatto eleggere a garante dell’unità nazionale: crede nella mediazione, nella concertazione, e come tutti i democristiani che sono nati e cresciuti nell’Azione Cattolica ha della sua missione politica una concezione quasi ieratica. In più, è uno che crede fortemente nella Costituzione così com’è; ha palesato in più occasioni, ancorché implicitamente, un animus ostile – garbatamente, ma fermamente ostile – ad ogni forma di decisionismo, sempre in favore di scelte che in ambito partitico e istituzionale privilegiassero il momento collegiale.
A cercarne di uguali tra i precedenti Presidenti mi vien da pensare solo a un Oscar Luigi Scalfaro: se provo a immaginare che tipo di rapporto ci sarebbe stato, nei passaggi istituzionali che abbiamo avuto nell’ultimo anno, tra un tal genere inquilino del Quirinale e l’attuale inquilino di Palazzo Chigi, vedo solo attriti e scintille. Credo, insomma, che Matteo Renzi, incassata la vittoria per una scelta politica più che strumentale, sarà il primo, in ultima analisi, a pentirsi di essere riuscito ad ottenere una maggioranza parlamentare su Sergio Mattarella.

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Vedi l’importanza di un calendario?!

Mara Carfagna calendario

“Mattarella non ha autorevolezza internazionale. Ai confini, non sanno chi sia.” (Mara Carfagna, 29.01.2015)

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