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Sicuramente ci avete fatto caso: negli ultimi anni l'attualità politica ci consegna delle dichiarazioni affatto diverse da quelle della Prima Repubblica. Voglio dire: prima partiti, correnti e lobby sussurravano nei corridoi, veleni scorrevano sottili dalla punta d’un fioretto – ora, quando tutto va bene, siamo alle secchiate di merda. E non dico i fuoriclasse, ma pure le mezze seghe avevano due etti di stile, prima. Ora la cosa s'è involgarita. “Non stacco la spina a Monti” – converrete – non è un bel dire ma peggio ancora è la risposta che quell'altro gli riserva: “Sei una mezza cartuccia”. Manca solo che uno dei due prende per il cravattino all'altro, lo incastra contro qualche bell'affresco di Montecitorio e gli fa “ti piscio addosso, pezzo di merda!”. Chi dei due? Uno dei due: ché la cosa non mi meraviglierebbe affatto.
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Da garantista a 24 carati chiedo da questo umile blogguzzo d'aspettare il processo e la sentenza prima di sputare addosso a Francesco Schettino. Senza dubbio il tipo ha le sue colpe, ma penso che non sia l'unico ad averle. E, comunque, dargliele tutte a lui è sicuramente un errore.
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Quanto siano sciagurati i puntini ce lo dice questa modesta serie di variazioni che raccontano che cosa sarebbe accaduto alla nostra letteratura se gli scrittori fossero stati timidi.
"Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene trenta anni le possette...parte Sancti Benedicti".
"Laudato si', mi' Signore, per...sora luna e le stelle."
"Come a la selva...augello in la verdura".
"S'i fosse...foco, arderei lo mondo."
"Nel mezzo...del cammin di nostra vita."
"Santissimo e carissimo e...dolcissimo padre in Cristo dolce...Gesù."
"Qual sulle trecce bionde ch'...oro forbito e...perle, eran quel dì a vederle."
"Era questo frate Cipolla di persona piccolo, di pelo rosso e lieto nel viso e il miglior...brigante del mondo."
E via via, sino a "L'anno...moriva, assai dolcemente" e "Io ero, quell'inverno, in preda ad...astratti furori".
E pazienza per la brutta figura che quei Grandi avrebbero fatto. Ma si noti che l'inserzione dei puntini, esprimendo timore per l'arditezza del parlar figurato, può anche essere usata per indurre al sospetto che sia figura retorica un'espressione che pare pianamente letterale. Facciamo un esempio. Il Manifesto dei comunisti del 1848 inizia, come è noto, con "Uno spettro si aggira per l'Europa", e ammetterete che è un gran bell'incipit. Pazienza se Marx ed Engels avessero scritto "Uno...spettro si aggira per l'Europa", semplicemente avrebbero messo in dubbio che il comunismo fosse cosa così terribile e imprendibile, forse la rivoluzione russa sarebbe stata anticipata di cinquant'anni, magari col beneplacito dello zar, e ci avrebbe partecipato anche Mazzini.
Ma se avessero scritto "Uno spettro si...aggira per l'Europa"? Allora non si aggira? Sta? E dove sta? O è che gli spettri, spettri essendo, appaiono e scompaiono di colpo, in un battibaleno, e non perdon tempo ad aggirarsi? Ma non finisce qui. E se avessero scritto "Uno spettro si aggira...per l'Europa? Avrebbero voluto dire che stavano esagerando, che lo spettro cara grazia se circolava per Treviri, e gli altri potevano stare ancora tranquilli? O avrebbero alluso al fatto che lo spettro del comunismo già stava ossessionando anche le Americhe e, vedessi mai, l'Australia?
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“Spero che Dio onnipotente ti guidi sulla via della giustizia”. Così chiosava Gheddafi, nella sua ultima lettera scritta a Berlusconi. Era d'agosto – quando, in bermuda, è più comodo grattarsi i coglioni.
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Nascosto in una buca, supplicava di non sparare. Nulla da fare (*).
Ignazio Silone lo aveva detto: “la forza della dittatura è nei muscoli, non nel cuore.”
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Barricate, negozi e auto incendiati, cassonetti distrutti, bancomat sfondati; 5 ore di guerriglia e cento feriti. Ma vuoi mettere l'effetto di una statua della Madonnina fatta in mille pezzi? Non c'è paragone: quello è il male, il terrore. Siamo un popolo di feticisti, non c'è che dire.
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Interrogato sui fatti di sabato scorso, il sindaco di Roma, a chi gli ha fatto notare che la città è stata consegnata ai violenti, ho risposto: «Non sono d’accordo. Poteva andare molto peggio…». Sì, poteva piovere.
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(ANSA) – WASHINGTON, 14 OTT – Il Grand Jury di Kansas City ha deciso di incriminare il vescovo della citta’, Robert Finn, con l’accusa di aver ritardato la denuncia e coperto un prete accusato di aver abusato di una bambina. E’ la prima volta che un alto prelato va a processo da circa 25 anni, dall’epoca in cui la Chiesa americana venne coinvolta negli scandali legati alla pedofilia. [*]
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A sua insaputa.
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