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l’essenza della vita moderna…


Il colore… è la prima cosa che ti colpisce. La saturazione, l’abbagliante vivacità che sembra quasi una satira della realtà. La lente di Martin Parr non risparmia dettagli, come un flusso di coscienza visiva che si riversa nelle sue fotografie. E poi ci sono le persone, le vere protagoniste dei suoi lavori: figure di un mondo spesso ignorato, la classe media britannica, i turisti, i consumatori.

Nato nel 1952 a Epsom, Surrey, in Inghilterra, la vita di Parr si sviluppa come un acquerello che lentamente prende forma, tinta dopo tinta. Fin dall’inizio, il suo stile sembra non appartenergli. La fotografia tradizionale, i toni spenti, l’attenzione per il bello e l’estetico… sembra quasi una prigione per lui. Il suo sguardo si rivolge altrove, oltre.

E così, la fotografia diventa un ritratto del quotidiano, del banale, del reale. Parr cerca il grottesco, il kitsch, ma anche la malinconia, la tristezza, l’amore. Sì, l’amore… perché, nonostante la critica, nonostante la satira, c’è amore nei suoi lavori. Amore per le persone, per la loro autenticità, per le loro storie. Questo è l’approccio riflessivo e introspettivo di Parr, un viaggio dentro le vite degli altri, un tentativo di comprenderle, di sentire ciò che loro sentono.

Ma le immagini non basta scattarle una volta sola. Ci vuole ripetizione, perseveranza. Parr torna spesso sugli stessi soggetti, ritrae le stesse persone, le stesse situazioni, come un ritornello che si ripete. È la ripetizione a dare forza al suo messaggio, a fare entrare nel profondo il significato delle sue fotografie.

E poi, tutto si unisce. Le immagini si combinano, si mescolano, si fondono in una danza di colori e forme. La vivacità del quotidiano, la ripetizione dei temi, l’approccio riflessivo… tutto si armonizza per creare il testo definitivo, l’opera d’arte totale. Questo è Martin Parr, un fotografo che con la sua lente ha saputo catturare l’essenza della vita moderna.

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