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…ha visto la bellezza nel buio

Diane Arbus, un nome che risuona, un nome che cattura, un nome che rivela. È lei, è lei, l’artista, la fotografa, quella che ha cambiato tutto, quella che ha guardato dove altri si giravano, quella che ha visto la bellezza nel buio, nell’ombra, nell’emarginato.

Parte dal mondo della moda, un mondo luccicante, un mondo artificiale, un mondo di sorrisi dipinti e pose innaturali. Non basta, non basta, sente che non basta. Così va oltre, si spinge dove altri non osano, negli angoli bui, nelle case degli sconosciuti, negli ospedali psichiatrici. Ogni scatto, un segno, ogni scatto, una traccia, ogni scatto, una verità.

E lo stile, lo stile… Oh, che stile. Bianco e nero, bianco e nero, un contrasto netto, un contrasto che racconta. Non c’è dolcezza, non c’è pietà, c’è solo la verità, la verità nuda e cruda. Ogni soggetto è un’emozione, ogni soggetto è un pensiero, ogni soggetto è un pezzo di umanità

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E poi c’è il viaggio, il viaggio di scoperta, il viaggio di rivelazione. Non vuole essere solo un’osservatrice, vuole far parte della storia, vuole far parte della vita. Ogni foto è una dichiarazione, ogni foto è un grido, ogni foto è un pezzo di vita.

Ma non è solo arte, non è solo fotografia. C’è di più, c’è il significato civile, c’è il dialogo, c’è la provocazione. Vuole far parlare le sue foto, vuole far parlare i suoi soggetti, vuole far parlare il mondo. E così, con ogni scatto, con ogni foto, con ogni storia, Diane Arbus cambia il modo in cui vediamo il mondo, il modo in cui vediamo la fotografia, il modo in cui vediamo noi stessi.

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