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come la luce che amava catturare…

Ernst Haas, austriaco d’origine, ebreo per nascita, fotografo per vocazione. Una delle figure più influenti della fotografia, Haas fu un pioniere del colore. Le sue immagini, profondamente coinvolgenti, espressero il potenziale artistico del medium, influenzando generazioni di praticanti notabili.

Nato a Vienna nel 1921, i suoi genitori, funzionari governativi, lo incoraggiarono sempre a perseguire i suoi talenti creativi. Haas vedeva il mondo a colori, e rifiutò di compromettere la sua visione nonostante il snobismo dell’industria nei confronti della fotografia a colori all’epoca. Acquistò la sua prima fotocamera all’età di 25 anni, barattando la Rolleiflex per 10 chilogrammi di margarina. Da quel momento divenne un instancabile documentarista.

Iniziò a lavorare in studio e ad insegnare fotografia presso la Croce Rossa. La sua prima mostra, con le foto di guerra di Vienna come “Sunbathers”, rivelò il suo talento di catturare l’umanità anche nelle situazioni più atroci. I volti, le mani, i corpi raccontavano storie di perdita e di resilienza, ombre lunghe che si stagliavano sulle rovine.

Dopo soli dieci anni dall’inizio della sua carriera, Haas fu eletto per far parte della storica mostra “Family of Man” al MoMA, un onore riservato ai maestri del loro mestiere. La sua passione per il medium gli fece ottenere incarichi con riviste importanti come DU e Heute, e fu la prima persona a pubblicare un servizio fotografico a colori per LIFE nel 1953 sui prigionieri di guerra di ritorno.

Haas divenne membro dell’agenzia Magnum Photos, dove ebbe modo di incontrare figure di spicco come Capa, Cartier Bresson e Bischof. Iniziò a lavorare per la rivista Life negli anni ’50, esplorando l’uso del colore, specialmente del Kodakchrome. Il colore, per Haas, non era un semplice dettaglio estetico: era un linguaggio, una forma di espressione che rendeva vividi i suoi soggetti, portandoli alla luce nella loro intensità emotiva.

Nel 1959, venne eletto Presidente della celebre agenzia Magnum, proseguendo con i suoi reportage fotografici in tutto il mondo. Tra i suoi ultimi importanti reportage, si ricorda il servizio per le Olimpiadi di Los Angeles nel 1984, un caleidoscopio di volti, di sforzi e di vittorie, catturato con la sua sensibilità unica.

Ernst Haas, un uomo che ha scelto di guardare il mondo attraverso la lente della sua macchina fotografica, ha raccontato la storia senza parole, attraverso immagini che ancora oggi parlano ai cuori. Ha sperimentato, innovato, insegnato, ma soprattutto ha osservato, ascoltato e raccontato l’umanità con un occhio attento e compassionevole. E’ lì, nelle sue fotografie, che vediamo la sua anima e sentiamo la sua voce, chiara e potente, come la luce che amava catturare.

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