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Oltre l’Orizzonte della Libertà: Un Viaggio nell’Anima di Cospaia con ‘Protocollo K’…

Nel cuore tra Umbria e Toscana, sospesa tra realtà e finzione, sorge l’immagine di Cospaia, la repubblica che sfidò il tempo. Fabio Magara, nel suo “Protocollo K”, ci guida in questo luogo dove la storia si dissolve nella leggenda, e il presente interroga il passato con occhi pieni di stupore. La prosa di Magara è un fiume placido che scorre tra le pagine, ritraendo un microstato incorrotto, un’anima pura in un mondo sospeso. Le immagini, i documenti e le parole si intrecciano in un abbraccio etereo, e il lettore viene catturato in questo vortice di libertà, un luogo dove ogni legge umana sembra perdere il suo peso, lasciando spazio alla suprema “Perpetua et Firma Libertas”.

L’agente “Mosca” dell’O.V.R.A., l’inviato in questa terra senza tempo, è la nostra guida, ma anche il nostro dubbio. Con occhi inquisitori, cerca di svelare il mistero di Cospaia, ma si ritrova avvolto dalla sua magia, quasi un pellegrino in una terra sacra.
“Protocollo K” è un libro che parla sottovoce, un sussurro che risuona nell’anima del lettore, un inno alla libertà, un canto di speranza. Magara scrive con la delicatezza di un poeta, con lo sguardo di un artista, con la grazia di un musicista che compone una melodia eterna. È un’opera che ci chiede di riflettere su cosa significhi essere umani, su cosa significhi sognare. Nelle pagine di questo libro, la dittatura fascista e l’anarchia di Cospaia si scontrano, ma non in una battaglia cruenta, piuttosto in un dialogo silenzioso, una riflessione profonda sulla natura della libertà e dell’umanità.


Con “Protocollo K”, Magara ha tessuto un arazzo prezioso, un pezzo di storia che non è solo un racconto ma una meditazione, un sogno da custodire nel cuore. È un libro che non si legge solo con gli occhi, ma con l’anima, un invito a perdere e ritrovarsi, a interrogare e ascoltare, a vedere oltre l’orizzonte del conosciuto, nel profondo abisso della libertà.

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