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Ci informano che questa tredicenne pugliese è stata stuprata dal nonno e dallo zio, e ora è incinta. Urge consulto col vescovo – presto, chiamatelo! – non vorrete mica farvi scappare la solita minaccia di scomunica latae sententiae? Ditegli di leggersi un po’ di letteratura in merito: citategli quel buontempone del cardinal Alfonso Lopez Trujillo, ad esempio. E già che ci siete, avvisate pure il Foglio, vi prego – ma presto, per dio!

Lo ricordo bene: “Niente sarà uguale a prima” – si disse subito dopo l’11 settembre. Macché, continuo a dimenticare le commemorazioni, come prima.
Ora: avessero il coraggio di dire quello che pensano una volta per tutte, cioè che vogliono ridiscutere la Legge 194, abrogarla, limitarla, appunto sabotarla. E invece no. Fanno una cosa per ottenerne un’altra, ma la verità è trasparente come solo i numeri sanno essere: in Italia è in corso un’offensiva che mira a ridimensionare la legge 194 e a confondere le acque raccontando anche sonore bugie. [...] Questa offensiva è condotta da una casta numericamente modestissima che frequenta gli snodi dell’informazione, è una lobby che auspica ipocriti «miglioramenti» a una legge che vorrebbero solo abbattere, vi raccontano e racconteranno un sacco di balle. I nomi sono noti. Non credete a quello che dicono. Pensate con la vostra testa e con una coscienza che è solamente vostra, non ha bisogno di ambasciatori in folgorazione pre-senile.

In questa commediaccia, che come tutte le commediaccie ci è data per farci ridere delle mostruosità umane, il personaggio interpretato dell’avvocato Ghedini è quello che fa ridere di meno. Non è – spero che sia chiaro – questione di copione: è il personaggio. A me, tanto per dire, fa proprio paura.

Che palle. Tutti lì a linkarmi il post del comico genovese che ha deciso di candidarsi alla segreteria del Pd. Che palle… Non è che qualche pezzo grosso della blogosfera – domando speranzoso – mi propone un “rumoroso silenzio” sull’argomento?
Il “rumoroso silenzio” della blogosfera – la singolare protesta proposta da Alessandro Giglioli contro la legge Alfano – pare che abbia avuto un discreto successo. Personalmente non ho aderito all’iniziativa ché la “serrata” (cit. Dadda) era, nei fatti, una protesta di categoria – l’adesione impegnava come blogger, infatti. Una categoria che non ha il diritto di esprimersi in quanto tale perché non ha uno statuto a cui i membri sono tenuti ad attenersi: «non c’è un sindacato – scrive giustamente Gigi –, non c’è un tavolo di negoziazione, non ci sono gli elementi stessi per definire le due controparti come soggetti qualificati a una trattativa».
I blogger rifiutano, nella sostanza, uno statuto e poi, stranamente, spingono avanti una protesta che li vuole categoria di là dei contenuti ma solo per il medium utilizzato. Questo era quello che mi faceva avere più dubbi riguardo all’iniziativa ed è questa la ragione per cui non vi ho aderito.
Anche se l’iniziativa, come arzigogolo, aveva il suo fascino – e chi lo nega – al netto di tutto, la sua riuscita – questa singolare adesione in massa, voglio dire –ha dato, in qualche modo, ragione ad Alfano.

La maggior parte delle mie paure, circa i mali fisici, riguarda i medici e le loro cure, non la malattia.

Oggi questo blog compie tre anni. Ho attentamente curiosato in giro per la blogosfera e ho visto che è d’uso festeggiare l’evento con un paio di cosucce accuratamente scelte. Sinceramente vorrei evitarlo. Tanto per cominciare eviterei la gif con le candeluzze accese, la fetta di torta la scarto a prescindere così come eviterei pure le pose da brindisi (ci sarebbero, invero, quelle del Premier a Casoria… ma evitiamo di usarle ché portano sfiga). Dice: ma manco due paroline? Beh, quelle mi pare che siano proprio necessarie – sennò passi per asociale. E dunque.
Un sentito ringraziamento a tutti quelli che…, etc. etc.

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