consiglio spassionato…

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Invito il solito triste IP, che mi delizia con commenti a pene di segugio, di ritornare a cagare o a farsi fottere - gli farebbe un gran bene. Davvero.

Tonino Capitone…


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Avete in mente il celeberrimo poema sinfonico di Richard Strauss, Also sprach Zarathustra ? C’è in giro gente che conosce solo le prime stanotissime battute. Quando ne senti uno canticchiare “bun / bun / bunnnnn / ba-bannnn / zum / zum / zum / ba-ban-ban / ban ban ban…”, sai già che in mente, il tipo, avrà la scena d’apertura del celebre film di Kubrick. Be’, sarebbe invero inopportuno e (assai, assai) crudele cedere alla tentazione di mandargli il nostro amico, Tonino Capitone, in arte ‘O Sguarramazzo, per chiedere al tipino: “beh, grandissimo strunz’, mo’ tu me fai sentire comm’è che continua ‘o piezze”. Inopportuno, nevvero? Che colpa ne ha il poveretto se sta fischiettando il motivetto del film? Ché quello, se la vogliamo dire tutta, nemmeno saprà chi è Richard Strauss… e poi, suvvia, mica è una colpa? Mica ci sta mettendo malizia: canticchia, lui. E lasciamolo perdere, non fa male a nessuno. Possiamo mica riempirlo di botte, costringerlo in una morsa di gesso, spezzargli ad uno ad uno tutte le ossicina solo perché ignora il seguito del motivetto? Sarebbe intolleranza bella e buona, roba da ultrà neofascisti . Piuttosto… Piuttosto, mandate il nostro caro Tonino a bussare alla porta del villano che, con fare saccente, commentando, vorrebbe corregge una citazione che avete postato sul vostro blogguzzo: «La citazione corretta è “i sogni felici … ci danno in realtà così poco” e non “si dànno in realtà così poco”». Mandategli Capitone a esigere “neh, strunz’ galleggiante, mo’ famme vede’ si dint’a libbreria tiene o no ‘o libbre ‘e Adorno e dimme a che pagina ’sta a citazione”. E se quello il libro non ce l’ha o, comunque, la citazione che avete riportato è corretta be’, sono cazzi suoi. Tonino – amico nostro – c’ha un brutto carattere, mica possiamo sempre mediare e tenerlo calmino ché lui – Tonino, dico – c’ha un nome da far rispettare: le medaglie – è la regola – si conquistano sul campo. E poi, a volerla dire tutta, già avevamo perorato in favore sia di quello che canticchiava Strauss che di quello che citava, a sproposito, Manzoni. Siamo mica, Amnesty International?

così fan tutte…


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Ogni volta che tento una bella conversione alla don Rodrigo, accade – la cosa, mi raccomando, rimanga tra di noi – qualcosa che me ne svia (segno evidente – ne converrete – che la cosa “non s’adda fare”). Stavolta è stata un’intervista a Claudia Koll andata in onda, una di queste sere, o da Enrico o da Bruno (forse). Ascoltavo la convertita e ne miravo i lineamenti (e i cambiamenti – e che cambiamenti!) e mi chiedevo se poi, a conversione avvenuta, non avessi parlato anch’io a quel modo, con gli occhi spalancati, la faccia intristita, la voce estasiata… Insomma, questa volta, mi son posto un problema di stile e, liberatoriamente, indiscutibilmente e perentoriamente ho mandato la conversione (e la convertita) a cagare. In un certo qual modo, stavolta, ho avuto culo.

mancu ce trasu…

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«O Lola ch’ai di latti la cammisa
sì bianca e russa comu la cirasa,
quannu t’affacci fai la vucca a risa,
biatu cui ti dà lu primu vasu!
‘Ntra la porta tua lu sangu è sparsu,
e nun me mporta si ce muoro accisu…
E s’iddu muoru e vaju mparadisu
si nun ce truovu a ttia, mancu ce trasu. »
(tratto dalla Cavalleria rusticana, O Lola)

Fuori dal contesto – sia detto per inciso – la citazione non significa un cazzo. Però, bisogna ammetterlo, il bloguzzo ci fa la sua porca figura.

di imbecilli è pieno il mondo…

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Di imbecilli è pieno il mondo, come del resto dimostrano molte cose italiane: non faccio difficoltà a credere che almeno uno di questi imbecilli capiti su questo bloghetto, legga e lasci pure un commentuzzo saccente e merdosetto del tipo: “Schiaritevi un pò le idee. Chi può decidere della vita altrui .. e chi della propria? Il termine propria, poi, vuol dire mia. Ma può essere mia una cosa che mi è stata data da Dio? ” e giù a consigliare pure un libercolo a suo dire illuminante. Direi all’imbecille: “Il tuo argomentare è vuoto come la tua testolina. Smettila d’imbottirti d’ostie e vedrai che sarai meno saccente e presuntuoso; poi tornatene a cagare, ché è quello il posto dove ho pensato di mandarti appena ho letto il tuo commento. Dimenticavo: invece di perder tempo a farti le pippe sul testo di Iacobelli comprati una grammatica italiana e studiatela. Bacini ”.

sono senza speranze…

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Sono senza speranze. Avevo lasciato da parte una paginetta de Il Foglio e l’intenzione, credetemi, c’era tutta. Ma confesso che dopo il terzo rimando mi son dovuto arrendere ché questo discorso all’Onu di Sua Santità rischiava di rimanermi sul groppone e di stramazzarmi di sbadigli. Non è colpa mia, ma a legger sempre le solite cose (tolta la scorza e sputati i semini s’arriva sempre ad un assunto che si sostiene solo nel Credo tridentino) a me il cuor non vibra, mi viene voglia di vomitare e leggere un bel Topolino rubato a mio figlio. A malincuore devo ammetterlo: sono senza speranze.

…la storia tedesca ci insegna

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«Gli esseri umani diventano così strumenti di altri esseri umani. Questa è l’eugenetica e la storia tedesca ci insegna a cosa ha portato. Noi siamo già sulla medesima strada: che altro è d’altronde l’interruzione di gravidanza di sei milioni di vite nell’utero materno da quando è in vigore l’Abortion Act? ».

Card. Cormac Murphy-O’Connor, 27.03.2005

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«Se abbiamo deciso di sottrarci all’ordine delle due grandi scuderie in corsa, quello di non parlare di questi temi delicati, è perché crediamo che esista un numero sufficiente di cattolici che ragionano a partire dalla loro fede in modo laico, e di laici che credono, a partire dalla loro ragione, in modo fervoroso e cristiano. »

Giuliano Ferrara, 12 aprile 2008

«Mo je faccio er cucchiaio…»

«Berlusconi sta attuando il mio Piano di Rinascita Democratica

alla perfezione… mi dovrebbero almeno dare il copyright!»

Licio Gelli, 1996

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Letto in trasparenza, l’ultimo attacco mosso al Quirinale non è solo un’ambizione personale, un tappo per arginare il suo enorme ego, quanto piuttosto l’attuazione di un bel pezzo di programma della P2 (tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, data di affiliazione 26 gennaio 1978). Il tipo, con nonchalance, imbratta di merda la costituzione e poi si giustifica – e s’assolve – dicendo che la cacatella è un’ipotesi di “scuola”; manco stesse tenendo una lectio magistralis. Quest’uomo non ha remore e, soprattutto, non conosce cos’è la vergogna. Insieme ai suoi sguatteri (Ciarrapico docet) agisce con mentalità fascista: nei fatti la sua coalizione, senza i distinguo e le crepe democristiane di Casini, s’appresta a porre in essere un disegno populista eversivo talmente evidente da apparire sfacciato.
Nella malaugurata ipotesi che il tipo vincesse le elezioni, la struttura portante antifascista della nostra Costituzione – che ne è lo spirito e l’essenza – verrà accuratamente demolita nel suo intimo, schernita e gettata via come carta straccia. Quest’uomo – lo dicevo prima – non ha remore: al confronto quello svergognato del marchese De Sade ci fa la figura del verginello. Il rischio che vinca la prossima tornata elettorale è alto ché questo paese di merda è pure masochista; l’inculata – ed è questa la cosa più grave – è che s’aggrapperà al potere per (almeno) dodici anni (ché cinque di legislatura e sette di presidenza della repubblica – senza contare gli anni da senatore emerito (sic!) – fanno dodici anni). Non oso immaginare cos’è che accadrà (di sicuro saranno anni di merda): la morsa clericale e oscurantista sui corpi, sulla cultura e sull’esistenza privata celebrerà fasti medioevali; la libertà sarà intesa solo nel senso – quello unico – di un’insopportabile arroganza del privilegio; l’impunità totale per gli amici (e per gli amici degli amici) del governo farà da contrappeso alla tolleranza zero verso gli emarginati. L’Italia ne uscirà con le ossa rotte: roba che ci ritroveremo Putin alla guida del ministero delle pari opportunità!
Ho cambiato idea
: Berlusconi mi ha convinto! Cedo – a malincuore – alla logica del “voto utile” al “meno peggio” e voterò – imbottendomi di antiemetici e fischiettando “meno male che Silvio c’è…” – per il Pd di Veltroni. Da buon materialista (e ateista convinto) preferisco salvarmi il culo da dodici anni di potere di Berlusconi, piuttosto che salvare la faccia (e l’anima).

comunicazione di servizio…


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Stasera, congiunture astrali permettendo – ché c’avrei, m’è parso di capire, Saturno contro –, insieme ad una manica di squinternati (sia detto con estrema simpatia, sia ben chiaro) seguirò, in diretta, la puntata di Matrix di Mentana. La cosa sarà gestita su Convertive (dalla regia mi dicono che potrete leggerci e commentarci cercando l’originalissimo titolo “Berlusconi e Veltroni a Matrix per le politiche 2008″ oppure collegandovi ad uno dei nostri blog: potenza del duepuntozero!). Ci saranno – questo è certo – Anonimo Italiano, Antonio Vergara, La Privata Repubblica, Liberamente, Kagliostro, Terzo occhio e Blog a progetto. Tra una pernacchia e l’altra del mio modem dovrei esserci anch’io. Non prometto nulla ché con un rampante 56K la cosa diventa assolutamente drammatica da farsi (chiederò, comunque, conferma al mio astrologo di fiducia: hai visto mai che Saturno si distragga un pochino?).
Voi, miei affezionatissimi lettori (sic!) se potete, passateci a trovare. Numerosi. Mi raccomando.

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