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massima decisione…

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«Io antifascista? Penso solo a lavorare, per risolvere i problemi degli italiani»

(Silvio Berlusconi, 17 settembre 2008 )

quando scappa, scappa…

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«Ce l’ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l’ho proprio trovato anzi ne ho trovati molti per non esserlo». Così Federico Iadicicco, presidente Azione Giovani Roma, in “Lettera aperta ad ogni Italiano”.
Insomma, s’apprezzino almeno gli sforzi, ché il “giovane” ce l’ha messa tutta, si vede che è sfiancato: pur di riuscire nella sua impresa s’è spompato, ha sudato freddo, ha faticato come un mulo: ma alla fine proprio non ce l’ha fatta. Del resto non si può pretendere neanche troppo: una scureggia quando scappa, scappa. E mica puoi star li a discutere.
Fa nulla ragazzo, tranquillo: tappati almeno il naso, però!

ad alto livello…

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«Presto scrivono quelli del movimento “Destra Universitaria” – inviteremo l’onorevole Roberto Fiore a parlare a Padova sulle foibe: siamo certi che anche in questo caso i democratici antifascisti si faranno sentire a suon di minacce e piagnistei. Ci auguriamo solo che l’Università tenga un comportamento più equidistante e degno, e non si faccia intimidire da deliranti pressioni di certi intolleranti e saputelli compagni». Pare insomma che sia assolutamente irrinunciabile – indispensabile mi verrebbe da dire – ascoltare in un’aula accademica l’intervento del leader di Forza Nuova Roberto Fiore. Rassegniamoci. Anche perché non è assolutamente certo che questo sia l’ultimo atto di questa penosa telenovela, ché visto il tono del comunicato pare evidente che gli ingredienti per un incontro ad alto livello ci siano tutti. Ma proprio tutti.

il rischio…

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Fatemi la cortesia, controllate anche voi (ché può darsi che il mio vocabolario sia un po’ vecchiotto) sotto la voce fascista io leggo: «chi si comporta in modo autoritario, reazionario e antidemocratico, o impone le proprie convinzioni con violenza brutale». Dunque – se le cose non sono cambiate da quando hanno stampato il mio vocabolario – fascisti erano quel gruppetto di studenti dell’altro giorno alla Sapienza a Roma: armati di spranghe e catene – lo dicono le cronache – questi energumeni hanno impedito “con violenza brutale” che qualcun altro attaccasse dei manifesti. Il problema, adesso, nasce quando si cerca di dare una definizione dell’antifascismo. Voi – non sbuffate ché vi vedo: tanto comunque vi trovate già col vocabolario in mano – oltre alla banale definizione che nega quanto scritto per il fascismo, cos’è che c’avete scritto sotto alla voce “antifascismo”? Insomma – e la faccio breve – a parer vostro è più antifascista chi occupa, con la forza, una facoltà per impedire ad un fascista di parlare oppure chi, facendolo parlare – al fascista, dico –, lo contesta sul piano delle idee smontandogli pezzo pezzo la sua assurda e folle opinione? Tanto per dire: non è che a far l’antifascista c’è il rischio, in fondo, d’agire un po’ da fascisti?