ohibò, ohibò…

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Caro Luigi, ti scrivo per aggiornarti sullo svolgimento dell’incarico che mi hai conferito”. Attacca così il lavoro del professore Giacinto della Cananea sulla compatibilità fra il programma del Movimento e quelli di Pd e Lega. A spulciarselo per bene da cima a fondo, manca – ohibò, ohibò… – il reddito di cittadinanza ché, secondo l’interpretazione corrente, quello proposto in campagna elettorale non era un reddito di cittadinanza, ma un normale sussidio temporaneo ai disoccupati, sebbene rafforzato rispetto a quello esistente.
Perché – uno malizioso come me si chiede – l’hanno chiamato allora reddito di cittadinanza pur sapendo che non era un reddito di cittadinanza? Sarà forse che da quelle parti coltivano il gusto della contraddizione? Sentite questa. Il costituzionalista – ohibò, ohibò… – Danilo Toninelli proprio ieri ha detto «sì alla flat tax purché sia progressiva». Ecco, la flat tax per definizione non è progressiva: se è progressiva non è una flat tax. Un politico – e che politico! – che dice sì alla flat tax purché progressiva è come l’avventore di un bar che chiede al barista un bicchiere di acqua liscia con le bollicine… giusto per inquadrare meglio la cazzata. Metti poi che il Toninelli di cui sopra si occuperà di legge elettorale, non sarà affatto impossibile sentirgli proporre un proporzionale purché maggioritario, o un doppio turno purché unico. Cose di questo genere, insomma.
Da quelle parti, comunque, il gusto della contraddizione si è spinto ben oltre anche in passato, se si pensa che hanno detto sì ai vaccini purché non siano obbligatori, o sì alla Russia purché si continui a restare con la Nato, no a un Governo con Berlusconi e sì a un appoggio esterno di Berlusconi a un loro Governo e anche sì all’uscita dall’euro purché si resti nell’euro. Come dite? Sarà il caso di non prenderli sul serio? Beh, occorre andarci piano però, ché altrimenti si rischia di venir bollati per quelli che non capiscono il popolo, per amici degli amici del PDmenoElle, etc etc. Tocca sforzarsi di capirne la logica. Però – ohibò, ohibò… –, cazzo, che fatica capire Toninelli!

”…una sconfitta per l’umanità”.

prete

Pigliar per culo gli altri è un arte: devi saperlo fare, occorre tatto. Il punto di equilibrio (invero, instabile assai) l’ottieni nel momento in cui ti spingi, per quel poco che t’è concesso, un po’ oltre il limite della decenza, senza strafare: quel quanto che basta a rendere il colpo degno di nota. La sofisticazione, però, deve essere accorta, attentamente calibrata, l’inganno di livello sopraffino, impalpabile come polvere di talco ché se si tratta di una volgare presa per il culo rischi che il fregato, ravvedendosi, s’incazzi anche – e soprattutto, verrebbe da dire – perché nella grana grossa dell’artificio ci legge un dappiù dell’offesa.
Prendete, a mo’ di esempio, questa dichiarazione del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. A commento del risultato del referendum irlandese, l’alto prelato ha definito le nozze gay ”una sconfitta per l’umanità”. Se non è questo un modo per pigliar pel culo, ditemi voi! Una catasta di scandali tra i più schifosi e vergognosi infangano l’operato dei suoi subalterni connazionali e il prelato ha il coraggio di star lì a metter becco sulle unioni omosessuali. Gli dici “faccia di culo” ma non l’offendi a tono ché quella la faccia è tosta più del marmo. Si dice dispiaciuto — lo credo, cazzo se lo credo — ed è sincero: per dire, vi rendete conto come ci rimarrebbe male il povero De Pedis se tornasse?