Tag Archive for 'cristiani'

per me pari sono…

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Pare sia prerogativa dei soli cristiani definire idoli le divinità altrui. Se gli altri piazzano un boccale di birra e una sigaretta nelle mani di Cristo s’incazzano come i musulmani davanti a una t-shirt di Calderoli.

è una mia idea…

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«Questa è una mia idea ma non l’ho disegnata io. Ma guarda che roba…com’è fatta. Questo è un mio amico che me l’ha fatta. Che mi fa tutte le cose…io mi faccio una doccia anch’io… e poi, poi mi aspetti nel lettone se finisci prima tu?»

Silvio Berlusconi, 4 novembre 2008

del predicare bene e razzolare male…

si difese…

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«[L]a vera lotta, il combattimento radicale Padre Pio ha dovuto sostenerli – ha detto Benedetto XVI ieri, durante l’omelia – non contro nemici terreni, bensì contro lo spirito del male. Le più grandi tempeste che lo minacciavano erano gli assalti del diavolo, dai quali egli si difese con l’armatura di Dio con lo scudo della fede, la spada dello Spirito…» e qualche goccia di acido fenico.

Lc 18, 16

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(ANSA) – BOLOGNA, 9 GEN – Un ex catechista di Bologna è stato condannato a 8 anni per abusi su un quindicenne conosciuto in parrocchia. S.M. era stato arrestato a maggio per un episodio che secondo l’accusa non era rimasto isolato. All’udienza preliminare, infatti, si è costituito come parte civile un altro ragazzino che durante le indagini ha riferito di essere stato contattato via chat dall’imputato. E sempre via web, secondo l’accusa, l’imputato avrebbe agganciato altri ragazzini. [*]

Ne hanno pizzicato un altro della combriccola col cazzo in culo a un minorenne. Ennesima esemplarità della superiore antropologia cristiana.

alcune funzioni erano conservate…

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Scrivevo ieri: “Cos’è che s’inventeranno adesso che la Corte europea ha respinto il loro assurdo ricorso? Qualcuno s’incatenerà con un sondino? e qualcun altro minaccerà d’affogarsi nell’acquasantiera? Aspettiamoci di tutto.” E a meno di 24 ore eccovi servito l’attacco. A parlare è “uno dei medici che hanno visitato Eluana Englaro” (per questi e per gli altri virgolettati qui riportati faccio riferimento a quanto pubblicato qui da Zenit) secondo cui “Eluana si trovava in uno stato vegetativo conclamato per cui non è stato possibile ottenere alcuna risposta consistente, ma alcune funzioni erano conservate”. Quand’è che Giuliano Dolce – così si chiama il neurologo, direttore scientifico dell’Istituto Sant’Anna di Crotone – ha visitato Eluana? Quasi un anno fa, “lo scorso 18 gennaio”. E perché solo ora ha deciso di parlare? Mah. Evidentemente sperava di non farlo, sperava che qualcun altro avrebbe risolto il caso senza che lui dovesse rimetterci la faccia. La decisione di Strasburgo, evidentemente, lo ha costretto a venir fuori. Diciamo, comunque, che la sua uscita, come in una commedia, ha il tempismo buono del coup de théâtre.
Ma al di là di quelle che possono apparire semplici congetture, ciò che ha da dire il dott. Dolce sarebbe tanto importante da riuscire a stravolgere “la sentenza della Corte di Appello che autorizza a staccare il sondino e quindi far morire di fame e di sete la giovane in stato vegetativo”. Insomma, una così decisiva dichiarazione e il dottore mi parla solo adesso? E che cazzo! Se parlava prima risparmiava tanto lavoro alla Corte d’Appello e a quella di Cassazione. Non solo: Sacconi e il Parlamento evitavano di fare la figura di merda che hanno fatto e sor Giuliano poteva tenersi per se le immense cazzate con cui c’ha innaffiato per tutto questo tempo. Niente. Il dottore se n’è stato zitto zitto e solo adesso arriva e spara la sua bomba. E che bomba. Tenetevi, mi raccomando, ché l’onda d’urto è prepotente assai. Dice Dolce: “Eluana ingoia e ha sempre ingoiato la saliva e dalla anamnesi è risultato che nei primi anni veniva spesso alimentata per bocca dalla madre anche se la pratica richiedeva tempo. Per ragioni di praticità venne poi preferita esclusivamente la nutrizione attraverso sondino. Veniva poi riferito che da pochi mesi era ritornato il ciclo mestruale dopo anni dal momento dell’incidente”. Bum!
In pratica, direte voi, qual è la difesa? È il dottor Dolce che ce lo dice: “La sentenza del tribunale di Milano autorizza la sospensione delle terapie compresa la idratazione e la nutrizione artificiale e non certo quella naturale!”. Ecco il punto. Con una videofluoroscopia o una risonanza magnetica dinamica si riuscirebbe a capire se il corpo di Eluana Englaro possa essere nutrito per bocca: non si tratterebbe, insomma, più di un sondino e verrebbero così a cadere le obiezioni di chi si ostini a considerare accanimento terapeutico l’alimentazione e l’idratazione a mezzo di tubi e macchine.
Ma è davvero necessario tutto questo? Se, metti caso, la risonanza magnetica dinamica desse esito negativo, staccare tubi e pompe non sarebbe sempre omicidio? Insomma, la Corte d’Appello di Milano ha emesso una sentenza accettabile si o no? L’alimentazione e l’idratazione artificiali sono o non sono accanimento terapeutico? La risposta che darebbe il dottor Dolce (e con lui parecchi altri ancora) è no di certo. E allora? A che scopo tutto questo? La risposta pare scontata: visto come stanno le cose, qualsiasi cosa può servire per la “causa”; un tentativo non costa nulla, anzi. Intanto il tempo passa ed è possibile (auspicabile direi a questo punto) che sopraggiunga la morte naturale sicché sarà salva la volontà del magistero cattolico (e non quella degli Englaro).
Prima di sospendere la nutrizione artificiale [...], è assolutamente necessario – dice il dottor Dolce – valutare bene le residue capacità funzionali della deglutizione con un particolare esame radiologico, anche perché ne deriva che il medico che applicasse il dispositivo della sentenza rischia di essere accusato di aver fatto morire di fame e di sete una grave disabile, capace di essere nutrita per via naturale. Oltre al reato di omicidio si configura anche quello aggravante di tortura di incapace.
In modo particolare la sete è intollerabile dopo uno o due giorni e tutti chiederebbero l’acqua, cambiando le disposizioni anticipate date decenni prima, o anche il giorno prima. Se si interviene con antidolorifici che potrebbero sicuramente alleviare il disagio, allora non si pratica più l’abbandono attivo, ma una eutanasia crudele perché l’evento morte non è immediato ma si prolunga nel tempo
”. Siamo alle solite: pur di non ammettere la sconfitta sono disposti a tutto. Adesso il dottorino (quest’ennesimo carrierista che ha ben capito com’è che si fa strada qui in un’Italia) se ne esce e con un sofisma degno di San Tommaso vorrebbe esercitare un veto d’ostruzione all’attuazione delle disposizioni che Eluana Englaro ha affidato al padre. Da vomito.
A questo punto, viste le reazioni, gli sforzi e le forze messe in campo – è il caso di dirlo: uno che vuol decidere come e quando morire, qui in Italia, riesce a ferire un Papa più di un qualsiasi Mehmet Ali Ağca. (E pare che in questo caso non c’è Madonna di Fatima che riesca a deviare il colpo).

simbolo…

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«Il crocifisso non è solo un simbolo religioso, ma è il simbolo di quei valori su cui abbiamo costruito la nostra storia e la nostra civiltà. Se si vuol rinunciare alla propria storia e ai propri valori significa che la crisi che sta colpendo il mondo non è solo una crisi economica, ma qualcosa di molto più grave e questo mi preoccupa molto. Le crisi economiche si superano solo partendo dai valori, diversamente ci sarà l’Apocalisse. »

Roberto Calderoli, 24 novembre 2008

dice, era un paradosso…

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«Bernardo Provenzano si rigira tra le mani una cartolina di Padre Pio. Gli angoli sono un po’ spiegazzati, ma quando la ripone sul tavolo – con un movimento lento del braccio – l’immagine rimane bene in vista appoggiata alla parete sinistra della cella». Questo l’incipit dell’articolo pubblicato ieri da la Repubblica a firma di Paolo Berizzi. Titolo dell’articolo: “In cella con Provenzano tra santini e preghiere”. «Provenzano – si legge nell’articolo – passa le sue giornate a pregare, a leggere la Bibbia e a scrivere lettere alla moglie Saveria Palazzolo e ai due figli, Angelo e Paolo».
Il ministro Angelino Alfano, stamani, ha scritto al direttore di Repubblica manifestando la propria amarezza e inquietudine per il «quadretto agiografico» dipinto dal giornalista ché – sono le parole del ministro – « l’articolo, volente o nolente, finisce per dare al lettore una visione a dir poco distorta» di zu Binnu u tratturi. Berizzi, rispondendo al ministro, ha tenuto però a precisare che «un boss mafioso condannato a 12 ergastoli che trasforma la sua cella in una specie di cappella votiva è un paradosso». In soldoni? L’articolo di Berizzi mirava proprio nella direzione indicata dal ministro. Cazzo, era un paradosso! Davvero? E io che pensavo di stare a leggere il più tipico dei contesti antropologici cristiani. Tant’è che continuavo a ripetermi: “ah, se solo Provenzano avesse studiato in seminario”.

si tratta di avere un’identità

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“Queste tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile.” Così, un po’ di giorni fa, la Binetti dalle colonne del Corriere della Sera.
L’intervista ha causato qualche mal di pancia all’interno del Pd, un ricorso da parte di un membro dell’assemblea costituente e la possibilità di un’istruttoria contro le dichiarazioni della senatrice. Tutto rientrato. Ovviamente.
Nell’intervista, la pia Binetti parlava di un documento della Congregazione per l’Educazione cattolica – Orientamenti per l’utilizzo delle competenze psicologiche nell’ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio. Robaccia viscida e melmosa. Ne riporto un piccolo brano: «Il cammino formativo dovrà essere interrotto nel caso in cui il candidato, nonostante il suo impegno, il sostegno dello psicologo o la psicoterapia, continuasse a manifestare incapacità ad affrontare realisticamente, sia pure con la gradualità di ogni crescita umana, le proprie gravi immaturità (forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate, e così via)». Come a dire: se sei ricchione, ovvero se sei immaturo – ché le cose sono strettamente correlate –, noi proviamo a curarti con la psicologia. Ma se poi ti piace ancora fartelo mettere nel culo allora, caro mio, mi dispiace ma l’abito talare proprio non fa per te.
Trovo che il succitato passo sia squallidamente imbarazzante soprattutto perché prodotto da una istituzione che è colma fino all’inverosimile di gay, alcuni dei quali fanno egreggiamente il loro dovere di pastori di anime. Altri lo fanno così così. Altri sono negati. Ma il discorso vale , paro paro, anche per quelli eterosessuali. Ma lasciamo perdere le considerazioni personali (si tratta pur sempre di legittime decisioni interne alla Chiesa) e ritorniamo alla famosa numeraria dell’Opus Dei. Cosa sostiene di bello la Binetti? Che esiste una correlazione tra l’omosessualità e la pedofilia: “queste tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio pedofilia”. Insomma, il medico col cilicio prestato alla politica ci sta dicendo che il Vaticano si sta tutelando contro quei mascalzoni che s’inculano i ragazzini nelle sacrestie. E lei, manco a dirlo, è d’accordo.
Una domanda sorge spontanea: che ruolo ha nel Pd la pia senatrice? Cioè, voglio dire, che cazzo mi rappresenta? Capisco altri cattolici. Non ne condivido le idee, ma li capisco. Ma Paola Binetti, no. Sta lì ad occuparsi solo di istanze religiose, rivendicando con orgoglio, sempre e comunque, un’interpretazione schifosamente dogmatica, severa, ottusa e totalitaria del cristianesimo. Ogni qual volta c’è una disposizione interna da parte della Chiesa, eccola lì pronta ad esprimere un’opinione che poi è sempre la solita “condivido e non discuto”. Foss’anche sul gruppo sanguigno che devono avere le suore!
Perché, mi chiedo, non viene cacciata, una volta per tutte, con una bella pedata nel culo? Dice cose che troverei vergognose quant’anche fossero pronunciate dalla destra: un’enormità di cose antidemocratiche e fasciste lontane milioni di anni luce dai valori della sinistra, ridicole e pietose perché infarcite con l’innocenza di chi non ha detto niente di male. Fa qualcos’altro? Oltre a farci sapere che porta il cilicio, che dorme sul tavoloccio e che mortifica il suo corpo per sentirsi giusta e serena, potete voi ricordarla per qualche altra cosa? Qualche cosa di politicamente rilevante? Non si tratta di caccia alle streghe, si tratta di avere un’identità, una parvenza di coerenza. Insomma – e qui mi fermo: ’sto cazzo di Pd si rispecchia più nelle azioni di Kennedy o si ferma alle citazioni?

…in modo segreto e silenzioso

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Vedrete che quando si tratterà di farlo Santo, uno dei suoi successori dirà di lui: “Agì spesso in modo segreto e silenzioso proprio perché, alla luce delle concrete situazioni di quel complesso momento storico, egli intuiva che solo in questo modo si poteva evitare il peggio e salvare il più gran numero possibile di napoletani”. ( * )