Tag Archive for 'diritto'

lo è ancor di più…

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«Sento la rabbia che mi mangia il cuore e l’anima
ma tanto non c’è nulla da fare, in questo Paese
la giustizia non funziona
».

Letizia Lopez, sorella di Rosaria, la vittima del Circeo

Pare chiaro che per i parenti delle vittime nessuna pena detentiva, manco la più lunga, possa essere ritenuta sufficiente per rieducare il colpevole – ché un mostro, per questi, resta sempre un mostro. Anche a 30 anni di distanza dal delitto. È incivile – me ne rendo conto, sia ben chiaro – ritenere che un individuo, dopo tutto questo tempo, non sia necessariamente cambiato; ma lo è ancor di più se, interpellato sulla vicenda, dai microfoni di un telegiornale, ad esserne fermamente convinto – per “convinzione professionale”, oserei dire – è un notissimo avvocato penalista.

[...]

martedì 10 febbraio alle ore 17,30

SIT-IN
NAZIONALE
PER ELUANA ENGLARO
E LO STATO DI DIRITTO

Fiduciosi che la vicenda di Eluana si potesse finalmente concludere come Lei stessa avrebbe voluto, non siamo intervenuti prima per ottemperare alle richieste di silenzio della famiglia Englaro. Ora che lo Stato di diritto è sottoposto a duri attacchi dai fanatici della sacralità della vita, vogliamo far sentire la voce di chi ritiene che l’autonomia delle persone è inviolabile, così come lo è la laicità dello Stato. E vogliamo essere vicini a Beppino Englaro che, per il suo impegno, consideriamo meritevole dei più alti riconoscimenti civili, rappresentando un modello da additare al Paese.

Info: segreteria@consultadibioetica.org
Tel. 02.58.300.423339.33.35.461
www.consultadibioetica.org.

Milano: Piazza San Babila
Torino: Piazza San Carlo
Pisa: Largo Ciro Menotti
Roma: Campo dei Fiori
Bologna: Piazza Nettuno
Verona: Piazza Bra

«Un errore confondere la morale con il diritto»

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«A differenza dei millenni che sono alle nostre spalle, la condizione umana contemporanea non teme tanto la morte quanto la protrazione inutile e dolorosa di una vita artificialmente sorretta. Il progresso biomedico paradossalmente può determinare negli esseri umani l’angoscia del subire come oggetti il dominio della tecnica. È sorprendente che le ragioni della tecnica siano su questo punto affidate più ad una morale religiosa che non alla sua antagonista laica, anzi laicista. È invece confortante che sia il diritto, equidistante da astrattezze ideologiche, a tutelare la sfera della persona, no nel suo inesistente diritto a morire, ma nella sua libertà ad andare incontro alla conclusione naturale della esistenza, senza subire l’invasione della tecnica, quando ad essa non si voglia consentire.
Questa è la salvaguardia estrema alla libertà della persona apprestata dalla nostra Costituzione, cui i giudici hanno dato sinora, nel caso Englaro, il sostegno di interpretazioni ragionevoli ed umane. Non vorremmo che coloro che sono animati da ispirazioni morali o spirituali, più alte di quante possa permettersene il diritto, finiscono con il ferire quella dignità dell’uomo, di cui dovrebbero essere i supremi garanti.
»

Francesco Paolo Casavola, 27 gennaio 2009

in un paese di merda…

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«Siamo costretti a ritirare la disponibilità ad ospitare la signora Eluana Englaro e l’equipe di volontari esterni per l’attuazione del decreto emesso dalla Corte d’Appello di Milano il 9 luglio 2008 e ratificato dalla Corte di Cassazione a sezioni riunite lo scorso novembre per il “groviglio” di norme amministrative e la possibile sovrapposizione di competenze esistenti tra Stato e Regioni. »

clinica “Città di Udine”, 16.01.2009

È inutile stare qui a girarci intorno, magari costruendo un ricamo di rimandi a maniere letterarie: vivo in un paese di merda.

quando i diritti diventano privilegi…

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«Non è con le unioni civili che si risolvono i problemi del Paese: crisi, povertà e occupazione sono le priorità alle quali il Governo dovrebbe porre attenzione, invece di perdersi in chiacchiere da salotto. Le famiglie e le imprese invocano aiuti concreti, come il quoziente familiare e politiche fiscali più equilibrate, non privilegi per gli omosessuali; il Governo pensi a questi problemi e lasci perdere i pruriti momentanei di qualche suo ministro o di qualche sedicente cattolico che interpreta a modo suo la Dottrina sociale della Chiesa.»

Luca Volontè, 4 gennaio 2009

sono pazzi, pazzi fottuti…

«La Corte europea per i diritti dell’uomo ha respinto, giudicandolo “irricevibile”, il ricorso presentato da diverse associazioni italiane contro la sentenza della Corte d’appello di Milano che, già nel luglio scorso, aveva autorizzato la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale a Eluana Englaro, in coma vegetativo da 17 anni».

la Repubblica.it, 22.12.2008

È un accanirsi contro lo stato di diritto. Cos’è che s’inventeranno adesso che la Corte europea ha respinto il loro assurdo ricorso? Qualcuno s’incatenerà con un sondino? e qualcun altro minaccerà d’affogarsi nell’acquasantiera? Aspettiamoci di tutto.
«I ricorrenti – dice la Corte di Strasburgo – non hanno nessun legame diretto con Eluana e quindi non possono essere considerati vittime dirette della sentenza»; anche la Corte europea – brutalizzo il concetto – li ha mandati a cagare, ma loro continuano, non s’arrendono. Che se ne andassero a pregare, intensamente, invece di continuare, inutilmente, ad intestardirsi. Non dicono di credere ai miracoli? Bene, e allora pregassero – chiedessero un miracolo, adesso, prima che sia troppo tardi – invece di star li ad intossicarsi il fegato e a far gargarismi con la bile.
Ma tanto è inutile sperare che facciano un passo indietro. Sono pazzi, pazzi fottuti.

c’è solo da vomitare…

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“Sarà crisi se la giunta regionale non si opporrà all’accoglienza di Eluana Englaro in una struttura pubblica o convenzionata del Friuli per essere accompagnata alla morte”. Lo conferma il segretario regionale dell’Udc, Angelo Compagnon, in una dichiarazione all’Asca. “O il presidente Tondo uscirà dall’ambiguità prendendo una posizione precisa, o l’Udc se ne andrà” afferma ancora Compagnon, aggiungendo che “il leader nazionale Casini apprezza sicuramente questa nostra posizione, perché su un valore non negoziabile come quello della vita non possiamo transigere”. Se la clinica Città di Udine dovesse comunque accettare l’accoglienza di Eluana, nonostante la contrarietà della Regione – conclude Compagnon – “le conseguenze sul piano amministrativo saranno pesanti e proprio per questo riteniamo che il policlinico non si azzardi ad andare oltre”.

ASCA – Udine, 20.12.2008

Siamo un paese di merda. Un paese in cui un ministro, con disinvoltura, può emanare normative che vanno oltre (se non contro) la legge e le disposizioni della corte costituzionale. Un paese dove un segretario di partito, un parassita qualunque, può ricattare le strutture amministrative per il solo gusto di leccare il culo al leader nazionale del suo partito. S’inculano a sangue Costituzione e stato di diritto con disinvoltura e davanti agli occhi di tutti: senza ritegno, senza scuorno. Ad Eluana – è sempre bene ricordarlo – è stata riconosciuta l’irreversibilità dello stato vegetativo “ed è stato dimostrato che la ragazza avrebbe preferito morire – lo scriveva Giordano Bruno Guerri il 10 luglio di quest’anno – piuttosto che vivere in quello stato. Continuare tenerla in vita significherebbe soltanto continuare ad andare contro i suoi diritti, che le sono già stati negati per tanti, troppi anni.”
Perché – viene naturale da chiedersi – tutto questo accade solo qui? La risposta è ormai diventata di rito, come la domanda, e di rito sono pure lo sconcerto e lo stupore, metà e metà, senza lasciare spazio ad altro istante emotivo. Oramai, qui (e per questa vicenda, soprattutto) è perfino inutile cercare di comprendere: c’è solo da vomitare. Senza se e senza ma.