«Per me le nozze sono tra un uomo e una donna, quelle tra omosessuali mi scandalizzano perché sono uno che crede nella famiglia da quando sono bambino e per chi crede nella religione una cosa del genere è molto strana».
«Per me le nozze sono tra un uomo e una donna, quelle tra omosessuali mi scandalizzano perché sono uno che crede nella famiglia da quando sono bambino e per chi crede nella religione una cosa del genere è molto strana».

«L’idea di famiglia viene da una tradizione religiosa - e io ho fede anche se cerco di essere laica come ministro - viene dalla costituzione, dal diritto civile e naturale: è composta da un uomo e una donna che si uniscono per dare vita a figli per proseguire la specie». L’ha detto il ministro Mara Carfagna, ma al solo copia-incolla io sono arrossito di vergogna al posto suo. Ché ci vuole, davvero, una certa faccia tosta nel dichiararsi “laica come ministro” e poi argomentare la propria contrarietà al matrimonio tra gay e alle unioni di fatto (pure alle unioni di fatto) con principi relativi alla “tradizione religiosa” e al “diritto naturale”. Un’alternativa – un modo per spiegare il controsenso, dico – ci sarebbe: vuoi vedere che il ministro non ha capito un cazzo di quello che diceva? In questo secondo caso – se fosse vero, dico –, la faccia mi parrebbe ancora più tosta.
«Non ci si può arrendere alla mentalità divorzista. Gli avvocati devono sempre declinare l’uso della loro professione per una finalità contraria alla giustizia com’è il divorzio. Per i giudici ciò può risultare difficile perché gli ordinamenti non riconoscono una obiezione di coscienza per esimersi dal sentenziare. Essi possono pertanto sentenziare secondo i principi tradizionali della collaborazione materiale al Male, ma devono favorire le unioni matrimoniali mediante un’opera di conciliazione saggiamente condotta»