Tag Archive for 'scandalo'

astenersi dal superfluo…

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La famiglia è la sua vera grande passione. Ha tre figlie [...] Con loro e con Roberta, la donna della sua vita, passa tutto il tempo libero. É cresciuto, come molti ragazzi della sua generazione, frequentando l’oratorio e la parrocchia di Santa Chiara”. Lo si legge, tra l’altro, nella biografia ufficiale di Piero Marrazzo [*].
L’ho sempre detto: astenersi dal superfluo, ché alla lunga si rivela sempre controproducente. Se non ridicolo.

mi paiono…

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La tipa – stando a quando si dice in giro – dovrebbe avere anche le prove delle prestazioni a pagamento eseguite (da lei e da altre ragazze) a favore del tappo che abbiamo a capo del governo. Non solo: leggo su la Repubblica che c’è poi anche una confidenza fatta dall’ex presidente Chirac, secondo il quale il tappo di cui sopra, nel mostrargli le camere di una sua villa, gli avrebbe detto: “Questo bidet non immagini quante paia di chiappe ha visto”…
Lasciamo da parte la politica e (per carità di dio) la morale – valuto la cosa solo sul piano estetico: certe furibonde scopate (pomp, pomp, zomp) disegnate su quei giornaletti-da-naja, mi paiono, al confronto, momenti di delicata poesia.

(Mc 9, 42-50)

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«Siamo in quattro sorelle. Chiediamo se possiamo fare il testamento biologico per respingere ogni accanimento terapeutico: non vogliamo vivere come vegetali. »

Suor Ildefonsa, Istituto Don Orione di Genova, 18 novembre

la Bibbia giorno e notte…

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«Da domenica 5 ottobre a sabato 11 ottobre la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma sarà teatro di un evento straordinario: la lettura integrale della Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, per sette giorni e sei notti senza interruzioni e commenti». Così si legge sul sitarello in cui, per l’appunto, si pubblicizza, con devota minuzia, la lettura integrale della Bibbia. Chi ha patrocinato l’evento? Comune di Roma, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica, Regione Lazio, Provincia di Roma e giù giù passando per UNITALSI fino al Centro Sportivo Italiano. Senza contare che le riprese dell’evento sono tutte garantite dalla struttura Rai-Vaticano.
Sono scandalizzato. E non poco. (Sapete, sono tipo assai sensibile io). Che faccio, mi son detto? Sbrocco come un polipo che s’è reso conto che la pentola che bolle sul fuoco non è per gli spaghetti ma per lui, o provo a cavalcare l’evento? Si, perché a legger bene sul sitarello c’è scritto: «si alterneranno più di 1200 persone di ogni età, categoria sociale ed appartenenza religiosa. Ma anche i non credenti possono partecipare». Sicché ho pensato che potrei presentarmi in Basilica colla Bibbia e dare, così, il mio giusto contributo con quel passo del Vangelo di Marco (Mc 9, 42-50) in cui Gesù dice che a chi scandalizza il prossimo suo «meglio sarebbe per lui che gli passassero al collo una mola da asino e lo buttassero in mare». Ecco, citerei proprio quel passo. Ovviamente userei la più soave e leggiadra delle vocine che riesco a fare, giusto per rendere più dolce l’istigazione al suicidio.

tutto può succedere…

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Splendente come non mai – come dubitare? – Giuliano Ferrara scrive stamani, in prima pagina, su Il Foglio: «La mia opinione laica e devota è che nel rapporto privato tra una persona e un medico, tra familiari e amici, nella relazione speciale con una suora o un prete, insomma in un rapporto di cura e carità, tutto può succedere, anche la preghiera di essere aiutati in certe circostanze a passare un confine ha diritto di essere ascoltata senza ipocrisie. Non in nome di una idolatrica dignità del morire, bensì della pietà che sempre e da sempre supera ogni legge». E qui, in punta di piedi, farei notare l’assurda conseguenza di questo ipocrito argomentare: nel diritto positivo sia esclusa la possibilità di dar corso a qualunque atto eutanasico ché solo in nome della pietà – nell’illegalità, mi par di poter affermare – un atto del genere può essere tollerato. Meglio non parlare apertamente di certe faccendacce: renderle legali servirebbe solo a pubblicizzarle e a dare scandalo. Meglio, molto meglio, agire nel silenzio dell’illegalità dove, per l’appunto, «tutto può succede» ché «è inevitabile – lo diceva quel tale – che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo! ».

…essi fraternizzano

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«Ora, degli italiani piccolo-borghesi si sentono tranquilli davanti a ogni forma di scandalo, se questo scandalo ha dietro una qualsiasi forma di opinione pubblica o di potere; perché essi riconoscono subito, in tale scandalo, una possibilità di istituzionalizzazione, e, con questa possibilità, essi fraternizzano. »

Pier Paolo Pasolini

di questa nazione…

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«Desidero – a parlare è Benedetto XVI – qui fare una pausa per riconoscere la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi di questa nazione». Solo “di questa nazione”? Non vorrà mica – con quella precisazione, intendo – venire a dirmi che per gli abusi perpetrati alle nostre latitudini Sua Santità non prova vergogna alcuna? E che cazzo!

uno schiaffo…

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«Trovo anacronistiche e ipocrite queste polemiche. È un dato di fatto – dice la cantante Anna Tatangelo – che oggi i giovani e le persone in generale, sono più distanti dalla Chiesa. Ma come avvicinarsi quando da parte delle istituzioni religiose c’è una tale chiusura? [...] Mi chiedo perché gli stessi attacchi non vengano rivolti anche ad altri personaggi pubblici, che dovrebbero essere un esempio e un modello come e più di quanto lo sia io. Io faccio solo il mio lavoro, che è quello di cantare». È accaduto che monsignor Giuseppe Rocco Favale, vescovo di Vallo della Lucania (Salerno), abbia tentato di dissuadere gli organizzatori della locale Festa della Madonna delle Grazie a far salire sul palco la cantante, invitata per l’occasione, perché la sua sola presenza sarebbe stata «uno schiaffo al popolo sofferente e alla morale cattolica». Forse – dirà l’attento lettore – al vescovo non va a genio l’attuale stato di concubina della cantante? Può darsi ché la tipa — la Tatangelo, dico — aggrava lo scandalo col fatto d’essere persona nota. Però la questione, questa volta, sembra avere altre ragioni — roba scottante pare di capire: la diocesi, infatti, manda a dire che «il vescovo non si è mai scagliato contro la Tatangelo ma ha voluto stigmatizzare una situazione di grave crisi economica». Ecco, qui sta tutta la morale cattolica: il vigoroso “schiaffo” era il cachet della star.

underwear…

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«Per me le nozze sono tra un uomo e una donna, quelle tra omosessuali mi scandalizzano perché sono uno che crede nella famiglia da quando sono bambino e per chi crede nella religione una cosa del genere è molto strana».

Rino Gattuso, 21 giugno 2008

…che scandalo!



scandalo (scàn·da·lo) (pop. scandolo) s.m. 1. Turbamento della sensibilità morale e dell’innocenza altrui, provocato da quanto può offrire o costituire esempio di vizio e di colpa con particolare riferimento alla concezione cattolica del peccato: dare s.; essere motivo di s.; la pietra dello s., il responsabile primo del male. Così, tra l’altro, il Devoto-Oli (Le Monnier, 2008). Parassita assai subdolo lo scandalo, che trova il suo habitat ottimale, humus fertile e fecondo, nel cervelluzzo cattolico. Tant’è l’ossessione per il turbamento che in tutti i documenti ufficiali (e non) della Chiesa – mi riferisco a quei documenti che promuovono l’occultamento di un crimine (più o meno grave) commesso da un appartenente al suo clero – c’è un abbondante ricorso al termine scandalo proprio a significare – e a mettere in guardia il già peccatore – il danno che altrimenti ne scaturirebbe, spesso incomparabilmente maggiore di quello già venuto alla vittima del crimine. È lo stesso Cristo a chiarire la faccenda (cfr. Mt. 18,6): «chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da un asino e fosse gettato negli abissi del mare». Il Catechismo, poi, a riguardo, pare ancor più esplicito. Alla domanda: «Come si evita lo scandalo?» (473/2284-2287); viene detto: «Lo scandalo, che consiste nell’indurre altri a compiere il male, si evita rispettando l’anima e il corpo della persona». Insomma, se un paio di suore vengono cacciate a calci in culo dal convento, nessuno deve sapere il motivo né – sia ben chiaro – dev’esserci protesta da parte delle cacciate, perché se qualcuno sapesse e, soprattutto, se – Dio non voglia – qualcuna di queste protestasse, si farebbe offesa nell’anima e nel corpo («lo scandalo – si legge nel Catechismo al numero 2285 – è grave quando a provocarlo sono coloro che, per natura o per funzione, sono tenuti ad insegnare e ad educare gli altri. Gesù lo rimprovera agli scribi e ai farisei: li paragona a lupi rapaci in veste di pecore» ). Incatenarsi, poi, ad un palo e gridare vergogna!” ad un santo superiore è offesa incommensurabilmente grave che scuote e induce «turbamento della sensibilità morale e dell’innocenza altrui». «Che scandalo!», avrà di certo gridato qualcuno dalla curia nel vedere quelle immagini… «Né prostitute, né violente, né ladre e né malate di mente», insomma, ma certamente scandalose e quindi, ipso facto, colpevole.
I tipi in gonnella nera, signori miei, saranno pure dei delinquenti, ma bisogna ammettere che per certe cose hanno un talento sublime.