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A me sembra di no

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Sono un laico che ha un profondo rispetto per le idee della religione, di ogni religione, e penso che sia legittimo che la Chiesa le promuova verso chi crede. Tuttavia in Italia ci sono dieci milioni di cittadini che ufficialmente si dichiarano non credenti e diversi milioni che si definiscono parzialmente credenti. Credo che si debba tenere conto anche delle loro idee, soprattutto dei loro diritti. Mi ritrovo nelle parole che scrisse Indro Montanelli «Io non mi sono mai sognato di contestare alla Chiesa il suo diritto a restare fedele a se stessa, cioè ai comandamenti che le vengono dalla Dottrina… ma che essa pretenda d’imporre questi comandamenti anche a me che non ho la fortuna di essere credente, cercando di travasarli nella legge civile in modo che diventi obbligatorio anche per noi non credenti, è giusto? A me sembra di no.»

Umberto Veronesi, Non vince la Scienza (14.11.2008)

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«Per il modo in cui ormai ordinariamente agisce, la Chiesa si è costituita proprio in soggetto politico, pratica un nuovo “temporalismo”, pretende un potere di governo sociale che cancella il principio che vuole lo Stato e la Chiesa, “ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani” (articolo 7 della Costituzione). »

Stefano Rodotà, 12.11.2008

avete fatto molto, per tanti…

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«Purtroppo, per la prima volta da alcuni anni a questa parte – scrive la Cei, nel documento pubblicato da Adistasi registra una diminuzione della percentuale delle firme a nostro favore». Un brivido freddo deve aver percorso la schiena di questi sant’uomini che hanno subito annunciato «la necessità di continuare a puntare sulle campagne di promozione al sostegno economico per la Chiesa cattolica, per tenere alta la percentuale delle firme in nostro favore».
Detto in modo assai sgraziato, questa corposa combriccola di pastori «che per divina istituzione sono successori degli Apostoli, mediante lo Spirito Santo che è stato loro donato» (Can. 375) si appresta ad appestare l’etere (a costo assai agevolato, si capisce) per annunciare che “con l’otto per mille alla Chiesa cattolica avete fatto molto, per tanti” ma è il caso – diranno questa volta – di fare un pochino di più soprattutto per loro ché con i tempi che corrono – con 35milioni di euro in meno, dico – alla terza settimana proprio non ce la si fa ad arrivare.

primo ministro…

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«Sono fiero di essere cittadino di un paese dove il primo ministro può essere indagato come ogni altro cittadino. »

Ehud Olmert, primo ministro israeliano.
(E sottolineo israeliano).

botta e risposta…

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«Eccellenza, perché non cambiate le regole per noi separati e ci permettete di fare la comunione? »

Silvio Berlusconi, 21 giugno 2008

«L’Eucaristia non è un pranzo tra amici. Siamo chiamati a entrare in questo mistero di alleanza, conformando ogni giorno di più la nostra vita con il dono ricevuto nell’Eucaristia. »

Benedetto XVI, 22 giugno 2008

a dimostrazione…

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A dimostrazione del fatto che gerarchie vaticane e statali si sono fuse in un unico grande abbraccio in cui il Presidente del Consiglio sta tra il Papa e i vescovi: poco al di sotto del primo, ma di certo al di sopra degli altri.

faccia di bronzo…

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«Quando il Papa ha detto: “Ho il cuore pieno di gioia per il clima politico in Italia”, e poi subito dopo ha detto che sarebbe più contento se si finanziassero le scuole private cattoliche e gli ospedali cattolici – non so trovare un altro aggettivo – l’ho trovato patetico. »

Emma Bonino, il Giornale

Siamo proprio sicuri…

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«L’Europa che consente l’omicidio dei propri cittadini, seppur in fasce, rischia di diventare un unico e immenso campo di concentramento, non meno terribile, solo più scientifico. Una fornace immensa, un culto terribile e pure una benedizione religiosa del Reverendo George Exoo, gay e protestante d’Inghilterra. Siamo proprio sicuri di aver fatto bene a vietare la caccia agli stregoni? » (on. Luca Volontè, 30.05.2008).
“Siamo proprio sicuri – si chiede l’onorevole – di aver fatto bene…?”. Prendiamone nota, gliene renderemo conto il giorno in cui ritorneranno, furiosi e convinti più che mai, quelli che sostennero, fieri, di voler “impiccare l’ultimo re con le budella dell’ultimo prete”. Allora, nel mentre il nostro strepiterà come una gallina isterica dalle colonne di qualche giornalino di parrocchia, ci chiederemo dubbiosi: «siamo proprio sicuri di aver fatto bene – per tutto questo tempo, dico – ad evitare che questi giusti mettessero in atto, fino in fondo, il loro superbo piano? Non era meglio farli sfogare prima? ». Ecco, proprio così diremo.

proposta indecente…

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«Oggi Marco Travaglio ha ricevuto delle durissime critiche, sia dalla maggioranza che da quella che dovrebbe essere l’opposizione, per aver citato dei fatti su Renato Schifani, presidente del Senato…». È l’incipit di un post datato 11 maggio 2008 (roba vecchia, insomma), scritto dall’onorevole Di Pietro sul suo blog. Mi è capitato sotto gli occhi più o meno per caso. La faccenda – molti di voi l’avranno già capito – si riferisce alle dichiarazioni di Marco Travaglio fatte su Raitre nella trasmissione di Fabio Fazio a proposito del presidente del Senato, Renato Schifani. Se ve ne cale, il post lo trovate qui: é uno striminzito commento sui fatti che (al di la di com’è scritto) bene evidenzia un modo d’intendere del diritto, della libertà di stampa, della politica e della sintassi del tutto incompatibile con qualsiasi partito democratico. A voler essere forzatamente coincisi, la cosa mi pare possa risolversi con uno stringato inciso: fuori da ogni polemica, non mi sconvolge – nel modo più assoluto, direi – il fatto che l’Italia dei valori non abbia accattato di fondersi col Pd di Veltroni quanto piuttosto il fatto che quest’ultimo, accoratamente, gliel’abbia proposto.

in culo alla costituzione…

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«Così, prima con il Pontefice e poi con il segretario di Stato Tarcisio Bertone, [Berlusconi] si è speso in prima persona per fornire le massime “garanzie” sulle decisioni del governo su alcuni temi “sensibili”: come la scuola cattolica, la tutela della famiglia, la legge sulla procreazione assistita e anche quella sull’aborto. Ad ogni argomento sollevato dai suoi interlocutori, ha risposto con un “possiamo farlo”. Tanto da mettere sul tavolo dei due colloqui questioni delicate come il “quoziente familiare” e i fondi (buoni-libri) per parificare l’istruzione cattolica e renderla - come già stabiliva la riforma Berlinguer - “scuola pubblica non statale”. »

Claudio Tito, la Repubblica

«[...]Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. »