L’ordine degli scaffali vuoti…

Basta una vetrina infranta e il governo ritrova la voce. Sa nominare i colpevoli, promettere fermezza, pronunciare la parola sicurezza con l’aria di chi ha finalmente individuato il problema. Quella vetrina andava lasciata intatta. Chi l’ha spaccata ne risponda. Ma finito il discorso sulla vetrina, resta tutto ciò che attraverso quel vetro non si vuole…

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Le vetrine e il conto…

Una vetrina sfondata non è un argomento politico. Un agente ferito non è il prezzo inevitabile del dissenso. Chi aggredisce, saccheggia e distrugge va fermato e chiamato a rispondere delle proprie azioni. Su questo non serve alcuna indulgenza.Serve, invece, evitare che la condanna diventi una scorciatoia. È comodo parlare soltanto di ordine pubblico: si individuano…

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Un po’ più lontano dello zoo…

Zio Pe’,domani parti per la Germania e io, da quando lo so, penso alle nostre colazioni. È curioso quello che la memoria decide di conservare: di interi anni smarrisce quasi tutto, poi tiene da parte una mattina qualunque e te la restituisce quando qualcuno prepara una valigia.Tu eri piccolo. Io ero più giovane e stavo…

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La piazza sottratta…

Si può togliere la parola a qualcuno anche facendo rumore al suo posto.È quello che accade quando una piazza, riempita da persone che hanno ragioni da portare e risposte da chiedere, viene consegnata alle immagini di una devastazione. C’erano stipendi insufficienti, lavori diventati fragili, genitori costretti a scegliere quale necessità rimandare. C’erano persone uscite di…

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Il diritto di non somigliarci…

A volte penso che la prova più difficile, per chi insegna, cominci quando uno studente alza la mano e mette in dubbio ciò che abbiamo appena detto. È un momento piccolo, quasi ordinario, nel quale siamo chiamati a scegliere quanto ci interessi che impari a ragionare e quanto, invece, ci rassicuri che continui a darci…

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Prima che il giorno diventi fretta…

Al mattino presto, andando al lavoro, ci sono momenti in cui il cielo riesce a interrompere il filo dei pensieri. Basta quel colore ancora incerto sopra i tetti, una facciata che si accende prima delle altre, il primo oro che si posa sul ferro di una recinzione. Le case riemergono lentamente dal buio. Per qualche…

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Le mani libere…

Quando qualcuno che detestiamo dice una cosa sensata, la prima persona che cerchiamo con gli occhi è spesso quella seduta accanto a noi. Vogliamo capire se ci è consentito essercene accorti.Ho pensato a questo leggendo Serra, all’applauso di alcuni deputati dell’opposizione per le parole di Meloni sull’Ucraina. A quell’istante prima del gesto, quando le mani…

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Il cielo non è un alibi

Mi fermo, leggendo Serra, sull’età di Najmeh Amini: ventitré anni. Prima della teologia, della geopolitica, delle ragioni esibite dai governi, bisognerebbe restare un momento lì. Davanti a un’esistenza quasi interamente da vivere. Le organizzazioni per i diritti umani denunciano una condanna a morte per un post ritenuto blasfemo; Iran Human Rights precisa che la sentenza…

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Le sentenze del silenzio…

Ieri sera ho finito di leggere La mite di Fëdor Dostoevskij. E, chiuso il libro, mi è rimasta addosso una sensazione spiacevole, di quelle che certi racconti sanno procurarti quando, senza chiedere permesso, smettono di parlare dei loro personaggi e cominciano a parlare di te.C’è qualcosa di terribilmente umano, e per questo doloroso, nell’immagine di…

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La volgarità del potere…

Esiste una forma di volgarità che non ha nulla a che vedere con le buone maniere. Non dipende dal tono della voce, dalla grossolanità dei gesti o dall’incapacità di stare a tavola. È qualcosa di più profondo, di più irrimediabilmente misero. È la volgarità di chi, davanti alla sofferenza degli altri, si preoccupa innanzitutto di…

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