I regimi hanno paura dei ragazzi che camminano…

Ci sono sentenze che fanno rumore e sentenze che, quando arrivano, costringono perfino le parole ad abbassare la voce. Non si festeggia davanti a un figlio che non tornerà. Si prende fiato, semmai. Si lascia che il sollievo trovi posto accanto al dolore, senza pretendere di scacciarlo.Dopo quasi undici anni, una corte italiana ha condannato…

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Il mestiere di tenere aperto il futuro…

Ci sono mestieri dei quali una società si ricorda soprattutto quando ha paura. Quando gli ospedali si riempiono, quando una città smarrisce la propria sicurezza, quando la scuola rimane l’unico luogo capace di tenere insieme ragazzi che fuori vivono in mondi sempre più distanti. Allora arrivano le parole solenni: missione, vocazione, sacrificio. Talvolta perfino eroismo.Poi…

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Il libro che accade…

Ho sempre pensato che un libro non esista davvero quando viene scritto.Esiste, certo, come oggetto. Ha un titolo, una copertina, un numero di pagine, un autore che a un certo punto ha deciso di mettere la parola fine e consegnarlo al mondo. Ma quella è soltanto una metà del lavoro. Forse neppure la più importante.L’altra…

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…le dita nella marmellata.

Ci sono vicende che hanno bisogno di molte parole per essere spiegate. E poi ce ne sono altre che possiedono, per una specie di provvidenziale economia della realtà, già tutto: il fatto, il commento e perfino la caricatura.In una stazione dei carabinieri di Marina di Pisa, secondo quanto riportato dalla stampa, su un quadro era…

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Le canzoni che non ricordavo di sapere

Capita, la mattina, prima di arrivare in classe, di affidare alla musica i chilometri che separano casa dal lavoro. Non tanto per coprire il silenzio, quanto per impedire che siano le preoccupazioni a occuparlo tutto. La musica è una buona amministratrice delle distanze: prende minuti che sarebbero soltanto minuti e li trasforma in qualcos’altro.Ieri l’algoritmo…

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Il centimetro zero…

L’altro giorno avevamo lasciato la politica intenta a misurare la fedeltà femminile con il metro da sarta. Più stoffa, più virtù. Una donna poco appariscente, spiegava Antonio Tajani, sarebbe stata più affidabile, più adatta alla stabilità familiare; la gonna un po’ più lunga era diventata, dentro quella metafora matrimoniale, quasi un certificato morale. Tajani ha…

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Il vuoto prende la mira…

Abbiamo bisogno che il male abbia una ragione. Non perché una ragione possa giustificarlo, ma perché almeno riesce a contenerlo. L’odio, la vendetta, il denaro, la gelosia disegnano un perimetro intorno all’orrore: ci consentono di nominarlo, di ricostruirne la genealogia, persino di illuderci che riguardi soltanto chi è entrato in quel cerchio.Poi, talvolta, il cerchio…

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Il futuro non deve somigliarci…

Ogni generazione commette lo stesso peccato di superbia: chiama educazione il desiderio di essere ripetuta. Immagina i figli come una frase cominciata da noi, della quale pretende di conoscere già il punto finale. Li vorrebbe simili nei pensieri, prudenti nelle scelte, riconoscibili negli amori. Possibilmente grati. Certamente obbedienti. Poi i figli cambiano sintassi. Per fortuna.Nel…

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…l’immensità

Certe notti hanno una grazia discreta, quasi domestica: non accadono, si lasciano intuire. Basta una finestra accesa appena, un respiro di luce tiepida nel corpo scuro delle cose, per ricordarci che la vita vera non ama le proclamazioni. Sta lì, in una stanza qualunque, dietro un vetro sottile, mentre fuori il cielo spalanca la sua…

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La fedeltà misurata in centimetri…

Apprendiamo dal ministro degli Esteri che la stabilità sentimentale femminile è una grandezza misurabile in centimetri. Più precisamente: centimetri di gonna.È una scoperta notevole, perché risolve in pochi secondi questioni sulle quali psicologi, sociologi, poeti, romanzieri e coppie in terapia si affannano inutilmente da secoli. L’amore? Il carattere? L’intelligenza? La compatibilità? Tutta roba complicata. Basta…

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