A portata d’ali…

Ci sono altezze che agli uomini non è concesso abitare. Cornicioni sospesi sul vuoto, rami sottili che sembrano incapaci di reggere persino il peso della luce. Eppure è proprio lassù che gli uccelli sostano, costruiscono i loro nidi, li foderano di piume e di calore, e riposano. Senza interrogarsi sulla vertigine, senza chiedere al vento…

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La geometria del noi…

C’è una curiosa abitudine, nella politica italiana, a misurare le alleanze come si misurano i terreni. Si parla di campo largo, di perimetri, di confini da allargare, di spazi da occupare. Una sorta di geometria elettorale nella quale, a furia di calcolare le superfici, si finisce per dimenticare ciò che dovrebbe crescervi dentro.Dall’altra parte dell’Atlantico,…

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Anima fragile…

Ci sono freddi che non vengono dall’inverno. Cominciano in una stanza, anche a finestre chiuse, prendono posto fra una parola e la successiva, scendono piano lungo le braccia. A un certo punto arrivano alle mani, le rendono immobili, incapaci persino di cercarsi. Eppure le mani hanno memoria. Ricordano le carezze, soltanto che qualche volta ne…

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Il popolo non è una proprietà privata…

C’è un equivoco antico, che la politica contemporanea ha saputo trasformare in un formidabile strumento di potere: credere che il popolo sia una cosa sola. Un corpo compatto, una voce unanime, un esercito di scontenti al quale basta indicare un nemico perché ritrovi il senso della propria esistenza.Per anni ci hanno spiegato che il popolo…

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Il posto dell’eretico…

Ogni novembre l’Italia torna a cercare Pasolini dove lo ha lasciato: su quella terra di Ostia, accanto al mare. Lo cerca nel buio dell’ultima notte, nel corpo offeso, nelle cose che ancora chiedono di essere chiarite. Poi viene giorno, si richiudono le pagine dei giornali e ciascuno rientra nelle proprie ragioni. Lui resta fuori. Anche…

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Il tempo di capire…

C’è un momento, davanti a una dimostrazione, in cui i passaggi sono tutti leggibili e tuttavia qualcosa ci sfugge. Sappiamo seguire il ragionamento, riconosciamo le regole, arriviamo alla conclusione. Eppure dobbiamo tornare indietro. Ci manca l’idea che tiene insieme le righe, quella che, una volta afferrata, ci farà pensare: come ho fatto a non vederla…

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[…]

Quando ho conosciuto Rachele, lei aveva quindici anni e io sedici. Frequentavamo il secondo liceo, lei, e il terzo anno io: avevo dunque un anno di vantaggio, che non mi risulta di essere mai riuscito a far valere. Adesso ne ho cinquantaquattro. Lei conosce anche le versioni di me che, potendo, ritirerei dalla circolazione.Dopo tutto…

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Tutto quel troppo…

Questa mattina pensavo a Elvis. Al corpo di un uomo che aveva avuto a disposizione quasi tutto e che, a quarantadue anni, fu trovato riverso sul pavimento del bagno di Graceland. Nella memoria collettiva è rimasta la tazza del cesso: il trono più impietoso che si potesse assegnare a un re. Quel particolare, sottratto alla…

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Il sangue e i giorni…

Per essere riconosciuti italiani, a volte, conviene avere un antenato partito da qui piuttosto che una vita intera trascorsa qui. Il morto garantisce. Il vivo deve ancora dimostrare.La cittadinanza riconosciuta per discendenza ai figli di Jair Bolsonaro, con i relativi passaporti, mette questa sproporzione sotto una luce impietosa. Sulle procedure seguite e sull’eventuale trattamento di…

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Ottobre…

Ottobre mi aspetta in un punto della strada che durante il giorno non saprei ritrovare. Devo arrivarci con la stanchezza giusta, dopo aver parlato molto, letto abbastanza, lasciato qualche pensiero a metà. Allora, all’uscita di una curva, i tetti prendono fuoco in silenzio e io torno a ricordare cose che credevo di non aver guardato.Un…

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