…la speranza

Un gracchio affamato si posò su un fico e siccome vi trovò i frutti ancora acerbi si mise ad aspettare che maturassero. Ma una volpe, che lo aveva visto là fermo, quando ne seppe da lui la ragione osservò: «Sbagli, amico mio, ad attaccarti alla speranza, che, come un pastore, sa condurre al pascolo, ma non può assolutamente riempire lo stomaco».

– da “Il gracchio e la volpe”, Esopo.

Dio per me non è neanche un’ ipotesi…

Lei crede in Dio? «Dio per me non è neanche un’ ipotesi». In un lontano incontro, Cabibbo disse che la fede è comunque un bel vantaggio. «Non dubito, se uno crede. Ma uno non è che può credere per vivere meglio. Cabibbo è stato Presidente dell’ Accademia Pontificia, ma non so quanto credesse».

  • Da Giorgio Parisi: “Ecco perché la fisica moderna è assurda come un testo di Beckett“, la Repubblica, 31 dicembre 2010.

Ho votato Democrazia Cristiana…

la lettera…

“Anni fa – non molti, è bene saperlo in anticipo – un carteggio di raro tenore s’intrecciò tra due coniugi siciliani, lui emigrato per lavoro in Germania, lei rimasta in paese ad accudire la vecchia suocera e la giovanissima prole. Analfabeti entrambi e riluttanti a dividere con uno scrivano estraneo e venale i segreti della propria intimità (fossero effusioni d’affetto o notizie di spicciola economia domestica), i due sposi ricorsero, per corrispondere, ad un linguaggio di convenzione, un sistema di pittografie in sequenza, il cui senso risultasse intelligibile al destinatario. “Amore mio caro, il mio cuore è trafitto dal tuo pensiero lontano, e ti tendo le braccia insieme ai tre figli. Tutti in buona salute, io e i due grandicelli, indisposto, ma non gravemente, il piccino. La precedente lettera che t’ho spedito non ha ricevuto risposta e ne soffro. Tua madre, colpita da un male, si trova in ospedale, dove mi reco a trovarla. Non temere che ci vada a mani vuote; né sola, dando esca a malelingue: m’accompagna il figlio mezzano, mentre il maggiore rimane a guardare il minore. Il nostro poderetto, ho provveduto che fosse arato e seminato. Ai due “giornalieri” ho dato 150.000 lire. Si son fatte le elezioni per il Comune. Ho votato Democrazia Cristiana, come il parroco m’ha suggerito. Per la Falce e Martello la sconfitta è stata grande: come fossero morti, in un cataletto.
Ma che vincano gli uni o gli altri, è tutt’una. Nulla cambia per noi poveretti: abbiamo zappato ieri, zapperemo ancora domani. Molte ulive quest’anno, dai nostri ulivi. L’uomo e i due ragazzi che ho assunto, l’uno per bacchiarle, gli altri per raccoglierle a terra, mi sono costati 27.000 lire. Altre 12.000 lire le ho spese per il frantoio. Ne ho ricavato tant’olio da riempire una giara grande e una piccola. Posso ricavarne il prezzo corrente che è di 1.300 lire al litro.
Amore lontano, il mio cuore ti pensa. Ora, soprattutto, che viene Natale e vorrei essere insieme a te, cuore a cuore. Un abbraccio, dunque, da me e dai tre figliolini. Arrivederci, amore caro, il mio cuore è tuo e ti sono fedele, unita a te come i nostri due anelli
”.

Gesualdo Bufalino, La luce e il lutto

Chi controlla chi

in russo la parola “spione” viene dal verbo “bussare”. E che dunque quando in russo dici spione, subito, vedi il bambino che bussa alla porta del maestro per accusare il compagno che ha copiato il compito, l’insegnante che bussa alla porta del direttore per denunciare un collega, il direttore che bussa alla porta di un ufficio anonimo per avvertire che qualcuno dietro una parete di notte scrive a macchina per ore e ore qualcosa che è certamente letteratura antisovietica.

Chiara Valerio da La Repubblica in edicola