La geometria dell’attesa…

Ci sono mattine in cui una città non è più una città, ma un congegno esatto del destino.Le strade non conducono: dichiarano.Le scale non salgono: misurano l’attesa.Le fontane non ornano: tengono vivo, nel loro battito d’acqua, il movimento segreto del cuore.Piazza di Spagna, in certe ore chiare, non appartiene ai turisti, né alle fotografie, né…

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Cronaca di un niente…

Non è successo niente. Lo confermerebbe chiunque entrasse adesso: la stessa luce di sempre sul tavolo, la tazza col bordo scheggiato dov’era ieri, la sedia di traverso, la finestra che inquadra il solito pezzo di cielo senza pretese. Tutto al suo posto, tutto in ordine, tutto come prima. Eppure resta che qualcosa è accaduto, forse…

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Il difetto di vederci bene…

Accade nell’ora in cui la luce cala di sbieco e le cose, prima di spegnersi, dicono la verità. La tazza lasciata a metà sul tavolo. La sedia rimasta storta da quando l’ultimo ospite se n’è andato. Il riquadro di sole che attraversa la stanza con la lentezza di chi non ha più nessuno ad aspettarlo.…

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L’amore come orientamento…

Ci sono amori che non chiedono presenza, ma orientamento. Non finiscono perché due persone smettono di vedersi: continuano più in alto, nella forma rara di una distanza custodita, dove volersi non significa trattenere, ma sapere che l’altro esiste. Ed è abbastanza.

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La curiosità…

La curiosità tiene aperto il mondo. Non serve a possedere il mistero, ma a non lasciare che la realtà diventi ovvia. Ogni domanda vera ci restituisce alla nostra misura: piccoli davanti all’universo, ma abbastanza vivi da volerlo ancora capire.

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Delle cose giuste…

Ci sono domande che sembrano sorelle e invece abitano case diverse.Una chiede: stiamo risolvendo bene le equazioni?L’altra: stiamo risolvendo le equazioni giuste?La prima è una domanda da officina. Ha odore di banco, di riga, di vite serrata bene, di algoritmo che non tradisce. È la domanda della verifica: controllare che il passo sia corretto, che…

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La biblioteca degli sguardi…

Ogni persona è un libro che crede di essere chiuso: si lascia leggere nei gesti minimi, nelle rughe, nelle esitazioni, nelle finzioni. Ma leggere gli altri richiede grazia: non confondere due righe con il romanzo intero, e ricordare che anche noi, mentre osserviamo, siamo osservati.

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Sotto il mondo, davanti al mare

Ci sono notti in cui restare è l’unica forma seria del coraggio.Non partire, non scappare, non cercare altrove un alibi più pulito alla propria inquietudine. Restare lì, sotto il peso dolce e feroce delle cose, a guardare il mondo come si guarda qualcosa che potrebbe cadere da un momento all’altro e, proprio per questo, merita…

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La gentilezza usata come resa…

Ci sono giorni in cui il silenzio non consola. Fa rumore. Un rumore basso, continuo, come certi frigoriferi vecchi nelle case di provincia: non ci fai caso per anni, poi una notte ti impedisce di dormire e capisci che era sempre stato lì.I ricordi, in quei giorni, affiorano senza eleganza. Non tornano per salvarci, non…

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