La geometria dell’attesa…

Ci sono mattine in cui una città non è più una città, ma un congegno esatto del destino.Le strade non conducono: dichiarano.Le scale non salgono: misurano l’attesa.Le fontane non ornano: tengono vivo, nel loro battito d’acqua, il movimento segreto del cuore.Piazza di Spagna, in certe ore chiare, non appartiene ai turisti, né alle fotografie, né…

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La casa non è un regno…

I bambini non appartengono a nessuno.Non appartengono al padre, alla madre, al sangue, al cognome, alla stanza dove dormono, alla porta che si chiude la sera, alla voce adulta che dice: è mio figlio, è mia figlia, so io cosa è bene. I bambini attraversano una famiglia come attraversano una stagione: vi nascono dentro, ne…

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Gli uomini sessuali e altri disordini di caserma…

Vannacci non ha inventato niente. È questa, forse, la cosa più umiliante per lui e più deprimente per noi.Non ha inventato il rancore, non ha inventato la paura del diverso, non ha inventato la nostalgia muscolare per un mondo ordinato a colpi di fischietto, alamari e buon senso da dopolavoro. Non ha nemmeno inventato il…

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Il generale, il rancore e la trappola dei voti piccoli

Ci sono idee che non hanno bisogno di essere vere per funzionare. Basta che siano facili. Basta che entrino nella testa senza attrito, come una parola d’ordine, come una chiave falsa, come una scorciatoia tracciata nel buio.Le idee semplici hanno questo vantaggio sulle idee giuste: non chiedono niente. Non chiedono studio, non chiedono pazienza, non…

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La serratura non è il cuore…

Ci sono persone che chiamano sincerità qualunque frana. Aprono tutto, spalancano tutto, rovesciano addosso agli altri stanze non ancora abitate, polvere, fotografie capovolte, coltelli lasciati sul tavolo. Credono di essersi consegnate, e invece si sono soltanto disperse. Perché aprire il cuore non è fare inventario delle proprie ferite. Non è dire tutto. Non è nemmeno…

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…con tutta la grazia terribile delle cose che restano.

Ci sono incontri che non arrivano per cambiare una vita, ma per rivelarle il punto esatto in cui avrebbe potuto aprirsi.Non sono rivoluzioni. Non hanno il passo pesante delle grandi decisioni, non entrano sfondando porte, non pretendono spiegazioni. Arrivano come certi viaggiatori sulle strade di campagna: con una macchina impolverata, una domanda qualunque, un indirizzo…

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Come una soglia di vetro…

Un libro nuovo non resta per giorni sul comodino. Arriva. Lo scelgo di sera e in pochi secondi è qui, sceso da una città lontana senza che io mi sia alzato dalla poltrona. Non ha peso. Pesa quanto tutti gli altri, quanto le decine di storie che tengo dentro una sola lastra sottile, tutte uguali…

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con un grammo di dolore in meno…

Da bambini ci insegnano le cose grandi nel modo più semplice possibile.Ci insegnano a dire grazie. A chiedere permesso. A non interrompere chi parla. A salutare entrando in una stanza.Poi cresciamo e succede qualcosa di strano.Impariamo le equazioni, le capitali del mondo, le date delle rivoluzioni. Impariamo a usare parole complicate per spiegare il dolore,…

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