Ciò che non si lascia sopportare…

Ho scoperto Anne Carson con il ritardo con cui si scoprono certe cose necessarie. C’è voluto un premio Nobel, il clamore di una notizia, perché mi decidessi a cercare qualcosa di questa poetessa canadese di cui, fino a ieri, ignoravo persino l’esistenza. E mi sono imbattuto in due versi che hanno avuto l’effetto di una…

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Il peggio che avanza

A volte la realtà si presenta con un’ironia già confezionata: che arrivano con la risata già montata sopra. A Queropalca, sulle Ande peruviane, è stato eletto sindaco Hitler Mussolini Simeón Flores: 229 voti, venticinque più del secondo. La sua lista, Ahora Nación, è di centrosinistra. La storia, certe volte, non trova nemmeno il tempo di darsi un…

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Il passato gode di ottima salute…

Ci eravamo convinti che il tempo fosse una faccenda seria, una specie di funzionario scrupoloso che procede in una sola direzione, archivia i secoli, mette ordine nelle epoche e, soprattutto, impedisce al passato di tornare a disturbarci. Avevamo sistemato le guerre di religione nei libri di storia, le epidemie nei trattati di medicina, i tiranni…

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Lo Stato col saio…

Non credo in Dio. E forse è proprio per questo che preferirei che lasciassero in pace San Francesco. Non perché mi infastidisca Francesco. Mi infastidisce molto di più il bisogno tutto terreno di mettergli una bandiera in mano.Ci sono uomini che la storia non riesce semplicemente a ricordare: deve possederli. Li prende, li ripulisce, sceglie…

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Il Paese delle chiavi in tasca…

C’è qualcosa di quasi antico, e per questo ormai sorprendente, nel vedere una folla scendere in strada per una cosa concreta. Non per un leader. Non contro un nemico immaginario. Non per una bandiera abbastanza larga da nascondere tutto quello che manca. Per una casa.Persone che alzano in aria mazzi di chiavi come un tempo…

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Il peso delle pietre…

Ci sono luoghi che appartengono alla geografia e luoghi che la geografia, a un certo punto, smette di riuscire a contenere. Diventano memoria, promessa, colpa, risarcimento, preghiera. Diventano il luogo in cui uomini morti da secoli continuano a discutere attraverso uomini vivi. E allora una collina non è più una collina, una città non è…

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La parte avversaria…

Ci sono parole che invecchiano peggio delle persone. Restano formalmente vive, le pronunciamo ancora, compaiono nelle Costituzioni, nei discorsi solenni, nelle prediche civili. Ma dentro, lentamente, si svuotano. Una di queste è fraternità.Libertà ed eguaglianza hanno avuto destini più fortunati. Sono diventate bandiere, programmi politici, perfino slogan pubblicitari. La fraternità invece è rimasta lì, terza…

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Una malattia non è un argomento…

Questa mattina Il Foglio parte da una notizia che dovrebbe imporre misura: Vittorio Sgarbi è ricoverato, attraversa una depressione profonda, non è più l’uomo debordante che per decenni ha occupato la scena pubblica.La misura, però, dura poche righe. Poi il dolore viene arruolato.L’articolo dispone in fila inchieste giornalistiche, accuse, dimissioni, assoluzioni, archiviazioni e ricovero. I…

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Il tasto REC…

Di Vittorio Sgarbi, oggi, mi torna in mente un tasto: REC.Da ragazzo registravo Sgarbi quotidiani. Tornavo dalle lezioni universitarie, studiavo, poi riguardavo quelle puntate. Avevo appena chiuso i libri e mi sedevo ad ascoltare un uomo che parlava di arte come se ogni quadro avesse ancora qualcosa di urgente da dirci. A volte alzava la voce.…

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Il pensiero ha una grafia…

Abbiamo imparato a scrivere quando ancora non avevamo quasi nulla da dire.Prima le aste, i cerchi, le vocali ripetute fino al margine. Poi le consonanti, le sillabe, le prime parole tracciate con una serietà sproporzionata al loro significato. Il quaderno a righe era un territorio da conquistare lentamente; il margine rosso, un confine più autorevole…

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