Il pensiero ha una grafia…

Abbiamo imparato a scrivere quando ancora non avevamo quasi nulla da dire.Prima le aste, i cerchi, le vocali ripetute fino al margine. Poi le consonanti, le sillabe, le prime parole tracciate con una serietà sproporzionata al loro significato. Il quaderno a righe era un territorio da conquistare lentamente; il margine rosso, un confine più autorevole…

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Il vuoto prende la mira…

Abbiamo bisogno che il male abbia una ragione. Non perché una ragione possa giustificarlo, ma perché almeno riesce a contenerlo. L’odio, la vendetta, il denaro, la gelosia disegnano un perimetro intorno all’orrore: ci consentono di nominarlo, di ricostruirne la genealogia, persino di illuderci che riguardi soltanto chi è entrato in quel cerchio.Poi, talvolta, il cerchio…

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Il futuro non deve somigliarci…

Ogni generazione commette lo stesso peccato di superbia: chiama educazione il desiderio di essere ripetuta. Immagina i figli come una frase cominciata da noi, della quale pretende di conoscere già il punto finale. Li vorrebbe simili nei pensieri, prudenti nelle scelte, riconoscibili negli amori. Possibilmente grati. Certamente obbedienti. Poi i figli cambiano sintassi. Per fortuna.Nel…

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La realtà ha diritto alla firma…

Ci siamo preoccupati a lungo che le macchine potessero diventare intelligenti. Forse abbiamo formulato male la domanda. Il problema non è se una macchina saprà scrivere un romanzo migliore del nostro, dipingere un quadro più bello, comporre una musica capace di commuoverci. E nemmeno se un algoritmo, dopo avere attraversato in pochi istanti biblioteche che…

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Il particulare…

Ci sono leggi che dividono perché devono dividere. Una legge fiscale decide chi paga e quanto. Una legge sul lavoro distribuisce diritti, obblighi, interessi. Perfino una legge urbanistica, se la si guarda abbastanza a lungo, finisce inevitabilmente per scontentare qualcuno che possiede un terreno.La legge elettorale, invece, dovrebbe appartenere a una categoria diversa. Non dovrebbe…

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Quelli che si occupavano…

Sono stato radicale prima ancora di sapere bene cosa volesse dire esserlo. E forse continuo a esserlo proprio perché, dopo tanti anni, non sono ancora sicuro di averlo capito fino in fondo.So però riconoscerne il suono. Per molto tempo quel suono arrivava da una radio. Radio Radicale aveva qualcosa che oggi apparirebbe quasi inconcepibile: non…

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Il prezzo del consenso…

C’è qualcosa di più inquietante di un politico che promette troppo. È un politico che, invece di chiedere un voto, sembra volerlo comprare. Cinquemila dollari.La cifra, in fondo, è quasi secondaria. Potrebbero essere mille, diecimila, un bonus, una scarpa, una pensione, un posto di lavoro, uno sconto fiscale costruito per arrivare esattamente alla vigilia delle…

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La parte più difficile della pietà…

Ci sono storie davanti alle quali anche le parole dovrebbero togliersi le scarpe.Entrare piano. Senza la presunzione di spiegare, soprattutto senza quella volgarità contemporanea che pretende di assegnare in pochi minuti colpe, ragioni, assoluzioni. Ci sono fatti che non chiedono un commento: chiedono che si rimanga abbastanza a lungo davanti alla loro oscurità perché gli…

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[…]

Settembre ha anche questa gentilezza: mentre si comincia altrove, arrivano le voci di chi ha condiviso un tratto di strada. In questi giorni, messaggi, telefonate e mail di colleghi ed ex alunni mi stanno regalando una felicità discreta, che rimane addosso anche dopo aver posato il telefono. Mi commuove soprattutto il pensiero che precede il…

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La famiglia che non ci somiglia…

Ci sono famiglie che non si spezzano: si scuciono. Un punto alla volta, quasi senza rumore. Prima viene la stanchezza, poi il mutuo, le giornate tutte uguali, le parole rinviate a una sera meno affollata che non arriva mai. Infine resta quella forma domestica dell’educazione sentimentale che consiste nel chiamare stabilità ciò che ormai è…

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