Non è successo niente. Lo confermerebbe chiunque entrasse adesso: la stessa luce di sempre sul tavolo, la tazza col bordo scheggiato dov’era ieri, la sedia di traverso, la finestra che inquadra il solito pezzo di …
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Il difetto di vederci bene…
Accade nell’ora in cui la luce cala di sbieco e le cose, prima di spegnersi, dicono la verità. La tazza lasciata a metà sul tavolo. La sedia rimasta storta da quando l’ultimo ospite se n’è …
La forma del ritorno…
Non ci viene reso ciò che amiamo. Ci viene reso il modo di amarlo altrove, con un altro nome, in un’altra stanza.
Polvere di gesso…
Insegnare è scrivere per essere cancellati. A fine anno non resta un monumento, ma polvere di gesso che galleggia nella luce — e custodirla è l’ultima cosa che ci resta da insegnare.
Ciò che resta tra i banchi vuoti…
Ci sono anni che non finiscono davvero: si chiudono, cambiano stanza, restano sospesi tra i banchi vuoti. Questo primo anno da docente di ruolo mi lascia volti, gratitudine, amore speso per la materia e un dolore che chiede silenzio. Ma anche la certezza che insegnare è custodire presenze, accendere sguardi, alleggerire il peso delle cose difficili senza dimenticare ciò che resta.
L’amore come orientamento…
Ci sono amori che non chiedono presenza, ma orientamento. Non finiscono perché due persone smettono di vedersi: continuano più in alto, nella forma rara di una distanza custodita, dove volersi non significa trattenere, ma sapere che l’altro esiste. Ed è abbastanza.
La curiosità…
La curiosità tiene aperto il mondo. Non serve a possedere il mistero, ma a non lasciare che la realtà diventi ovvia. Ogni domanda vera ci restituisce alla nostra misura: piccoli davanti all’universo, ma abbastanza vivi da volerlo ancora capire.
La casa dove dorme Medusa…
C’è una forma particolare di delusione che non nasce da ciò che non funziona, ma da ciò che funziona troppo poco. Da ciò che accende una stanza e poi, quasi subito, spegne la luce. Da …
La distanza esatta delle pagine…
Ci sono incontri che accadono in luoghi sbagliati solo in apparenza.Sotto una stazione, per esempio. Dove tutto passa, tutto parte, tutto arriva, tutto sembra provvisorio e invece, certe volte, proprio lì, nel sottosuolo rumoroso di …
…uno che ha paura, ma resta
Ci hanno insegnato male il coraggio. Ce lo hanno consegnato vestito da statua, con il petto esposto, la mascella serrata, lo sguardo fisso davanti al pericolo. Ci hanno detto che il coraggioso è colui che …