Il bosco non ha campo

Un tempo il cercatore di funghi custodiva il luogo dei suoi ritrovamenti con la discrezione riservata agli amori clandestini. Interrogato, indicava vagamente «su, verso la montagna», accompagnando le parole con un gesto abbastanza ampio da comprendere tre province. Non era soltanto gelosia: era il rispetto, forse inconsapevole, per ciò che vive meglio quando non diventa…

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Il diritto all’ultima parola…

La norma approvata in Veneto non introduce la morte come una prestazione ordinaria, non la presenta come una risposta automatica alla malattia e non trasforma il suicidio medicalmente assistito in una soluzione disponibile senza condizioni. Stabilisce, piuttosto, un limite al potere dello Stato: quello oltre il quale le istituzioni non possono più imporre la propria…

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…buon vento!

Un anno fa pensavo che ogni inizio avesse bisogno di coraggio. Oggi penso che abbia bisogno soprattutto di disponibilità: lasciare un poco di spazio a quello che ancora non conosciamo, senza pretendere di arredarlo prima di esserci entrati.Ci sono partenze che fanno rumore e altre che somigliano semplicemente a una porta aperta al mattino. Nessuna…

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A un certo punto gli ombrelloni si chiudono.

Nessuno decide davvero che l’estate è finita. Non c’è un ultimo giorno ufficiale, né qualcuno che venga a spegnere il mare. Succede piuttosto che una sera la spiaggia cominci a raccogliersi. Una sdraio viene impilata sulle altre, un tavolino scompare, le voci diventano più rade. E quella stoffa che per settimane aveva occupato il cielo…

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La scienza con il guinzaglio…

C’è un modo molto semplice per riconoscere quando la politica comincia a diventare pericolosa: non quando discute con la scienza, ma quando pretende di suggerirle la risposta. È una differenza sottile soltanto in apparenza.La politica ha tutto il diritto di scegliere. Anzi, è esattamente il suo mestiere. Può decidere quali valori privilegiare, quali interessi contemperare,…

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[…]

Ci sono parole che arrivano leggere.Le senti mentre hai ancora il sale addosso, tra una nuotata e l’altra, con il sole che dovrebbe rendere innocuo quasi tutto. Vengono dette senza cattiveria, magari perfino con affetto. Come si dice che l’acqua è fredda o che domani forse cambia il tempo.Poi però restano.Vecchio. È una parola curiosa,…

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Il terzo autore …

C’è una strana abitudine che abbiamo con le grandi storie: a distanza di tempo sentiamo il bisogno di metterle in ordine.Di stabilire chi abbia fatto cosa, chi debba essere ricordato per le parole e chi per la musica, chi fosse il poeta e chi l’interprete. È rassicurante. Le categorie servono soprattutto a questo: a rendere…

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La parte di noi che resta altrove…

A un certo punto abbiamo smesso perfino di scrivere le sciocchezze. Ci siamo accorti che era faticoso.Bisognava scegliere le parole, metterle in fila, ricordarsi dove andava una virgola, sostenere per almeno tre righe la responsabilità di un pensiero. Troppa roba. Molto più comodo accendere la fotocamera frontale. E così la stupidità ha fatto un salto…

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Il mare c’è, ma non si vede…

Ci sono libri che d’estate si leggono. E libri che, nonostante l’estate, succedono. Ti prendo e ti porto via di Niccolò Ammaniti appartiene alla seconda categoria.L’ho letto in vacanza, che è quella stagione dell’anno in cui pretendiamo dalla vita una specie di tregua sindacale: meno pensieri, più mare, qualche birra fredda, libri possibilmente indulgenti e…

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Napoli non è una cartolina. Per fortuna.

Ci sono città che si possono descrivere e città che, appena provi a descriverle, si mettono di traverso.Napoli appartiene alla seconda categoria.Ogni volta che qualcuno tenta di chiuderla dentro una definizione, lei trova una porta laterale ed esce. Se dici che è allegra, ti mostra una malinconia antica. Se dici che è povera, ti porta…

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