…rarissimo distillato di verità.

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Sbaglierò, ma a me pare che ogni estate faccia un caldo terribile, e ogni inverno un freddo cane. Ma sui giornali, nei telegiornali, quelli classici alle televisioni e quelli moderni sugli schermi dei cellulari, la rivoluzione della Terra intorno al Sole è sempre fonte di ammirato stupore: le temperature – fanno sapere – di questi giorni sono “da record” (come quelle dello scorso inverno e del prossimo), e in estate accadrà che ci attenderà un caldo che farà alzare la colonnina di mercurio fino alle vette massime del secolo. Come ogni anno. Se l’inattendibilità dell’informazione è, in generale, irritante, in questo caso è simpatica. Riflette fedelmente la normale utile vacuità dei discorsi d’attesa all’ufficio postale (“che freddo, eh?”, “uh sì, un freddo becco, signora mia!”) e accosta la minacciosa concettosità dei titoli di giornale al nostro quotidiano ciarlare. Queste oramai inevitabili nicchie di ciancia meteorologica migliorano (di poco, ma la migliorano) l’informazione perché ne mostrano il lato obiettivo, quasi umano. Fa freddo! – è uno dei pochi titoli di giornale che non arrechi danni irreparabili alla parola umana infarcendola di secondi o terzi fini, di significati distorti, di faziosità, di falsità, di parzialità, di partigianeria, di antipatico settarismo e di fanatismo. Anzi, è un titolo a suo modo “rieducativo”, ci ricorda che in inverno, appunto, non fa caldo. E che questo tempo agita anche me… Ecco, il soffio gelido di Burian troneggia sulle prime pagine come un rarissimo distillato di verità.

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