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alla fine ho deciso…

Vabbè, alla fine ho deciso… Sì, è così: ho deciso, la decisione è presa come un tuono a cielo sereno… è capitato durante l’omelia del vescovo (o era forse l’arcivescovo di Milano? Boh?! mica l’ho capito, cazzo!) quell’uomo – il vescovo o l’arcivescovo che sia, intendo – dalle parole dolci e persuadenti, come una rondine che si perde all’orizzonte, alla fine m’ha convinto.
Stavo assistendo al funerale di Berlusconi, quando mi so’ ritrovato sommerso da una valanga di sentimenti, un’esplosione di pensieri dissonanti, una rivelazione… Mi converto, ho detto, mi converto – ho sbottato felice! Io, che mi sono sempre proclamato ateo – o, per meglio dire, ateista -, come un albero solitario in un campo di girasoli, sentendo quelle parole, quel discorso, ho capito… sì, cazzo, ho capito!
I preti, questi uomini di Dio, soldati buoni e giudiziosi, così bravi, accomodanti e misericordiosi, non giudicano, oh no, non giudicano affatto. Anzi! Bunga-bunga, pensavo, Bunga-Bunga con le giovani fanciulle, minorenni anche, forse pure nipotine di Mubarak, quelle stesse che Berlusconi, forse – a sto punto tocca mettere in dubbio qualunque cosa, e il “forse” qui ci sta tutto, ci sta – accolse con sorrisi e abbracci… Evadere il fisco, comprare i voti di un senatore, uno qualsiasi di quei politicucci politicanti impolverati e ricoperti di promesse, tutto per il potere del voto, tutto in nome dell’ ‘amore della vita’.
Amore della vita, amore dell’eccesso, del mentire e del frodare, sfruttare e occultare, del comprare la dignità di una donna con il vil denaro, del godere nel dominare ché – sostengono dalle mie parti – ‘o cumannà è meglio d’ ‘o fottere… tutto questo, dicevo, era la vita di Berlusconi, eppure l’omelia lo dipingeva come un uomo che forse (forse!) aveva peccato per eccesso di amore per la vita. Un concetto curioso, quasi romantico, alto, alto assai, altissimo, direi; se non fosse per l’amarezza che lascia in bocca. Eppure, chi crede in Dio, non teme questo eccesso, ché in Dio, diceva il vescovo o l’arcivescovo… insomma, ci siamo capiti, questo eccesso, ecco, trova comunque un limite.
Sì, l’arroganza dell’uomo, l’ambizione, il desiderio di potere, tutto questo si scontra con Dio, alla fine sempre e solo Dio. Dio che decide, Dio che giudica, Dio che risolve tutto, che appara (direbbero i miei corregionali) come un deus ex machina in un dramma greco (direbbero, invece, quelli che hanno studiato). Se questo è un uomo – e Silvio nostro lo era, cazzo, lo era -, allora lasciate che l’uomo viva e ami e pecchi, e Dio sistemerà tutto, non c’è bisogno delle leggi umane, delle convenzioni sociali, della giustizia, della verità.
Quel tipo che salmodiava dal Duomo, oh!, come l’ho ammirato. Come un asceta che ha trascorso le sue giornate a leggere il marchese de Sade anziché il Vangelo. Quell’uomo ha trovato la strada al di là del bene e del male, ha trovato la chiave per aprire le porte della percezione; al di là dei limiti della carne e del senso di giustizia di questo nostro strano mondo. Mi converto, ho pensato, stavolta forse mi converto, cazzo!

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