Tag Archive for 'fascismo'

un dittatore…

La dittatura è moralmente cattiva perché condanna
i cittadini dello Stato, contro la loro migliore coscienza,
contro il loro convincimento morale, a collaborare con
il male se non altro con il silenzio. Essa solleva l’uomo
dalla responsabilità morale senza la quale è solo la metà,
un centesimo di uomo. Essa trasforma qualsiasi tentativo
di portare la propria responsabilità umana in un tentativo
di suicidio.

Karl Popper

Onestamente, non so se davvero valga la pena di un post. Anche se, certamente, può servire a dare una misura di quanto… Basta, passiamo ai fatti.
«Benito Mussolini non fu “un dittatore spietato e sanguinario”, perse la guerra perchè fu “troppo buono” e fu “blando” sulle leggi razziali». Non è qualche colonnello di Fini a parlare. Le dichiarazioni – roba che si trova riportata tra virgolette su molti quotidiani – sono quelle del senatore del Pdl Marcello dell’Utri. Robaccia – lo dicevo in apertura – su cui non vale la pena nemmeno spenderci un post su un bloguzzo come il mio ché il fine di certe dichiarazioni assai mal calibrate è quello di sollevare un polverone per distrarci da altre sconcezze.
La lascio qui, brutalmente, a mo’ di chiosa: le dittature fanno schifo. Questo è tutto.

altri tempi…

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«Questa è calunnia nei miei confronti e disinformazione nei confronti dei lettori quindi a un certo momento non voglio arrivare a dire di fare azioni dirette e dure nei confronti di certi giornali e di certi protagonisti della stampa, però sono tentato perchè non si fa così…». Così il Cavalier Silvio Berlusconi – che Iddio misericordioso se lo tenga stretto sotto i suoi cateti – dopo l’ennesima imbarazzante gaffe diffusa in eurovisione. Che è successo? Pare che il cancelliere Angela Merkel lo attendeva per una cerimonia ufficiale in ambito Nato, e lui invece – pisciando sul cerimoniale – parlava al telefonino con Erdogan. La notizia fa il giro del mondo e … apriti cielo! S’è incazzato – ché in fondo il Cavaliere stava lavorando per il bene dell’Europa, mica chiacchierava con l’amante? – e giù, quindi, a vomitar bile a grumi sui giornali e a minacciarli di “fare azioni dirette e dure”.
Eccheccazzo, sempre tutti li a criticarlo… e Meloni, e la Regina, e poi Angela. È un continuo. Basta! Davvero, poverino, lasciatelo in pace ché è tutto disperato, non sa più come fare. (Non costringetelo ad usare l’olio di ricino, per carità di Dio, ché lui proprio non vuole arrivare a tanto). Ottant’anni fa, tanto per dire, cose di questo tipo proprio non accadevano. Ah – avrà pensato – a quei tempi sì che era semplice governare. Tutto più semplice, tutto più facile: “La stampa più libera del mondo intero è la stampa italiana. Il giornalismo italiano è libero perché serve soltanto una causa e un regime; è libero perché, nell’ambito delle leggi del regime, può esercitare, e le esercita, funzioni di controllo, di critica, di propulsione”. Era 10 ottobre 1928 e queste parole furono pronunciate dall’allora inquinino di Palazzo Chigi: una poesia alle orecchie del Cavaliere.
Altri tempi signor Presidente, altri tempi – quello si che era un bel Ventennio, vero?

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«Il Vaticano rappresenta la più grande forza reazionaria esistente in Italia. Per la chiesa, sono dispotici i governi che intaccano i suoi privilegi e provvidenziali quelli che, come il fascismo, li accrescono. »

Antonio Gramsci

ideali…

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«Io non ho vergogna a manifestare la mia fede politica. Del fascismo condivido ideali come la Patria e i valori della religione cattolica. »

massima decisione…

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«Io antifascista? Penso solo a lavorare, per risolvere i problemi degli italiani»

(Silvio Berlusconi, 17 settembre 2008 )

quando scappa, scappa…

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«Ce l’ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l’ho proprio trovato anzi ne ho trovati molti per non esserlo». Così Federico Iadicicco, presidente Azione Giovani Roma, in “Lettera aperta ad ogni Italiano”.
Insomma, s’apprezzino almeno gli sforzi, ché il “giovane” ce l’ha messa tutta, si vede che è sfiancato: pur di riuscire nella sua impresa s’è spompato, ha sudato freddo, ha faticato come un mulo: ma alla fine proprio non ce l’ha fatta. Del resto non si può pretendere neanche troppo: una scureggia quando scappa, scappa. E mica puoi star li a discutere.
Fa nulla ragazzo, tranquillo: tappati almeno il naso, però!

Non c’è dubbio…

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«Non c’è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogan mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l’aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano; il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione) non solo l’ha scalfita, ma l’ha lacerata, violata, bruttata per sempre. »

Pier Paolo Pasolini, 9 dicembre 1973

ad alto livello…

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«Presto scrivono quelli del movimento “Destra Universitaria” – inviteremo l’onorevole Roberto Fiore a parlare a Padova sulle foibe: siamo certi che anche in questo caso i democratici antifascisti si faranno sentire a suon di minacce e piagnistei. Ci auguriamo solo che l’Università tenga un comportamento più equidistante e degno, e non si faccia intimidire da deliranti pressioni di certi intolleranti e saputelli compagni». Pare insomma che sia assolutamente irrinunciabile – indispensabile mi verrebbe da dire – ascoltare in un’aula accademica l’intervento del leader di Forza Nuova Roberto Fiore. Rassegniamoci. Anche perché non è assolutamente certo che questo sia l’ultimo atto di questa penosa telenovela, ché visto il tono del comunicato pare evidente che gli ingredienti per un incontro ad alto livello ci siano tutti. Ma proprio tutti.

essendo d’accordo…

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«Le idee religiose hanno ancora molto impero, più di quanto non si creda da taluni filosofi. Esse possono rendere grande servizio all’umanità. Essendo d’accordo col papa si domina ancora la coscienza di 100 milioni di uomini. »

Benito Mussolini, 5 maggio 1929

il rischio…

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Fatemi la cortesia, controllate anche voi (ché può darsi che il mio vocabolario sia un po’ vecchiotto) sotto la voce fascista io leggo: «chi si comporta in modo autoritario, reazionario e antidemocratico, o impone le proprie convinzioni con violenza brutale». Dunque – se le cose non sono cambiate da quando hanno stampato il mio vocabolario – fascisti erano quel gruppetto di studenti dell’altro giorno alla Sapienza a Roma: armati di spranghe e catene – lo dicono le cronache – questi energumeni hanno impedito “con violenza brutale” che qualcun altro attaccasse dei manifesti. Il problema, adesso, nasce quando si cerca di dare una definizione dell’antifascismo. Voi – non sbuffate ché vi vedo: tanto comunque vi trovate già col vocabolario in mano – oltre alla banale definizione che nega quanto scritto per il fascismo, cos’è che c’avete scritto sotto alla voce “antifascismo”? Insomma – e la faccio breve – a parer vostro è più antifascista chi occupa, con la forza, una facoltà per impedire ad un fascista di parlare oppure chi, facendolo parlare – al fascista, dico –, lo contesta sul piano delle idee smontandogli pezzo pezzo la sua assurda e folle opinione? Tanto per dire: non è che a far l’antifascista c’è il rischio, in fondo, d’agire un po’ da fascisti?