Archivi dei tag: scuola

fatalità…

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Diecimila edifici non a norma, 24 su cento pare di capire (anche se Repubblica dice 6 su 10). Ce n’è, però, un 42% privo del certificato di agibilità statica . Un quadro di merda, insomma, e lui dice: «Credo che ieri il crollo della scuola di Torino sia stata una drammatica fatalità». Una fatalità, intesi? Tranquilli allora, la cosa non si ripeterà più. Le fatalità, del resto, non si ripetono. Per definizione. Ancora una volta, siate ottimisti. (Per definizione).

el sentimiento…

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«La presencia de estos símbolos en las zonas comunes del centro educativo público, en el que reciben educación menores de edad en plena fase de formación de su voluntad e intelecto, puede provocar en estos el sentimiento de que el Estado está más cercano a la confesión con la que guardan relación los símbolos presentes en el centro público que a otras confesiones».

Alejandro Valentín, giudice.

cercheremo di non toglierli

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«Devo ammettere una mia colpa, non mi ero accorto che nella Finanziaria 134 milioni sono stati tolti alla scuola privata cattolica. Cercheremo di non toglierli. È una libertà per tutti che ci sia una scuola privata per le famiglie che abbiano a cuore lo studio dei loro figli anche secondo determinati valori. »

Silvio Berlusconi, 05 novembre 2008

favorire le scuole private

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«Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada. Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. [...] Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. »

Piero Calamandrei

come al solito…

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“Polizia negli atenei? Mai detto. Sono i giornali che, come al solito, travisano la realtà. ”

Silvio Berlusconi, la Repubblica.it

potente eccitante…

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«La mia propostasostiene il leghista Roberto Cota – serve a prevenire il razzismo e punta a realizzare una vera integrazione». Come sostenere che il Tavor™ sia un potente eccitante.

ovviamente…

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«In fatto di laureati e specializzati – leggo su La Stampa a commento del rapporto dell’Ocse – il Belpaese si colloca al di sotto della media di Cile e Messico, in una classifica impietosa che lo vede fanalino di coda insieme a Brasile, Turchia, Repubblica Ceca e Slovacchia». E noi qui ancora ad azzuffarci sul maestro unico e sul grembiule alle elementari. Senza vergognarci. Ovviamente.

è tutto scritto qui…

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È tutto scritto qui, nero su bianco, a pagina 7 del Corriere del Mezzoggiorno di sabato 28 giugno. Titolo: “Preti picchiati all’oratorio, avevano sgridato un bimbo”. La dinamica dell’accaduto è cosa assai banale; poche battute e ve la riassumo tutta. A Gianturco (Napoli), nella Parrocchia della Sacra Famiglia, un prete – tale padre Rosario Avino – ha sgridato un ragazzino (il chierico, in verità, ha anche preso il fanciullo per la maglietta e l’ha spinto) la cui colpa – la colpa del ragazzino, dico –, è stata quella di non voler giocare insieme agli altri dell’oratorio. Il ragazzino, mi pare di capire, se n’è subito lamentato col babbo che, incazzato anch’egli come un toro, è andato a chiedere ragioni al prete. A quanto pare gli animi si sono subito accesi – provate voi a calmare un toro incazzato come un babbo– e il pretuzzo, vista la mala parata, ha chiamato un altro prete in soccorso.
Il babbo del ragazzino chiama anche lui i rinforzi – ché due preti sono molto di più di un solo laico incazzato. E così la cosa ha preso toni fortemente passionali – dapprima viola poi un deciso rosso sangue – e da uno strattone s’è passati ad un pugno, qualche schiaffo c’è pure scappato, uno sputo, qualche parolaccia… mantieni ad uno, schiaffeggia ad un altro… insomma i laicisti, alla fine,
hanno fatto il culo a tarallo ai chierici, scommandoli di sangue.
La cosa – manco a dirlo – ha indignato, e di molto, l’intero paesino: trecento pie anime sono scese in piazza, torce alla mano, per solidarizzare con i due religiosi. [Anche i giornalisti, in realtà, hanno, in massa, solidarizzato con i chierici: per un Sepe intervistato, sostenuto a gran voce da altri don in gonnella, non c'è stato un solo picchiatore laicista – uno solo, dico – che ha potuto esporre le sue ragioni: è venuto a mancare, come al solito, il contraddittorio.]
Intervistato sull’accaduto, don Tonino Palmese la butta sul relativismo: «il clima di violenza generalizzato che ci circonda [...] fa sentire tutti autorizzati a rispondere con la sopraffazione a qualunque fatto che possa essere avvertito come tale (in questo caso il rimprovero al bambino)». Al di là delle fini argomentazioni che chiunque potrebbe ricamare sull’accaduto, la cosa a me pare, davvero, di una banalità disarmante. È legge naturale, non ci sono cazzi che tengono: a violenza (anche se esercitata per nobili fini pedagogici) si è soliti risponde con altra violenza.

in culo alla costituzione…

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«Così, prima con il Pontefice e poi con il segretario di Stato Tarcisio Bertone, [Berlusconi] si è speso in prima persona per fornire le massime “garanzie” sulle decisioni del governo su alcuni temi “sensibili”: come la scuola cattolica, la tutela della famiglia, la legge sulla procreazione assistita e anche quella sull’aborto. Ad ogni argomento sollevato dai suoi interlocutori, ha risposto con un “possiamo farlo”. Tanto da mettere sul tavolo dei due colloqui questioni delicate come il “quoziente familiare” e i fondi (buoni-libri) per parificare l’istruzione cattolica e renderla - come già stabiliva la riforma Berlinguer - “scuola pubblica non statale”. »

Claudio Tito, la Repubblica

«[...]Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. »

è la Costituzione, bellezza…

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«In uno Stato democratico non sembra giustificarsi l’esclusione di un adeguato sostegno all’impegno delle istituzioni ecclesiastiche nel campo scolastico. »

Benedetto XVI , 29 maggio 2008

«[...]Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. »