Tag Archive for 'scuola'

la nostra storia, la tradizione…

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Il crocifisso – ci fa sapere il ministro Gelmini – «è certamente un simbolo religioso ma la sua presenza in classe non significa adesione al cattolicesimo, è la nostra storia, la tradizione. Le radici dell’Italia passano anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella anche una parte di noi stessi».
Farei sommessamente notare alla Gelmini: il crocifisso nelle aule scolastiche compare con la riforma fascista di Giovanni Gentile – Art. 118 del R.D. 30 aprile 1924, n. 965. È questa la tradizione a cui il ministro si riferisce?

Dona praesentis cape laetus horae…

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A ciascuno il suo…

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La prospettiva più vicina impone due verità: a) l’Islam non è assimilabile né modificabile. Quel che è avvenuto nel tremendo dogmatismo cristiano medievale rotto dalla Riforma e inoltre dopo tre secoli di miracolosa filologia critica biblica incessante non ha neppure sfiorato la grande Muraglia coranica, e adesso abbiamo anche il confronto radicale con una guerra santa senza frontiere. b) il moltiplicarsi delle moschee non è segno di integrazione né di estensione della libertà di coscienza (che subordina tutti i dogmi alla legge di ogni vera Repubblica) ma di occupazione, che per noi è politica e data per concessione, per loro si tratta invece di spazi e spazietti urbani assunti dalla fede coranica e sottratti legalmente, in senso religioso illimitato, alla sovranità della maggioranza non mussulmana. Islam non è buddismo né chiesa evangelica o altro. Islam è Islam. È sciocchino chiedergli di essere diverso. All’Opus Dei puoi chiedergli di essere liberale? Bene. A ciascuno il suo.

Guido Ceronetti, Se a scuola ci fosse l’ora pagana, 23.10.2009

punto…

Volevo commentare la notizia riguardante Giorgio Israel e la riforma della scuola. Poi ho letto di alcuni commenti arrivati al professore – qualcuno ha scrittol’ebreo Giorgio Israel”. Tutto ciò è bastato a farmi desistere dal commentare alcunché e a dirmi, naturalmente, dalla parte del professore. Senza se e senza ma. Punto.

parassiti…

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«Dall’altra parte del Tevere si è tirato un sospiro di sollievo per la decisione del governo di far marcia indietro sul taglio di oltre il 30% delle risorse a favore delle scuole parificate, circa 500 milioni l’anno sui 50 miliardi destinati invece alla scuola pubblica. Ma in realtà alla Cei i conti ancora non tornano. E il messaggio è già stato fatto recapitare ai piani alti del governo. «Siamo parzialmente soddisfatti», sottolineava [...] dai microfoni della Radio [Vaticana] il presidente di Fidae (la federazione delle scuole cattoliche) don Francesco Macrì. Da un convegno sull’educazione a Venezia rincarava la dose il cardinal Angelo Scola: «Sulla parità scolastica siamo sempre in grave sofferenza». Da un lato le gerarchie ecclesiastiche vogliono la certezza che i 120 milioni di euro per il 2009, messi genericamente a disposizione della Pubblica Istruzione, siano tutti destinati a coprire il taglio subìto. Dall’altra la Chiesa rivendica altri 54 milioni, gran parte dei quali relativi al 2008. «Posso assicurare che il governo li sta recuperando altrove, sono in arrivo», assicura Gabriele Toccafondi, deputato Pdl, ma soprattutto uomo di Cl in commissione Bilancio alla Camera, da dove la manovra dovrà ripassare per il via libera definitivo.
Nei Sacri Palazzi i conti li hanno fatti con precisione: la Cei chiede altri 14 milioni di euro per il 2009 (il taglio complessivo avrebbe dovuto essere di 134 milioni), più altri 40 milioni relativi al periodo settembre-dicembre di quest’anno. «Un mese fa le risorse sono sparite dalle disponibilità degli uffici scolastici regionali», denuncia Toccafondi. Proprio per questo, prima di cedere alle richieste pressanti dei vescovi, il sottosegretario al Tesoro Giuseppe Vegas aveva ipotizzato un intervento «in via amministrativa». Ma quelle somme, secondo quanto si vocifera nei corridoi del Tesoro, erano già state tagliate d’ufficio dalla Ragioneria e all’insaputa di Giulio Tremonti.
«Quale che sia la ragione, il governo deve recuperare quei fondi», dicono in Cei.»

La Stampa, 7.12.2008

evidentemente…

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Studenti e insegnati ad intasare le piazze, a bloccare intere città per settimane e il governo ha risposto con un netto non possumus: di fronte alle difficoltà economiche in cui versano le casse dello Stato non c’è stato nulla da fare – non c’è trippa per gatti.
Più convincenti – diciamo così – sono state le proteste delle gerarchie eclesistiche: è bastata una innocua minaccia, un’alzatina di ciglia, un musetto a culo di gallina e lo Stato con la Costituzione s’è pulito il culo. “Senza oneri per lo Stato”, recita l’art. 33 della Costituzione: evidentemente, i nostri illustri politici hanno ritenuto che l’onere sarebbe stato enorme se si fosse proceduto al taglio dei fondi. Evidentemente.

[...]

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“È bastata la minaccia della mobilitazione delle scuole cattoliche per far cambiare idea al governo nel giro di qualche ora.”

da La Repubblica, 5.12.2008

“Enti privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”

Costituzione, art. 33

fatalità…

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Diecimila edifici non a norma, 24 su cento pare di capire (anche se Repubblica dice 6 su 10). Ce n’è, però, un 42% privo del certificato di agibilità statica . Un quadro di merda, insomma, e lui dice: «Credo che ieri il crollo della scuola di Torino sia stata una drammatica fatalità». Una fatalità, intesi? Tranquilli allora, la cosa non si ripeterà più. Le fatalità, del resto, non si ripetono. Per definizione. Ancora una volta, siate ottimisti. (Per definizione).

el sentimiento…

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«La presencia de estos símbolos en las zonas comunes del centro educativo público, en el que reciben educación menores de edad en plena fase de formación de su voluntad e intelecto, puede provocar en estos el sentimiento de que el Estado está más cercano a la confesión con la que guardan relación los símbolos presentes en el centro público que a otras confesiones».

Alejandro Valentín, giudice.

cercheremo di non toglierli

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«Devo ammettere una mia colpa, non mi ero accorto che nella Finanziaria 134 milioni sono stati tolti alla scuola privata cattolica. Cercheremo di non toglierli. È una libertà per tutti che ci sia una scuola privata per le famiglie che abbiano a cuore lo studio dei loro figli anche secondo determinati valori. »

Silvio Berlusconi, 05 novembre 2008