La parte più difficile della pietà…

Ci sono storie davanti alle quali anche le parole dovrebbero togliersi le scarpe.Entrare piano. Senza la presunzione di spiegare, soprattutto senza quella volgarità contemporanea che pretende di assegnare in pochi minuti colpe, ragioni, assoluzioni. Ci sono fatti che non chiedono un commento: chiedono che si rimanga abbastanza a lungo davanti alla loro oscurità perché gli…

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La parte di cielo che resta…

Due mesi sono una misura precisa soltanto per i calendari. Per il dolore, invece, possono essere un istante oppure un tempo interminabile. Dipende da ciò che lo risveglia: una fotografia, una data, una voce ricordata all’improvviso. A volte bastano poche parole lasciate sotto un’immagine perché tutto ritorni al proprio posto, compreso ciò che un posto…

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Il negozio di sentimenti…

Con un poco d’ingegno ci si potrebbe persino inventare un mestiere che non esiste ancora. Non servirebbero licenze, né insegne luminose, né una vetrina in centro. Basterebbe un locale piccolo, con una porta che cigola appena e una campanella che suona solo quando entra qualcuno che ha davvero bisogno.Lo chiameremmo negozio di sentimenti.Verrebbe gente convinta…

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La vacanza vuota…

Noi diciamo che andiamo in vacanza, ma spesso non andiamo da nessuna parte. Ci portiamo dietro tutto. Le telefonate, gli orari, la fretta, la paura di perdere tempo. Cambiamo soltanto il paesaggio. La vita resta la stessa, con un costume da bagno addosso.Prima di partire facciamo molte liste. Le cose da mettere in valigia, i…

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Aspettando i Tartari…

La fortezza non è un luogo. È una scusa costruita abbastanza bene da poterci abitare dentro senza vergogna.Ha mura solide, regolamenti, turni di guardia, piccoli avanzamenti di carriera. Offre un letto, una divisa, un compito da svolgere. Soprattutto, concede una ragione credibile per rimandare la vita: non posso andarmene adesso, qualcosa potrebbe finalmente accadere.È questa…

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L’ultima forma della presenza…

Quattro anni. Fa quasi impressione dirlo così, con questa misura netta, contabile, come se il tempo sapesse davvero fare il suo mestiere: mettere distanza, ordinare gli eventi, riporre il dolore in un cassetto meno esposto della memoria.E invece no.Il tempo passa, certamente. Cambia la luce sulle cose. Cambiano le stanze, le abitudini, le parole che…

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Taccuini in tasca…

Porto sempre con me un taccuino. Non per disciplina, che è parola troppo militare per una cosa così fragile. Non per posa, che è il modo più triste di tradire un’abitudine vera. Lo porto perché certi pensieri, quando passano, non fanno rumore. Attraversano la giornata come animali piccoli nel sottobosco: basta un gesto di troppo,…

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…uno che ha paura, ma resta

Ci hanno insegnato male il coraggio. Ce lo hanno consegnato vestito da statua, con il petto esposto, la mascella serrata, lo sguardo fisso davanti al pericolo. Ci hanno detto che il coraggioso è colui che non trema, che non arretra, che non sente il gelo salire dalle caviglie fino alla gola. Come se il coraggio…

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Le mamme si amano / Ma ti amano di più…

Le madri non fanno rumore.Almeno non quelle vere.Non hanno bisogno di occupare il centro delle stanze, di spiegarsi, di essere capite. Restano ai margini delle giornate come certe luci accese all’alba nelle cucine: quasi invisibili, eppure fondamentali. Ci si accorge di loro soprattutto quando manca qualcosa. Un bottone cucito male. Un silenzio troppo lungo. Una…

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Un attimo prima del mondo…

Alcuni legami non finiscono: si spostano.
Diventano una corrispondenza interiore che continua a orientarci, anche in assenza.
E allora vivi così: un attimo dopo — sapendo che qualcuno è stato lì, un attimo prima.

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