Oh i bei cretini di una volta!

Il brano è tratto da Nero su Nero del maestro Sciascia. Come si riconosce un buon maestro? Beh, un buon maestro di solito non è un cretino. Di intelligenti — lo dice anche Sciascia — c’è stata sempre penuria; enumeravo tra quest’ultimi il buon Ceronetti. Devo ricredermi e portarlo subito a carico della lista dei…

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Moda…

«Io — fa un mio amico — Salvini non lo posso vedere,» (cioè: mi è antipatico, lo detesto) «ma sugli immigrati ha ragione»; e tira via verso la sala del convegno. Grazie a coloro che dettano moda (di «mal protesi nervi» il più delle volte) l’eros è oramai tutto un intricato rameggio di varici.

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Prendete, per esempio, la cattolica Italia.

La famiglia tradizionale è un modello che, nel tempo, vede immutato il suo fascino ammaliatore. Le tetragone certezze su cui si fonda, infatti, vengono direttamente dalla legge naturale, discendono dunque da Dio per essere restituite in un incantevole caleidoscopio di serenità e letizia a chi – ça va sans dire – è disposto a rispettare…

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…un far quattro dalla somma di due e due

Più ridotta è la possibilità di scelta, più lo strumento di scelta è inutilizzato o male utilizzato (per pigrizia, per limiti oggettivi, per sciatta incuria), e meno si ragiona: si interpreta male, si vede peggio e non si capisce niente. Parlare e scrivere sono più causa che effetto del conoscere: parlando e scrivendo si organizza…

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…errori

Dopo le elezioni, è tutto un contristarsi — per quelli che non sono riusciti a guadagnare voti o che ne hanno perduto — sugli errori commessi. «Beh, bisogna ammetterlo: abbiamo sbagliato». Hanno ancora sbagliato. Non fanno che sbagliare. E sbagliare — andrebbe aggiunto — sempre allo stesso modo. Non già, quindi, per avversione alla noiosa…

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[…]

Letto L’animale morente di Philip Roth, scrittore che amo — e specialmente per come è in grado di «portare» il racconto, cioè nel suo particolarissimo modo che ha di raccontare, intendo. Ma questo libro è di una straziante opacità, lo si attraversa, lento, come s’attraverserebbe una strada di campagna fitta di rovi in una cupa…

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(…)

Sertorio è troppo intraprendente, tutto comincia e non finisce niente. Penso che quando lui una scopata fa anch’essa la lasci interrotta a metà. (Marziale, Epigrammi Lib. III, 79.)

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La letteratura come esperienza di vita…

Nell’insonnia di questa notte, con frammentaria e incandescente chiarezza, mi pareva di essere arrivato a una risposta sulla letteratura, su che cosa è la letteratura — “La letteratura come esperienza di vita”, a dirla con le parole del tema proposto quest’anno ai maturandi. Ma ora, qui, non so ripeterla. È come quando, a scuola, chiamati…

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ci vado io…

Si parla di politica, della crisi del sistema e della disaffezione alla vita pubblica di noi italiani. Il mio amico a un certo punto dice: «una volta c’era qui una famiglia di buoni mastri-carpentieri. Io avevo bisogno di un lavoretto fatto ad arte e sono andato da loro. Mi dissero: noi non possiamo, c’è molto…

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