La grammatica del gioco…

Abbiamo commesso l’errore di vestire lo studio con gli abiti della domenica: scuri, rigidi, inadatti a correre. Gli abbiamo imposto il silenzio delle cerimonie, la fronte corrugata, la voce grave di chi teme che un sorriso possa compromettere la dignità del sapere.Eppure conoscere è sempre stato un gesto curioso, prima ancora che disciplinato. È il…

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Aspettando i Tartari…

La fortezza non è un luogo. È una scusa costruita abbastanza bene da poterci abitare dentro senza vergogna.Ha mura solide, regolamenti, turni di guardia, piccoli avanzamenti di carriera. Offre un letto, una divisa, un compito da svolgere. Soprattutto, concede una ragione credibile per rimandare la vita: non posso andarmene adesso, qualcosa potrebbe finalmente accadere.È questa…

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La buona educazione delle parolacce…

Le parole scandalose hanno una vita più breve degli scandali che provocano. Nascono ai margini della lingua, crescono nei cortili, nelle caserme, nelle officine, nei letti disfatti e nelle cucine durante i litigi; poi, un giorno, qualcuno le pronuncia in televisione con naturalezza e da quel momento cominciano lentamente a morire.Non scompaiono, naturalmente. Al contrario,…

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Essere postumi in vita è impossibile…

Kafka, in punto di morte, chiese che tutto venisse bruciato. Non solo Il processo, ma i quaderni, gli appunti, le frasi lasciate a metà. Chiese il fuoco come si chiede silenzio.L’amico, Max Brod, fece l’esatto contrario: aprì le finestre. E lasciò entrare il mondo.Si discute da un secolo se abbia fatto bene. Io credo che…

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Pasolini, il corpo del reato siamo noi…

Ogni volta che il nome di Pasolini torna in un’aula di giustizia, succede una cosa strana: abbiamo l’impressione di parlare di un delitto, e invece stiamo parlando di noi. Di come questo Paese gestisce la memoria, il dissenso, la scomodità. Sono passati cinquant’anni abbondanti da quella notte all’Idroscalo, e ancora oggi qualcuno bussa alla porta…

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…è sempre il caso a decidere. O forse no.

Il caso si merita la maiuscola. Lo ha sempre avuta, anche quando ci siamo illusi di domarlo con oracoli e formule. Ma il caso non si doma, scivola, sfugge, si beffa di ogni tentativo di arginarlo. Erri De Luca lo sa bene e lo mette al centro di un dialogo epistolare con Paolo Sassone-Corsi, un…

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Al di là delle parole: l’eco del dolore e la sete di giustizia.

Sotto il cielo di Palermo, in una notte che avrebbe dovuto raccontare solo stelle e brezze marine, una donna ha incrociato lo sguardo dell’abisso. Una parola, pronunciata come chi comincia a comporre una musica, ha riechitato un’eco antica, un timbro di potere e sottomissione: “carne”. Le donne ridotte a pezzi, non individui, non storie, non…

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The Grace of Vulnerability: Navigating the Human Condition…

In the interplay between past and present, we often find that vulnerability isn’t a flaw, but rather a human condition that enriches us. It’s like an invisible fabric that binds us, allowing us to feel more deeply and understand more fully. In a world that often prizes strength above all else, vulnerability may seem like…

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Giornata Mondiale della Fotografia…

Oggi, 19 agosto, è la Giornata Mondiale della Fotografia; e dunque torno a parlarvi dei miei gusti in questo campo. Non vi offro il ritratto di un solo autore, ma un insieme di scatti che risonano con la mia anima. Questa non è una sentenza, ma un viaggio personale, una riflessione che potrebbe trovare eco…

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…costringe a guardare oltre l’apparenza

Paolo Pellegrin, immagine dopo immagine, imprime sul mondo il marchio della sua visione. Italiano di nascita, globalizzato nel cuore, trova la sua vocazione nella sconvolgente bellezza del caos del mondo. Per lui la macchina fotografica non è un semplice strumento, ma un prolungamento del suo sguardo, un’appendice del suo intelletto. Nel mondo, Pellegrin ritrae un…

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