Una storia semplice…

Tra Il giorno della civetta e Una storia semplice passano ventotto anni; gran parte degli anni creativi della vita di Sciascia. Vita troppo breve, soprattutto per chi, avendolo amato, a meno di trent’anni dalla sua scomparsa, non si rassegna alla sua assenza. Una storia semplice è l’ultimo testo narrativo di Sciascia: esce in libreria il…

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come per gli attrezzi del mestiere…

La lettera più cretina che ho letto a difesa del sindaco di Venezia, Brugnaro, è stata quella indirizzata ad Augias da tale Lorenzo Colivini pubblicata ieri da Repubblica. Il Colivini, critico nei confronti di Augias, sostiene «che dopo filosofi e giuristi insigni che hanno portato Venezia al disastro odierno, un sindaco ruspante (ma tutt’altro che…

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…un far quattro dalla somma di due e due

Più ridotta è la possibilità di scelta, più lo strumento di scelta è inutilizzato o male utilizzato (per pigrizia, per limiti oggettivi, per sciatta incuria), e meno si ragiona: si interpreta male, si vede peggio e non si capisce niente. Parlare e scrivere sono più causa che effetto del conoscere: parlando e scrivendo si organizza…

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[…]

«Cultura umanista» invece che «cultura umanistica», ovvero metti un piazzista semianalfabeta in cattedra a spiegar la riforma della scuola.

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jobs act…

   Era il 22 dicembre del 1947, la Costituzione della Repubblica abolì la pena di morte. Da allora, insensibili, continuiamo freneticamente e fuori legge ad applicarla (la gente neppure più si volta) verso la lingua italiana. Ogni sostituzione di parola italiana con espressioni (più o meno) anglofone — da una nuova insegna di bottega, giù…

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