Questi fantasmi…

Siamo orfani di un mondo che non vediamo più, eppure ci abita. I fantasmi, quei richiami dall’invisibile, sono diventati nell’immaginario collettivo mere proiezioni, attrazioni da luna park, palesi solo in una stanza oscura del cinema. Ma c’è qualcosa che ancora ci lega a loro, un filo invisibile che unisce l’antico all’odierno, l’anima alla materia. La…

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La superstizione danza silenziosa sulla linea sottile tra l’umano e il divino, si insinua nell’intreccio misterioso dell’esistenza. Non è un tentativo rozzo di domare l’indomabile, ma un rito, un dialogo, quasi sacro, con le forze invisibili del caso.Immagina l’uomo in piedi davanti al mare in tempesta, urlando nel vento, cercando di placare le onde con…

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…un pezzo di eternità

Fotografia, pensi, la fotografia. Puoi quasi sentire il clic della macchina, la luce che si fissa sulla pellicola, il momento che si congela. Non è soltanto un’immagine, no, non lo è mai stato. È un pezzo di tempo, un pezzo di vita, un pezzo dell’anima che vibra in quell’istante. Bruno Barbey, si, proprio lui, ha…

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…la luminosità velata di Napoli.

Mimmo Jodice. Un nome che sussurra la luminosità velata di Napoli, città che ha tessuto le sue prime visioni. L’occhio di Jodice è un faro, uno scrutatore quieto del mondo, sempre in caccia dell’essenza latente nelle cose. Figlio del 1934, Jodice ha visto l’Italia mutare pelle, registrando le sue ferite e le sue risurrezioni. Eppure,…

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un’anima in tempesta che non trovava pace…

Renato Caccioppoli, nato dal ventre di Napoli, dalla terra dove il sole s’innamora del mare. Un seme di ribellione germogliato dal nome di un antenato rivoluzionario. Con l’andatura sicura di un pellegrino, si muoveva tra i corridoi dell’università. Le sue lezioni non erano conferenze, erano sinfonie di numeri e teoremi che danzavano nell’aria. “Il limite…

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i ricordi…

Le canzoni ascoltate ad alto volume. Gli odori che si perdono per i vicoli. Le promesse soltanto pensate. I desideri. Le mani. I ricordi.

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