La parte più difficile della pietà…

Ci sono storie davanti alle quali anche le parole dovrebbero togliersi le scarpe.Entrare piano. Senza la presunzione di spiegare, soprattutto senza quella volgarità contemporanea che pretende di assegnare in pochi minuti colpe, ragioni, assoluzioni. Ci sono fatti che non chiedono un commento: chiedono che si rimanga abbastanza a lungo davanti alla loro oscurità perché gli…

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Non lo so. Spiegamelo tu!

Ci sono uomini che, per sembrare rivoluzionari, dichiarano guerra ai libri. È il modo più economico per sentirsi Galileo senza avere nemmeno la pazienza di imparare la tabellina del metodo scientifico.Dev’essere una strana forma di nostalgia. Dopo aver trascorso secoli a liberarci dalla superstizione, c’è chi sogna di tornarci con l’aria soddisfatta di chi ha…

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La doppia cittadinanza delle macchine…

Non mi sono mai fidato degli strumenti che promettono di essere intuitivi. Non perché l’intuizione sia un difetto, ma perché troppo spesso diventa il nome elegante che diamo alla rinuncia di capire.Per questo sulla mia scrivania convivono un Mac e ArchLinux. A molti sembrerebbe una contraddizione, quasi una doppia cittadinanza incompatibile. Per me, invece, rappresentano…

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[…]

Ho imparato a programmare quando il computer era un’idea più che un oggetto: matita, carta, e una logica che non perdonava distrazioni. Dal 1964 il BASIC ha aperto una porta, ma oggi rischiamo di attraversarla senza accorgercene. Forse imparare davvero, adesso, significa tornare a togliere: calcolo, strumenti, scorciatoie. Restare soli con il pensiero.

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…una coincidenza ben riuscita

C’è una forma di umiltà che non è rinuncia, ma vertigine lucida.Sta tutta in quella consapevolezza quasi imbarazzante: essere poco più che una deviazione evolutiva, un accidente della materia, un ramo fortunato cresciuto su un pianeta qualsiasi, in periferia. Niente centro, niente privilegio cosmico. Solo una coincidenza ben riuscita.Eppure.Eppure questa stessa materia, distratta e inconsapevole…

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Il C.V. è rumore. Il lavoro è prova…

If they know my work, they don’t need my C.V. If they need my C.V., they don’t know my work.— G. Perelman La frase di Perelman non “dice”: taglia. È una lama sottile, più che un pensiero. E come tutte le lame buone non fa rumore: ti accorgi del colpo un istante dopo, quando provi…

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Questa scelta l’ho fatta io…

Capita, ogni tanto, che la domanda arrivi di traverso, mentre fai altro: davvero sono io a scegliere o sono solo la risultante di un’equazione troppo complessa per essere scritta in lavagna? Perché, se ci pensi con onestà spietata, la storia potrebbe essere raccontata così: ti hanno consegnato un certo codice genetico, ti hanno fatto nascere…

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…e così entrò nella danza della morte.

Robert Oppenheimer, figlio dell’antico popolo ebraico, vide la luce del giorno nel 1904, in un lembo di terra baciato dall’oceano, laddove sorgeva New York. Cresciuto in un ambiente familiare che cullava agiatezza e cultura, il suo spirito inquieto si fece strada nel rigore di Harvard, dove assaporò la chimica, maestra rigorosa dalle risposte nette e…

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