tutte l’ore cò ‘sta fetenzia / che sputa minaccia e s’à piglia cò me…

Cutolo

“Barra ha avuto un’infanzia difficile. Ma ha rovinato il povero Tortora. Che Enzo Tortora era innocente lo dissi subito. Chiesi ai magistrati di essere interrogato. Non mi vollero nemmeno sentire”. Così, in chiusura, l’intervista rilasciata ieri a la Repubblica da don Raffaé. Barra, morto pochi giorni fa, l’arma crudele e fidata di Cutolo, viene ricordato, tra le altre nefandezze, come accusatore di Enzo Tortora. Fu – come ricordano le cronache – il primo camorrista a pentirsi ma non il primo a tirare in ballo il famoso presentatore televisivo. Fu Pandico, altro fedelissimo cutoliano, a fare per primo il nome di Tortora. E solo quando gli si disse che Pandico aveva parlato di Tortora, anche Barra ne parlò. “Barra, perché non ci hai parlato di Tortora?”, chiesero i due pm. “Tortora chi?”. “Come chi? ‘O presentatore. Pandico ci ha detto che è affiliato”. “Ah, sì? E certo. Sta pure Tortora. Ve lo stavo per dire oggi”. Il seguito della storia, purtroppo, è noto. Meno nota è la storia professionale dei due pm: il dottor Felice Persia e il di lui collega dottor Lucio Di Pietro. Uno fu eletto al Csm, l’atro ha finito la carriera come procuratore generale di Salerno.

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