
Non faccio mai eccezioni. Un’eccezione
dimostra la falsità della regola.
«Ho celebrato quattro messe in un giorno!». Si giustifica così M.C., 41 anni, beccato con un tasso alcolico di 0.8 – quello consentito per legge è di 0.5. Col massimo rispetto, è una giustificazione del cazzo e assai fuori luogo, pretuzzo mio caro, ché la legge parla chiaro: dopo i 0.5 non puoi guidare, scatta l’ammenda e il ritiro della patente: sei un pericolo per te e (soprattutto) per gli altri.
Che tu sia prete o ragazzotto scapestrato non importa – non è quello il punto in questione: che tu abbia celebrato quattro messe o abbia fatto quattro salti in discoteca la cosa è irrilevante: con 0.8 in circolo nel tuo corpo non puoi guidare. Per legge. (Almeno così dovrebbe essere. Spero.)
Sono certo che il giudice di pace a cui il prete si rivolgerà – perché ci sarà ricorso, ovviamente – saprà trovare il calilluzzo del cazzo per ridargli la patente, annullare l’ammenda e pisciare sul codice.










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