Sembrava che avesse vergogna…
– Ivan S. Turgenev, Padri e figli
Continua a leggere →il blog di Biagio Raucci
– Ivan S. Turgenev, Padri e figli
Continua a leggere →— Luciano De Crescenzo, da La Napoli di Bellavista
Continua a leggere →«Non ho avuto un primo amore» disse alla fine, «ho cominciato direttamente dal secondo». – Ivan Turgenev, da Primo amore. Il canto dell’amore trionfante.
Continua a leggere →Nella miniserie Chernobyl, i russi a me sembra siano dipinti come in occidente ci si immaginava fossero i russi cinquanta anni fa. E mi è venuto in mente il protagonista del poema ferroviario Mosca–Petuški, di Venedikt Erofeev, che sul treno fa finta di essere stato in Italia e al suo dirimpettaio, che gli chiede cosa…
Continua a leggere →La vita di quel mare era come le sorti infinite degli uomini, eternamente ferme in onde uguali, mosse in un tempo senza mutamento. – Carlo Levi, da Cristo si è fermato a Eboli
Continua a leggere →Un poema alcolico – questo è un modo assai sintetico e, a mio avviso, esatto per definire questo racconto di Erofeev tradotto per quelli della Quodlibet da Paolo Nori. Un romanzo che ti cattura in un sonno etilico, sballottato da una stazione all’altra, su un treno dove i chilometri da percorrere si pagano con la…
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