La macchina che nessuno può fermare…

C’è qualcosa di profondamente inquietante nel modo in cui stiamo entrando nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Non tanto perché le macchine stiano diventando intelligenti, ma perché gli uomini che le costruiscono hanno cominciato a dirci che potrebbero diventarlo troppo. E continuano a costruirle.È questo il paradosso che merita attenzione.Da mesi, dentro le aziende che stanno sviluppando i…

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Il paese che ha smesso di ridere…

Ci sono epoche nelle quali la politica cambia attraverso le grandi leggi, le rivoluzioni, le piazze. E poi ce ne sono altre in cui cambia quasi senza farsi vedere, spostando di qualche centimetro il confine delle parole. È di queste ultime che bisognerebbe avere paura. Perché un Paese non diventa improvvisamente diverso da quello che…

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…i diritti di tutti

C’è sempre un momento, dopo ogni attentato, in cui qualcuno prova a cambiare il soggetto della frase. Non è più l’uomo che ha ucciso. Non sono più le persone massacrate. Non è più il fanatismo che ha trasformato un essere umano in un’arma. All’improvviso il problema diventano quelli che erano lì, la loro esistenza, i…

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Aspettando i Tartari…

La fortezza non è un luogo. È una scusa costruita abbastanza bene da poterci abitare dentro senza vergogna.Ha mura solide, regolamenti, turni di guardia, piccoli avanzamenti di carriera. Offre un letto, una divisa, un compito da svolgere. Soprattutto, concede una ragione credibile per rimandare la vita: non posso andarmene adesso, qualcosa potrebbe finalmente accadere.È questa…

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La schiena dell’Occidente…

Il servilismo ha sempre un buon vocabolario. Non dice mai: obbedisco. Dice: equilibrio. Dice: responsabilità. Dice: rapporto storico. Dice: prudenza.È il suo modo di profumarsi prima di entrare in salotto.Da mesi assistiamo a questa liturgia un po’ stanca e un po’ oscena: uomini e donne di governo che chiamano alleanza ciò che spesso somiglia alla…

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La verità non serve più, se fa troppo poco rumore…

La comunicazione politica ha smesso da tempo di voler convincere. Convincere richiede una fatica antica: mettere in fila i fatti, rispettare la pazienza dell’altro, ammettere che tra un’idea e il suo contrario esiste uno spazio di responsabilità. Convincere significa ancora credere che l’interlocutore sia una coscienza, non un bersaglio.Trump ha capito prima di molti che…

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Domani non so cosa troverò. So cosa porto.

C’è un istante — piccolo, quasi indecente nella sua semplicità — in cui la giornata smette di fare rumore. Arriva la sera, quando finalmente mi siedo nello studio. La casa si assesta, come se anche lei sapesse che adesso non si corre più. La luce cambia tono. Le cose si mettono al loro posto senza…

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La pace non è un’impostazione di default…

C’è un punto, nei discorsi pubblici, in cui la lingua smette di essere un vestito e torna a essere pelle. Quando succede, lo capisci da un dettaglio: non si parla più di fuori, non si parla più degli altri. Non si parla più di una guerra “là”, di un decreto “tecnico”, di un invio “misurato”.…

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Il barile e la bandiera…

Nella notte, Caracas è diventata un’idea prima ancora che una città: un nome pronunciato da lontano, con la sicurezza di chi scambia le coordinate per un possesso. Il presidente venezuelano e sua moglie prelevati, trasferiti negli Stati Uniti; un’operazione militare lampo; la promessa, detta come si dice “adesso ci penso io”, di amministrare un Paese…

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Fa’ la ninna…

Fa’ la ninna, cocco bello, finché dura ‘sto macello, fa’ la ninna, che domani rivedremo li sovrani […] senza l’ombra de un rimorso, ce faranno un ber discorso su la pace e sur lavoro pe’ quer popolo cojone risparmiato dar cannone. — Trilussa Per parlare della guerra, Trilussa sceglie la forma più disarmata che esista:…

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