…docenti geneticamente modificati

Ci stanno allevando professori in batteria. Li riconosci subito: parlano per sigle. CFU, ITP, TFA, GPS. Non sono più persone, sono acronimi ambulanti. Hanno imparato la grammatica del sistema prima ancora di imparare una disciplina. Sanno dove comprare un punteggio, a chi rivolgersi per una certificazione, quale piattaforma promette una laurea mentre fai colazione.Non studiano…

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C’è qualcosa di ostinatamente antico nel modo in cui ci teniamo insieme. Somiglia a un lavoro a maglia fatto senza fretta, con le mani nodose appoggiate sulle ginocchia, davanti a una porta socchiusa che dà su una strada stretta. Non si parla molto, in quei pomeriggi. Si conta. Si infila. Si tira il filo. Un…

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La pedagogia del buio…

Non fanno rumore, le giornate no. Arrivano senza annunciarsi, si siedono accanto a te e restano. Non succede nulla di eclatante, nessuna frattura visibile, nessun crollo spettacolare. Eppure ti accorgi che stai camminando dentro un tunnel. La luce in fondo non è sparita: è solo lontana. Così lontana che i giorni sembrano mesi e le…

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Il rito del già visto…

C’è una strana liturgia che si ripete ogni anno, puntuale come il caldo che arriva prima del calendario. Si chiama esame di maturità, ma di maturo, a guardarlo bene, conserva giusto l’imbarazzo.Per mesi – a volte per anni – i due docenti interni spiegano, insistono, correggono, interrogano. Si affaccendano tra registri elettronici e facce stanche,…

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La cartella infinita delle partenze rimandate

C’è una parte della storia che non ho mai scritto. Non perché mancassero le parole, ma perché erano troppe, tutte accalcate nello stesso punto, come passeggeri senza biglietto che fingono indifferenza guardando fuori dal finestrino.All’inizio, come in ogni racconto che si rispetti, c’era una promessa. Una di quelle pronunciate senza testimoni, che non chiedono fedeltà…

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Il profilo delle cose…

C’è un modo strano in cui la vita ci passa accanto. Non è un urlo, non è un colpo di scena: è più simile a quando, dal finestrino, il profilo delle cose corre via veloce e tu lo afferri solo con la coda dell’occhio. Non sai nemmeno se l’hai visto davvero. Sai solo che ti…

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Non si timbra il vento…

C’è un gesto che, a distanza di anni, continua a fare rumore come una porta chiusa piano: non per sfida, ma per delicatezza. Il gesto di chi guarda un ragazzo e decide che non lo si può ridurre a una riga, a un’etichetta, a un timbro. Perché un ragazzo non è un documento: è una…

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Non sei l’idea che gli altri hanno di te

C’è una paura che non fa rumore, eppure ti sveglia prima della sveglia. È quella che nasce quando senti addosso gli sguardi degli altri, anche se non ti stanno guardando davvero. Quando ti viene l’idea che, se sbagli una virgola, se perdi un passaggio, se per un attimo non sei lucido, qualcuno penserà: “Ecco. Non…

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Telefono spento, mondo acceso…

La scuola, con tutti i suoi difetti, è stata per anni una promessa. Non una promessa di felicità — quella non la garantisce nessuno — ma di consapevolezza. Un posto in cui imparare a dare un nome alle cose, e quindi a non esserne travolti. Un posto in cui la libertà non è fare ciò…

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Il lusso di non servire subito…

C’è stato un tempo in cui la scuola era un ascensore. Non nel senso romantico, da film con la lavagna piena di formule e il professore che salva anime a fine lezione. Un ascensore vero: ti prendeva dal piano terra della nascita e, se avevi fortuna (e qualcuno che ti ci faceva entrare), ti lasciava…

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