Si chiamava catch e, da bambino, Antonio Inoki era il mio eroe.
Poi arrivarono gli americani, con il wrestling, e trasformarono il tutto – come al solito – in una enorme buffonata.
il blog di Biagio Raucci
Si chiamava catch e, da bambino, Antonio Inoki era il mio eroe.
Poi arrivarono gli americani, con il wrestling, e trasformarono il tutto – come al solito – in una enorme buffonata.