Questa scelta l’ho fatta io…

Capita, ogni tanto, che la domanda arrivi di traverso, mentre fai altro: davvero sono io a scegliere o sono solo la risultante di un’equazione troppo complessa per essere scritta in lavagna? Perché, se ci pensi con onestà spietata, la storia potrebbe essere raccontata così: ti hanno consegnato un certo codice genetico, ti hanno fatto nascere…

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…scrivere per qualcuno che ami

È una cosa strana, scrivere per qualcuno che ami. Non è solo mettere un nome in copertina, non è “dedicarti la commedia”. È costruire una casa intera perché quella persona, per una sera, ci possa abitare da protagonista. Eduardo lo aveva capito benissimo. Titina si era stancata di fare il “cuscinetto”, l’ammortizzatore tra uomini che…

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Una piccola forma di resistenza…

A volte penso che le parole siano come piccoli attrezzi lasciati sul tavolo dopo un lavoro frettoloso: qualcuno le usa senza guardarle, qualcun altro le lancia in aria per vedere dove cadono, altri ancora le affilano di nascosto, sperando che nessuno se ne accorga. E invece dovremmo sfiorarle con la stessa cautela che si ha…

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Lo shutdown non è una crisi, ma una confessione.

Negli Stati Uniti, quando si parla di shutdown, si alza subito il tono drammatico. Le testate aprono con titoli apocalittici, le immagini mostrano cancelli chiusi e turisti smarriti davanti alla Statua della Libertà, e i commentatori parlano di “crisi senza precedenti”. Ma a ben guardare, lo shutdown americano è più una forma di teatro politico…

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Allenare la fatica, abitare il reale

C’è un tempo, nella crescita, in cui ogni cosa dovrebbe accadere con lentezza. Non per nostalgia del passato o paura del futuro, ma perché il pensiero — come un muscolo — ha bisogno di resistenza, non di scorciatoie. E invece viviamo nell’epoca del pensiero delegato: un clic, una risposta pronta, un algoritmo che anticipa persino…

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L’ordine nascosto delle cose…

Non c’è niente di veramente isolato al mondo. Ogni cosa, se la osservi abbastanza a lungo, rivela un legame: una causa che non è mai prima, un effetto che non è mai ultimo. Anche noi, quando pensiamo di essere soli, in realtà siamo un punto dentro una trama più vasta, un nodo momentaneo in una…

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Al di là delle parole: l’eco del dolore e la sete di giustizia.

Sotto il cielo di Palermo, in una notte che avrebbe dovuto raccontare solo stelle e brezze marine, una donna ha incrociato lo sguardo dell’abisso. Una parola, pronunciata come chi comincia a comporre una musica, ha riechitato un’eco antica, un timbro di potere e sottomissione: “carne”. Le donne ridotte a pezzi, non individui, non storie, non…

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valga come risposta…

Che a restare incinte siamo noi donne, che a partorire siamo noi donne, che a morire partorendo, o abortendo, siamo noi. E che la scelta tocca dunque a noi. A noi donne. E dobbiamo essere noi donne a prenderla, di volta in volta, di caso in caso, che a voi piaccia o meno. Oriana Fallaci

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