Il peso delle parole leggere…

C’è una forma di indignazione che non aggiunge nulla all’indignazione. È quella che, davanti all’ennesima ingiustizia, si accalca nei commenti con una sola parola: «Bastardi!». È quasi sempre il commento più applaudito. Quello che raccoglie più consensi perché non pretende nessuno sforzo: non di pensiero, non di linguaggio, non di coscienza.Eppure mi lascia ogni volta…

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Come ombra al tramonto sul selciato…

Prima o poi quasi tutti impariamo che i legami non si spezzano all’improvviso. Non fanno rumore. Non c’è una data da ricordare, né una porta che sbatte. Si consumano con la pazienza delle cose naturali: una telefonata rimandata, una visita promessa, un compleanno dimenticato, un silenzio che trova sempre una giustificazione. Così, senza accorgercene, la…

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La misura delle scelte…

Ci sono giorni che non chiedono celebrazione, ma misura.Arrivano senza rumore, si appoggiano sul calendario come una mano sulla spalla, e chiedono soltanto una cosa: essere capiti. Non spiegati, non difesi, non semplificati. Capiti.La morte, sì, merita rispetto. Sempre. Non esiste morte che possa essere derisa senza che qualcosa, in chi deride, si rompa. Non…

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Sul giorno dopo…

C’è una cosa che i calendari non dicono mai. Segnano gli anniversari, le ricorrenze, le date che la storia ha deciso di rendere permanenti. Ma tacciono su quello che avviene quando la pagina viene girata. Sul giorno dopo, che è sempre il vero banco di prova di ogni dichiarazione solenne.L’otto marzo funziona così da molto…

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Essere postumi in vita è impossibile…

Kafka, in punto di morte, chiese che tutto venisse bruciato. Non solo Il processo, ma i quaderni, gli appunti, le frasi lasciate a metà. Chiese il fuoco come si chiede silenzio.L’amico, Max Brod, fece l’esatto contrario: aprì le finestre. E lasciò entrare il mondo.Si discute da un secolo se abbia fatto bene. Io credo che…

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Per restare…

Ci sono cose che volano senza alcuna ambizione. Volano perché restare a terra sarebbe una forma di malinteso. Non hanno un progetto, non cercano un applauso, non compilano moduli per il decollo. Semplicemente: si sollevano.I palloncini, ad esempio, non salgono per sfida ma per ingenuità. Gli aquiloni per fiducia. Gli albatri per mestiere antico. I…

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Il morso e la timidezza…

C’è stato un tempo in cui la matematica si è messa in ghingheri. Si è guardata allo specchio e ha pensato: adesso faccio ordine. Non “capisco”, proprio “ordino”. Metto ogni verità al suo posto, scrivo un regolamento condominiale dell’universo, dimostro tutto e, già che ci sono, dimostro anche che non mi sono dimenticata niente. È…

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I puntini non hanno fretta…

C’è un momento, di solito intorno ai vent’anni (ma vale anche a quarantasette, tranquilli), in cui ti accorgi che il mondo ti chiede una cosa molto precisa: una storia lineare. Una di quelle con l’introduzione, lo sviluppo e il lieto fine. Tipo: scegli, investi, scala, vinci. E possibilmente senza capitoli strani. Senza calligrafia. Senza deviazioni.…

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Pasolini, il corpo del reato siamo noi…

Ogni volta che il nome di Pasolini torna in un’aula di giustizia, succede una cosa strana: abbiamo l’impressione di parlare di un delitto, e invece stiamo parlando di noi. Di come questo Paese gestisce la memoria, il dissenso, la scomodità. Sono passati cinquant’anni abbondanti da quella notte all’Idroscalo, e ancora oggi qualcuno bussa alla porta…

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