Sul giorno dopo…

C’è una cosa che i calendari non dicono mai. Segnano gli anniversari, le ricorrenze, le date che la storia ha deciso di rendere permanenti. Ma tacciono su quello che avviene quando la pagina viene girata. Sul giorno dopo, che è sempre il vero banco di prova di ogni dichiarazione solenne.L’otto marzo funziona così da molto…

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Essere postumi in vita è impossibile…

Kafka, in punto di morte, chiese che tutto venisse bruciato. Non solo Il processo, ma i quaderni, gli appunti, le frasi lasciate a metà. Chiese il fuoco come si chiede silenzio.L’amico, Max Brod, fece l’esatto contrario: aprì le finestre. E lasciò entrare il mondo.Si discute da un secolo se abbia fatto bene. Io credo che…

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Per restare…

Ci sono cose che volano senza alcuna ambizione. Volano perché restare a terra sarebbe una forma di malinteso. Non hanno un progetto, non cercano un applauso, non compilano moduli per il decollo. Semplicemente: si sollevano.I palloncini, ad esempio, non salgono per sfida ma per ingenuità. Gli aquiloni per fiducia. Gli albatri per mestiere antico. I…

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Il morso e la timidezza…

C’è stato un tempo in cui la matematica si è messa in ghingheri. Si è guardata allo specchio e ha pensato: adesso faccio ordine. Non “capisco”, proprio “ordino”. Metto ogni verità al suo posto, scrivo un regolamento condominiale dell’universo, dimostro tutto e, già che ci sono, dimostro anche che non mi sono dimenticata niente. È…

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I puntini non hanno fretta…

C’è un momento, di solito intorno ai vent’anni (ma vale anche a quarantasette, tranquilli), in cui ti accorgi che il mondo ti chiede una cosa molto precisa: una storia lineare. Una di quelle con l’introduzione, lo sviluppo e il lieto fine. Tipo: scegli, investi, scala, vinci. E possibilmente senza capitoli strani. Senza calligrafia. Senza deviazioni.…

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Pasolini, il corpo del reato siamo noi…

Ogni volta che il nome di Pasolini torna in un’aula di giustizia, succede una cosa strana: abbiamo l’impressione di parlare di un delitto, e invece stiamo parlando di noi. Di come questo Paese gestisce la memoria, il dissenso, la scomodità. Sono passati cinquant’anni abbondanti da quella notte all’Idroscalo, e ancora oggi qualcuno bussa alla porta…

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A volte basta una frase…

A volte basta una frase, letta di sbieco tra una pagina e l’altra, per sentire un piccolo scricchiolio dentro di sé. Non è un terremoto: è più simile al rumore che fa una porta quando decide, finalmente, di aprirsi. La frase della Arendt fa esattamente questo: non scuote, non urla, ma spalanca un varco. Ti…

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Lo shutdown non è una crisi, ma una confessione.

Negli Stati Uniti, quando si parla di shutdown, si alza subito il tono drammatico. Le testate aprono con titoli apocalittici, le immagini mostrano cancelli chiusi e turisti smarriti davanti alla Statua della Libertà, e i commentatori parlano di “crisi senza precedenti”. Ma a ben guardare, lo shutdown americano è più una forma di teatro politico…

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Non sempre la fine è un punto.

Non sempre la fine è un punto. A volte è una parentesi che si chiude da sola, un atto di precisione, l’ultimo gesto coerente di chi ha vissuto troppo intensamente per accettare l’approssimazione. Renato Caccioppoli scelse la morte come si sceglie una formula perfetta: senza esitazione, con l’eleganza tragica di chi sa che non c’è…

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