…ritrovarsi a vivere un poco di noi stessi.

Jorge Amado, un uomo come la terra che racconta, forte e generoso, figlio di quella porzione di mondo chiamata Brasile. Scorre il 1912 e lui giunge al mondo, e ne sarà parte fino al 2001. Nelle sue vene, il marxismo prima, poi l’umana necessità di raccontare gli ultimi, gli invisibili. “Dona Flor e i suoi…

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Koudelka racconta un mondo che è dolore e bellezza

Josef Koudelka, nato nella terra di Boemia, maestro d’obiettivo e narratore di storie senza parole. Ha saputo rubare l’essenza del tempo, conservarla nelle sue immagini: un ingegnere del visibile che ha abbandonato l’aerodinamica dei corpi per dedicarsi all’aerodinamica delle anime. Nato tra i rumori della storia, tra la rabbia silenziosa delle città, ogni scatto è…

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È pretestuoso lo scopo e vergognoso il metodo…

  Spira un vento di stupida emulazione americana dietro l’imbrattamento della statua di Indro Montanelli: c’è sempre più gente in giro che non avendo un cazzo da fare se la prende con i monumenti scatarrando rabbia, insulti e vernice a effetto mediatico. Ecco, come si può giudicare questo sfregio alla memoria se non con il…

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Fossi Magistrato…

Finita l’emergenza, fossi Magistrato, mi dedicherei a un’inchiesta sull’aumento del prezzo dell’Amuchina anche solo per il gusto di chiamarla “Mani Pulite”.

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La tata Maier…

Si chiamava Vivian Maier, e se il nome non vi dice niente, beh, tranquilli, la cosa è abbastanza normale. Pare che nella vita, quella di tutti i giorni, faceva la tata, lo stesso mestiere di sua madre e di sua nonna: lo faceva per le famiglie upper class di Chicago, e, dicono le cronache, lo…

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il 25 Aprile

A furia di ripetere l’ovvio si è finiti per considerarlo scontato e banale; le carte poi so’ state tutte rimescolate, e alcune anche truccate, dalla pervasiva, insistente, annosa campagna di revisionismo storico che ha accompagnato gli anni di Berlusconi giù giù fino ai nostri giorni. L’espediente retorico di rendere omaggio alla voce dei vinti ha…

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cos’è il fascismo…

Accade, di tanto in tanto, dover provare a fornire una spiegazione, a qualcuno o a noi stessi, di cosa sia il fascismo. E ci si accorge, con un lieve fastidio, che è categoria sfuggente assai: non è solo violenza, ché ci sono state violenze di vari colori; non è solo uno stato corporativo (esistono e…

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provo a raccontarmela così…

   Era il 1924. Mussolini stravinse le elezioni politiche col 64,9% delle preferenze. Alcuni fra i suoi oppositori — quelli intellettualmente più onesti, a dire il vero — ebbero un sano istinto autocritico, ché il democratico verace, si sa, non dà mai della capra al popolo, neanche se lo sentisse belare. Possibile, dicevano quelli, che…

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come un singhiozzo in quell’affanno nero…

Diciamola subito come va detta: la superficialità che la modernità dà all’uomo non viene dalle troppe responsabilità che s’è preso, per le troppe libertà che s’è concesso, ma dai modi con cui s’è deciso di lasciar perdere a correggerne gli errori, sottolineandoli magari con uno sberleffo ma senza incidere profondamente anche nella carne – ché…

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