Tag Archive for 'Italia'

morire a 31 anni…

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Mi è pressoché impossibile un commento all’ultima trasmissione di Radio Carcere (Radio Radicale, 27.10.2009 [*]) tant’è lo schifo e lo sconforto per quanto è accaduto a Stefano Cucchi [*].
Non c’è commento: lo stato delle carceri italiane dovrebbe far indignare ogni sincero liberale.

siamo alla frutta…

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Uno dei segni più evidenti del decadimento e del degrado sociale (e politico) italiano: la caccia frenetica ai cosiddetti “chiappe d’oro”. [*]

è stata affossata…

La “legge Concia” prevedeva un’aggravante per chiunque, “nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la libertà personale e contro la vita e l’incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, [avesse] commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato”. Nei fatti, la legge era una risposta alla recrudescenza del fenomeno dell’omofobia [dal greco homos (stesso, medesimo) e fobos (paura)] ; apriva, in sostanza, la possibilità di un intervento del legislatore a tutela materiale e morale dei cittadini che sempre più frequentemente vengono fatti oggetto di delitti odiosi e futili per il solo fatto di essere gay, transgender o lesbiche. Era una legge che avrebbe reso il nostro ordinamento un po’ più esplicito riguardo al principio di assoluta parità tra individui di diverso orientamento sessuale; una legge che, finalmente, trattava l’omofobia per quello che è: violenza, gratuita, materiale e/o morale, “basata sul pregiudizio e analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo”.
Ieri però la “legge Concia” è stata affossata alla Camera. La maggioranza ha votato l’incostituzionalità del provvedimento dopo essere stata sconfitta sul tentativo di rinviare tutto in Commissione. La pregiudiziale di incostituzionalità, sollevata dall’Udc, ha ricevuto 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti. [*] Insomma, per farla breve: di peggio non poteva accadere in un paese di merda sul quale svolazzano troppi avidi mosconi.

è risaputo…

“È risaputo che il popolo, in Italia, se pur va dietro a chi comanda, ha in uggia i cortigiani, li vorrebbe morti, gode a saperli in disgrazia, e ride in cuor suo più di certi funerali che di certi banchetti: per avere il popolo amico, basta aver nemici i cortigiani. Si è dato il caso più volte, in questi ultimi anni, di galantuomini applauditi in piazza sol perché ingiuriati e avversati nelle anticamere di Palazzo Chigi. Gli italiani non soffrono intermediari fra loro e chi comanda”

Curzio Malaparte, da Don Camalèo

se…

«Se l’Italia avanza, oggi o domani, anche solo un sospiro di dubbio su come e quanto stare in Afghanistan, può aspettarsi che l’Amministrazione americana respinga bruscamente tutti questi dubbi. Come mai è successo prima. Magari mettendo sul tavolo anche una serie di altre differenze esistenti fra gli Stati Uniti e l’alleato di Roma. »

Lucia Annunziata, 18 settembre 2009

e non dico altro…

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L’Inno di Mameli – fuor di retorica – è brutto assai: una marcetta buona solo per le partite di calcio ché quel papapà-papapà può dar brividi e solluccheri solo ad un popolo di debosciati. Il Va’ pensiero di Verdi, invece, è tutt’altra storia: testo ispiratissimo, musica deliziosa: come inno – diciamocelo con franchezza – sarebbe assai preferibile al primo. Ha dalla sua un solo pesantissimo difetto – difetto che, dispiace dirlo, mi fa preferire il primo a quest’ultimo: piace assai agli amici di Bossi. E non dico altro.

se l’è cavata alla grande

Tutti pronti a scommettere sul suo fallimento, a malignare. I soliti giornalisti, poi, – quelli faziosi e ingrati, soprattutto – tutti lì schierati pronti a sferrar domande piccanti, ficcanti e maligne (cariche di allusioni e doppi sensi) – domande spinte fino a toccar la vita privata e non. E invece è stata una passerella internazionale me-ra-vi-glio-sa.
Diciamolo chiaramente, fuori dai denti – e senza lesinar complimenti: se l’è cavata alla grande, Carla Bruni.

che cazzata…

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“[L'italiano] non è associabile – è scritto così, su Wikipedia – a un’unica stirpe originaria, in quanto il popolo italiano è piuttosto il risultato di un amalgama di numerose componenti distinte, spesso peraltro affini, che contribuiscono a determinare la forte differenziazione regionale nettamente percepibile ancora oggi”. Una così marcata mescolanza di patrimoni genetici, l’appurata assenza di una etnia italiana e quel mezzo metro di cretino se ne esce col suo “no a un’Italia multietnica”. Qualunque cosa volesse dire, non può che essere una cazzata.

appestati…

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I radicali hanno reso pubblico un documento sulla “peste italiana”: «Le regole democratiche che i padri costituenti intesero porre alla base della Carta fondamentale dello Stato – riporto quanto è scritto nel comunicato di presentazione del documento – sono state, da subito ed in maniera ampia, disattese dai partiti, che si sono impadroniti del sistema politico-istituzionale del nostro Paese. Nei decenni successivi il processo degenerativo ha investito tutti gli organi e le istituzioni repubblicane, via via erodendo lo Stato di diritto per finire ai giorni nostri, dove il processo di svuotamento e di svilimento della Costituzione viene a compimento in maniera così eclatante, oltre che condivisa». In breve: siamo gestiti da autentici pezzi di merda. Da quello che se n’è detto alla presentazione e da quel poco che sono riuscito a leggere, pare un lavoro fatto assai bene, solido e ben documentato. Adesso basta che gli italiani – quelli che avranno voglia di leggersi il documento, dico – sappiano essere coerenti e tutto è fatto.
Bene!, direte voi. Col cazzo, ribatto io. Il fatto è che la coerenza è contro natura, roba difficile da accettare tra i vivi, ché – è cosa risaputa – i soli a questo mondo ad essere perfettamente coerenti sono i morti.

in un paese normale…

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Apro la Repubblica di oggi a pagina 4. Titolo: “Fini: giusto accertare le responsabilità”. Il fatto è noto – l’ennesimo schizzo di merda che il presidente della Camera lancia sul maglioncino a girocollo del Premier; roba che ti lascia un’incrinatura dentro per qualche tempo tant’è ridicola la faccenda. Manco leggo il resto: c’ho la nausea. Possibile mai, mi chiedo, che in un paese normale – non dico civile, ma normale – bisogna dover discutere pure sulla opportunità o meno di accertare le (eventuali) responsabilità?