Tag Archive for 'Morte'

Alda Merini (21.03.1931 – 01.11.2009)

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Non vive ei forse anche sotterra, quando
gli sarà muta l’armonia del giorno,
se può destarla con soavi cure
nella mente de’ suoi?

Ugo Foscolo, da I sepolcri.

morire a 31 anni…

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Mi è pressoché impossibile un commento all’ultima trasmissione di Radio Carcere (Radio Radicale, 27.10.2009 [*]) tant’è lo schifo e lo sconforto per quanto è accaduto a Stefano Cucchi [*].
Non c’è commento: lo stato delle carceri italiane dovrebbe far indignare ogni sincero liberale.

…il tempo della prefigurazione

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Siete sicuri che sia meglio morire senza saperlo, facendo le valigie in un albergo, come è capitato a Mike Bongiorno? [...] È che non ne sappiamo più niente, di questa cosa che ci riguarda e nutre la nostra vita, con tutti i suoi significati, perché la vita non ha più statura sacra. Tanto che perderla facendo le valigie, ma per una destinazione sconosciuta e senza il tempo della prefigurazione, è considerato da chi rimane a terra il colmo della felicità”. Così Giuliano Ferrara su Il Foglio di ieri. Be’, che dire? Fa venire voglia di fargli un augurio. Vabbe’, lasciamo perdere.

09.09.1998

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« … e respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini, ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini. E più in alto e più in là, ora figli dell’immensità. »

Mogol-Battisti, La collina dei ciliegi

Requiescat in pace…

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«Lui va in radio, il conduttore parla della sua passione
per le immersioni e lo lusinga: Mike, si sa che lei è un sub
eccezionale. E lui, modesto: ma no, sono un sub normale.»
Ludovico Peregrini, la Stampa.

Indubbiamente, meritava di diventare senatore a vita ché aveva davvero “illustrato la Patria per altissimi meriti” (art. 59, comma 2 della Costituzione): esempio pressoché inarrivabile – lo scriveva, giustamente, nel lontanissimo 1961, Umberto Eco in Fenomenologia Di Mike Bongiorno – della “mediocrità assoluta”, grazie alla quale “lo spettatore vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti”.
Da vivo – devo ammetterlo – mi era indifferente. E con molta probabilità continuerà ad esserlo anche da morto.

irreparabilmente…

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«Molte di noi rimanevano incinte, ma anche in quelle condizioni ci violentavamo, non ci davano pace. Molti hanno tentato di suicidarsi, aspettavano la notte per non farsi vedere, poi prendevano una corda, un lenzuolo, qualunque cosa per potersi impiccare. Non so se era meglio essere vivi o morti. Adesso che siamo in Italia siamo più tranquille, ma non posso non stare male pensando che molte altre donne e uomini nelle nostre stesse condizioni siano state salvate in mare e poi rispedite in quell’inferno, non è giusto, non è umano, non si può dormire pensando ad una cosa del genere. Perché lo avete fatto?». Così una delle tante “fortunate”, una di quelle reduci dal mercantile turco Pinar, riuscita ad arrivare a Lampedusa nelle settimane scorse. Storie terribili affollano la mente di queste sventurate, inenarrabili disavventure marchiano i loro corpi; e quella domanda – perché lo avete fatto? – invade ancor più la loro anima martoriata.
Mi viene in mente che dovremmo porcela anche noi quella domanda – e a voce alta. Invece – per il gusto di farcelo mettere nel culo – ci stiamo solo preoccupando (fingendo, deh, sia ben chiaro) di capire fino a che punto il “ciarpame senza pudore” ha devastato la nostra mente. Irreparabilmente.

[...]

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Così il Presidente del Consiglio: «Mi mancherà l’amico, il confidente, il consigliere, che ascoltavo più di ogni altro e che sentivo aderire intimamente a tutti i miei pensieri e a tutte le mie intuizioni. Con la sua scomparsa avverto non solo un grande dolore ma anche un vuoto e una mancanza che sarà difficile colmare». È morto Gianni Baget Bozzo: uno in meno.

…è indisponibile?

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«La sentenza non può garantire in nessun modo un diritto a morire, diritto che non esiste, perchè il vero diritto è quello alla vita, che infatti è indisponibile. »

«L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani. »

Catechismo della Chiesa Cattolica, La legittima difesan. 2267

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«La vera risposta non può essere infatti dare la morte, per quanto “dolce”, ma testimoniare l’amore che aiuta ad affrontare il dolore e l’agonia in modo umano. Siamone certi: nessuna lacrima, né di chi soffre, né di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio. »

Benedetto XVI, 1 febbraio 2009

«Io non voglio soffrire, io non ho della sofferenza un’idea cristiana. Ci dicono che la sofferenza eleva lo spirito; no la sofferenza è una cosa che fa male e basta, non eleva niente. E quindi io ho paura della sofferenza. Perché nei confronti della morte, io, che in tutto il resto credo di essere un moderato, sono assolutamente radicale. Se noi abbiamo un diritto alla vita, abbiamo anche un diritto alla morte. Sta a noi, deve essere riconosciuto a noi il diritto di scegliere il quando e il come della nostra morte. »

Indro Montanelli

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Cos’è la morte? La morte è una condizione indispensabile per la vita.

Piergiorgio Welby, 3.1.2007