Tag Archive for 'Pd'

dico…

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Quasi due giorni son passati dal decreto interpretativo scacazzato dal Governo e controfirmato dal Presidente. Sia consentito chiedere – a bocce ferme, come usa dire: possibile mai che un modo meno cretino di reagire da parte dell’opposizione proprio non c’era?
Scatenare una campagna contro Napolitano – be’, mettetela come vi pare – per me è una sguaiata bricconata da maramaldo. Dico: ’sto Bersani vuole pigliare per le orecchie a Di Pietro e sussurrargli almeno che nun scassasse ‘o cazzo?

…altrimenti?

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A commento del via libera al decreto interpretativo, Bersani dichiara: “Il centrodestra non si azzardi a parlare di complotti e a scaricare il problema”. Altrimenti?
Ecco, conviene chiuderlo qui il post e passare ad altro, perché sennò devo mandare a cagare pure a Pier Luigi.

l’ha fatto…

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Era il 16 gennaio – meno di un mese fa, insomma. Dalle colonne del Corriere, intervistata dalla Guerzoni, alla domanda se avesse deciso (finalmente) di lasciare il Pd, così la senatrice Binetti: «Lo farò se la leader radicale vincerà le elezioni regionali». Vuoi vedere che la scelta di ieri è figlia di una profezia?

ci vuole un leader…

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La sinistra italiana, ha scritto una volta Emanuele Macaluso, di fronte alle sconfitte invece di cambiare i dirigenti preferisce cambiare i nomi dei partiti. E infatti già si interroga su cosa verrà dopo il Pd. Su “cosa”, non su “chi”. Solo che il “bipolarismo” è ormai un fatto acquisito e la “cosa” c’è già: sono gli elettori che non voteranno mai a destra, è lo spazio elettorale di una sinistra di governo. Per farla diventare maggioranza ci vuole un leader e conviene a Bersani applicarsi a questo problema, che tanto, bene o male, un sindaco per Bologna alla fine lo trova lo stesso.

Massimo Bordin, DNews – 03.02.2010

è stata affossata…

La “legge Concia” prevedeva un’aggravante per chiunque, “nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la libertà personale e contro la vita e l’incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, [avesse] commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato”. Nei fatti, la legge era una risposta alla recrudescenza del fenomeno dell’omofobia [dal greco homos (stesso, medesimo) e fobos (paura)] ; apriva, in sostanza, la possibilità di un intervento del legislatore a tutela materiale e morale dei cittadini che sempre più frequentemente vengono fatti oggetto di delitti odiosi e futili per il solo fatto di essere gay, transgender o lesbiche. Era una legge che avrebbe reso il nostro ordinamento un po’ più esplicito riguardo al principio di assoluta parità tra individui di diverso orientamento sessuale; una legge che, finalmente, trattava l’omofobia per quello che è: violenza, gratuita, materiale e/o morale, “basata sul pregiudizio e analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo”.
Ieri però la “legge Concia” è stata affossata alla Camera. La maggioranza ha votato l’incostituzionalità del provvedimento dopo essere stata sconfitta sul tentativo di rinviare tutto in Commissione. La pregiudiziale di incostituzionalità, sollevata dall’Udc, ha ricevuto 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti. [*] Insomma, per farla breve: di peggio non poteva accadere in un paese di merda sul quale svolazzano troppi avidi mosconi.

troppi film…

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Il miserabile spettacolo del decreto anti-crisi è un misto tra il teatro di Ionesco e l’opera dei pupi. C’è l’assurdo: il governo impone con una mano la conversione di un primo “provvedimento urgente” infarcito di errori ed orrori, con l’altra ne presenta un secondo che riscrive quello appena approvato. C’è la farsa siciliana: il Parlamento svilito nella quinta di un’opera buffa, dove gli eletti del popolo, povere marionette, si scambiano legnate fragorose ma inutili.

Massimo Giannini, 30 luglio 2009

Com’è che ve lo immaginavate, voi, un colpo di stato? Coi cingolati a bloccar le strade, gli arresti in massa, emittenti radio/televisive occupate e, magari, il coprifuoco? Avete visto troppi film.

ci sta, ci sta, ci sta…

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Il soundtrack è Un senso di Vasco Rossi. Pierluigi Bersani – visibilmente imbarazzato – sorride. La telecamera stacca sul giornalista che chiede: “È la sua canzone. Perché?”. “Per due motivi –attacca Bersani: uno, perché mi piace molto l’idea di dare più senso alla nostra storia; e secondo, perché è una canzone che, partendo dai problemi, alla fine conclude: «Senti che bel vento. Domani un altro giorno arriverà»”(Unomattina – Rai Uno, 24 luglio 2009). Il giornalista, appagato nella curiosità, passa avanti con le domande. Anche a lui dev’essergli sfuggito il verso: “…anche se questa storia un senso non ce l’ha”. Che, come giustificazione della scelta, ci sta, ci sta, ci sta.

sciogli macchia…

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Anche se solo di striscio, mi tocca ritornare sull’argomento Grillo. Ma sarò breve.
Andrea Forgione (parente del più noto Francesco? ) è il segretario del circolo del Pd “Martin Luther King” di Paternopoli (AV) che ha autorizzato l’iscrizione al partito del comico genovese. «Il caso Grillo costituisce un precedente molto grave – afferma Forgione – chi ha infatti la legittimazione a decidere chi tesserare e chi no? Beppe Grillo non è iscritto a nessun altro partito e ha una fedina penale pulita, quindi perché negargli la tessera?».
A parte il fatto che quella della fedina penale pulita per prendere la tessera di un partito è una cazzata grande quanto Villa Certosa, corre l’obbligo di ricordare al Forgione che “nel 1988 la Corte suprema di cassazione – riporto da Wikipediacondannò [Giuseppe Piero Grillo] definitivamente per omicidio colposo a un anno e tre mesi di carcere, poiché giudicato responsabile della morte di due adulti e del loro bambino di 8 anni a seguito di un incidente d’auto avvenuto il 7 dicembre 1981, nel quale lui era alla guida”.
Alla domanda su chi sia legittimato “a decidere chi tesserare e chi no” mi permetterei – se è lecito farlo – di aggiungerne una mia: “chi cazzo sceglie i segretari dei circoli del Pd?”.

piovono palle…

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Che palle. Tutti lì a linkarmi il post del comico genovese che ha deciso di candidarsi alla segreteria del Pd. Che palle… Non è che qualche pezzo grosso della blogosfera – domando speranzoso – mi propone un “rumoroso silenzio” sull’argomento?

per qualche manciata di link…

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Sia chiaro – detto come se me l’aveste intercettato: non è che Beppe Grillo ha annunciato la sua candidatura alla segreteria del Pd solo per qualche manciata di link in più al suo blog?