La serratura non è il cuore…

Ci sono persone che chiamano sincerità qualunque frana. Aprono tutto, spalancano tutto, rovesciano addosso agli altri stanze non ancora abitate, polvere, fotografie capovolte, coltelli lasciati sul tavolo. Credono di essersi consegnate, e invece si sono soltanto disperse. Perché aprire il cuore non è fare inventario delle proprie ferite. Non è dire tutto. Non è nemmeno…

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Come una soglia di vetro…

Un libro nuovo non resta per giorni sul comodino. Arriva. Lo scelgo di sera e in pochi secondi è qui, sceso da una città lontana senza che io mi sia alzato dalla poltrona. Non ha peso. Pesa quanto tutti gli altri, quanto le decine di storie che tengo dentro una sola lastra sottile, tutte uguali…

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La casa dove dorme Medusa…

C’è una forma particolare di delusione che non nasce da ciò che non funziona, ma da ciò che funziona troppo poco. Da ciò che accende una stanza e poi, quasi subito, spegne la luce. Da ciò che apre una porta e non ti lascia il tempo di attraversarla.Il custode di Niccolò Ammaniti lascia addosso questa…

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La distanza esatta delle pagine…

Ci sono incontri che accadono in luoghi sbagliati solo in apparenza.Sotto una stazione, per esempio. Dove tutto passa, tutto parte, tutto arriva, tutto sembra provvisorio e invece, certe volte, proprio lì, nel sottosuolo rumoroso di una città che non sa mai stare ferma, ti capita di vedere uno dei tuoi scrittori preferiti a pochi metri…

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…uno che ha paura, ma resta

Ci hanno insegnato male il coraggio. Ce lo hanno consegnato vestito da statua, con il petto esposto, la mascella serrata, lo sguardo fisso davanti al pericolo. Ci hanno detto che il coraggioso è colui che non trema, che non arretra, che non sente il gelo salire dalle caviglie fino alla gola. Come se il coraggio…

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Le cose rotte, per farsi sacre…

Ci sono libri che non raccontano una storia: accendono una stanza.Non una stanza grande. Non una sala nobile, non un salone buono da fotografia, non una di quelle stanze che si preparano per ricevere gli ospiti e mentire con grazia sulla propria vita. Una stanza vera. Una cucina con le sedie consumate, il tavolo che…

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Il dovere fragile della voce…

Dire è una delle prime forme di disobbedienza.Prima ancora di alzare un pugno, prima di scendere in strada, prima di scegliere una parte e portarsela addosso come una giacca troppo leggera contro il freddo del mondo, c’è questo gesto minimo e immenso: aprire la bocca. Lasciare che qualcosa, dal buio interno, diventi aria. E poi…

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…una piccola ferita fatta bene

Questo dovrebbero fare i libri: portarci una persona e non farsi portare da lei. Non diventare zavorra, non aggiungere carta alle vertebre, non mettersi addosso come certi doveri inutili, certe conversazioni lunghe, certi amori sbagliati che ci restano sulle spalle più per abitudine che per destino.Un libro dovrebbe essere una sottrazione di peso.Non sempre una…

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Chi non ha avuto sete non sa quanta acqua possa stare in una goccia…

Avevo sete e non era sete.Questo bisognerebbe capirlo subito, prima di chiamare le cose con il nome sbagliato e poi stupirsi se non obbediscono. Avevo sete, sì, ma l’acqua c’entrava poco. O forse c’entrava moltissimo, perché certe mancanze prendono sempre la forma elementare delle cose necessarie: pane, sonno, aria, acqua. Uno non dice: mi manca…

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La destinataria errata…

Ci spaventano sempre gli errori che sembrano casuali, soprattutto quando toccano l’amore. Ma certi sbagli fanno paura per un altro motivo: perché forse non inventano niente, rivelano soltanto ciò che avevamo già dentro. E allora un messaggio inviato alla persona “sbagliata” diventa il momento esatto in cui la vita smette di mentirci.

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